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Università, nel 2030 Europa quarta per numero di laureati. L'Ocse: "Rischio emarginazione economica"

La sfida del futuro si vince con un capitale umano più istruito. Nel 2015 eravamo terzi nella speciale classifica stilata dall'organizzazione. Balzo avanti dell'India, che fornirà il 21% del totale dei dottori. Tra i singoli Stati, Italia in crescita, ma penultima davanti solo alla Romania

09/06/2018
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la Repubblica

Salvo Intravaia

Il Vecchio continente rischia l'emarginazione economica. E l'Italia più di altri Paesi. A sostenerlo è l'Ocse, l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, che mette insieme le maggiori economie della Terra. Tra poco più di dieci anni, sostiene l'Organizzazione nella sua ultima pubblicazione, l'Europa scivolerà al quarto posto tra le macroregioni economiche del pianeta, per numero di giovani laureati. E il declino economico sarebbe soltanto la logica conseguenza in un mondo ad alto contenuto tecnologico.

Nel 2015, scrivono da Parigi, l'Europa occupava la terza piazza per laureati nella fascia d'età 25/34 anni. Seguivamo, col 14 per cento del totale mondiale, Cina (al 22 per cento) e India, al 18 per cento. "La conoscenza - spiegano gli esperti dell'Ocse - è diventata la nuova valuta dell'economia di oggi: la digitalizzazione, l'innovazione tecnologica e la globalizzazione hanno reso insieme il capitale intellettuale il bene più importante nell'era odierna, e i paesi hanno risposto accrescendo l'accesso all'istruzione superiore come mai prima d'ora".

In altre parole, la sfida del futuro si gioca e si vince con un capitale umano più istruito. Nel 2030, tra dodici anni appena, l'Europa scivolerà al quarto posto e verrà insidiata da nazioni come Indonesia e Nuova Zelanda. Gli Stati Uniti, che alla fine del XX secolo fornivano la percentuale più consistente di laureati al mondo, scivoleranno - assieme al Canada - al terzo posto, col 15 per cento. Dopo la Cina, col 18 per cento, e sarà l'India che accrescerà ancora la sua popolazione la nazione con più laureati: il 21 per cento del totale mondiale. L'Europa a 23 scivolerà al quarto posto (col 13 per cento) insidiata dai paesi dell'Est Asia e del Pacifico (Australia, Indonesia, Giappone, Corea e Nuova Zelanda).

Tra poco più di un decennio, cambieranno completamente gli equilibri mondiali. E l'Italia, come potrà competere in un contesto ad alto tasso di istruzione? Nonostante i segnali positivi che parlano di un incremento dei laureati, nel 2016 se ne sono registrati 305mila, un record assoluto, il nostro paese continua a essere - secondo Eurostat - in fondo alla classifica europea. E ci allontaniamo dai nostri partner europei. Nel 2017, sempre per giovani laureati, siamo penultimi - col 27 per cento scarso, il 26,9 per la precisione - seguiti soltanto dalla Romania. E mentre cerchiamo di incrementare le nostre performance gli altri paesi corrono più veloci di noi: dieci anni fa, nel 2007, eravamo nella parte bassa della classifica ma sopra ben sette paesi (quasi tutti appartenenti all'area di quelli ex comunisti). Nel 2017, siamo al penultimo posto, davanti soltanto alla Romania.