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Tensione nella maggioranza sull’obbligo vaccinale

Il ministro Speranza: «Ne parleremo a settembre». Scuola e trasporti: manca l'intesa con i sindacati di categoria ma il rientro in classe è dietro l'angolo

25/08/2021
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il manifesto

Adriana Pollice

«L’obiettivo di vaccinare l’80% della popolazione over 12 anni sarà raggiunto entro il 30 settembre»: lo ha dichiarato ieri il commissario Figliuolo. Intanto il ministero della Salute attende il via libera dal Cts per prorogare la validità del green pass da 9 a 12 mesi: la decisione è attesa per venerdì, i tecnici potrebbero anche uniformare la scadenza per vaccinati e guariti. La modifica sarà inserita nella legge di conversione del decreto, in discussione alla Camere dal 6 settembre. Se da un lato si lavora per spingere gli italiani a immunizzarsi, dall’altro nel governo si discute, e si litiga, sull’ipotesi di introdurre l’obbligo vaccinale per legge (favorevoli i sindacati). «Se il green pass avrà difficoltà di implementazione si penserà a una legge che renda obbligatorio il vaccino» ha spiegato ieri il ministro forzista Brunetta.

SALVINI È IRREMOVIBILE: «La Lega chiede tamponi salivari gratuiti per tutti. Sono contro qualsiasi tipo di obbligo». Dentro l’esecutivo, è il sottosegretario all’Istruzione del Carroccio, Rossano Sasso, a ribadire le posizioni: «Facciamo riprendere i contatti sociali e la scuola in presenza, senza vincolarli al vaccino, con una massiccia campagna di monitoraggio». Prudente il ministro Speranza, a Pesaro per la festa dell’Unità ha spiegato: per adesso si spinge su vaccini e uso estensivo del pass, a settembre si valuterà il punto di caduta. E arriverà il momento di decidere se introdurre l’obbligo per legge. Il rischio è l’ennesimo scontro nella maggioranza. Spiega il sottosegretario alla Salute (vicino a Maurizio Lupi) Andrea Costa: «L’obbligo è l’estrema ratio. Parlarne ora rischia di radicalizzare il dibattito alimentando lo scontro. A fine settembre capiremo se avremo centrato l’obiettivo o se dovremo valutare obblighi vaccinali per categorie».

Si punta sul pass per ora. Ieri mattina confronto tra il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, e i sindacati. Solo un’ora di colloquio e nessun passo avanti, ogni nodo da sciogliere è stato rimandato a singoli tavoli, da convocare rapidamente visto che la prossima settimana si comincia con i recuperi. Bianchi è disponibile a proseguire il confronto ma ha confermato tutte le decisioni prese: obbligo di pass per il personale scolastico; tampone, da fare ogni 48 ore per chi non è vaccinato, gratuito solo per i fragili; sospensione dello stipendio dopo 5 giorni senza esibire la carta verde.

SE BIANCHI ha fissato i punti, resta da capire come applicarli. A cominciare da chi dovrà fare i controlli e se sarà possibile snellire le procedure (ma su questo ci vorrà il parere del Garante della privacy). Intanto, sul sito del ministero sono state pubblicate le graduatorie relative ai 270 milioni destinati agli enti locali per lavori di edilizia leggera e affitti di spazi per la didattica, distribuiti tenendo conto della quantità di alunni sui territori e delle classi numerose.

«CON IL MINISTRO abbiamo fatto un chiarimento politico, aspettiamo di scendere nel concreto» ha spiegato ieri Graziamaria Pistorino, segretaria nazionale Flc Cgil. «Fin dall’inizio – ha proseguito – avevamo chiesto corsie preferenziali per immunizzare il personale, il generale Figliuolo ha detto che abbiamo superato il 90% dei vaccinati. Ma un dirigente scolastico non può sapere chi è coperto e chi no, l’applicazione della norma è farraginosa. Sulla sospensione dello stipendio ci sono dei passaggi tagliati con l’accetta: le misure bypassano norme contrattuali e di legge». Distanziamento e organico Covid: «Il ministro si è impegnato a dare personale aggiuntivo, ma non abbiamo notizie. E serve certezza delle risorse».

SE LA CISL parla di «un incontro interlocutorio», la Uil è sul piede di guerra sul tema dei test gratis per tutto il personale: «Abbiamo proposto una moratoria di 45 giorni in attesa che il dl sia convertito in legge – ha spiegato Pino Turi – ma il ministro ha ribadito il vigore della nota, che garantisce i tamponi gratuiti solo ai fragili snaturando il protocollo sicurezza che abbiamo firmato. Qualcuno dovrà assumersi la responsabilità di questo scontro ideologico. Abbiamo convocato i vertici nazionali per le prossime mosse, potremmo ritirare la firma al protocollo. La sicurezza non può essere a carico dei lavoratori. È l’assenza di una legge che impone l’obbligatorietà generale a provocare lo scontro». Antonello Giannelli (presidente dell’Associazione nazionale presidi), contraria ai test gratuiti per tutti, commenta: «Situazione kafkiana: il protocollo dice alcune cose; il ministero ha chiarito che certe frasi vanno intese in un certo modo; i sindacati hanno contraddetto. Non firmeremo il protocollo finché le idee non saranno chiare».

CAPITOLO TRASPORTI. Le nuove linee guida sono state inviate dal ministero delle Infrastrutture al Cts, domani confronto con le regioni. Sui mezzi pubblici torneranno i controllori per verificare anche l’uso delle mascherine, il rispetto della capienza all’80% e il distanziamento, ha spiegato il ministro Giovannini, e potrà avvenire sui mezzi o a terra. Per i trasporti a lunga percorrenza obbligo di green pass dal primo settembre. E ancora: differenziare l’orario di lavoro, le aperture di uffici e negozi, delle scuole e dei servizi pubblici; le scuole dovranno raccordarsi con il trasporto pubblico locale. Alle regioni andrà un finanziamento straordinario di 840 milioni, 150 milioni per le province e i comuni per servizi aggiuntivi. Sindacati sulle barricate: «Le linee guida siano oggetto di confronto con le parti sociali – la posizione di Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti -. Il ritorno del controllore esteso alle misure anti-Covid porrà problemi di gestione. Servono risorse aggiuntive per il personale, il rischio è bloccare il servizio soprattutto sui treni regionali».