Testo CCNL Istruzione e Ricerca

Home » Rassegna stampa » Nazionale » Uno studente su tre legge ma non capisce (e al Sud è peggio)

Uno studente su tre legge ma non capisce (e al Sud è peggio)

Prove Invalsi, in inglese e in matematica quadro più grave rispetto all’italiano Cresce il divario tra le aree del Paese. Il ministro Bussetti: sono preoccupato

11/07/2019
Decrease text sizeIncrease text size
la Repubblica

Corrado Zunino

 I lievi progressi in italiano, matematica e inglese accertabili a livello nazionale in terza media — rispettivamente +0,03 per cento, +1,42 per cento, + 3,68 per cento sui risultati 2018 nelle stesse discipline — non riescono a farci spostare lo sguardo dal centro della fotografia Invalsi sulla scuola italiana: il 35 per cento degli adolescenti che hanno da poco affrontato l’esame di Stato di Terza non riesce a comprendere un testo di media complessità. Si fermano al livello 1 o 2 (su cinque). Individuano singole informazioni date esplicitamente in un testo, mettono in relazione solo quelle «facilmente rintracciabili», conoscono e usano le parole del lessico base.

Già. Poi c’è la questione meridionale. Le scuole del Sud, un disastro. In lieve miglioramento, ma un disastro. Il 35 per cento — aliquota simbolo di questa tornata di test dell’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo — dei bambini campani e calabresi in seconda elementare è largamente insufficiente in matematica. Salendo di ciclo, i risultati peggiorano. Nella classe quinta della primaria, preadolescenti intorno agli undici anni, i numeri sono ostili per quattro scolari calabresi ogni dieci. In terza media le differenze non si contengono più e i ritardi scolastici del Meridione diventano una frattura nazionale. Se i problemi nella comprensione di un italiano adeguato all’età sono seri nel Paese (35 per cento dei quattordicenni, appunto), in Calabria si fanno serissimi: il problema riguarda uno studente su due. Sulla matematica, dove la scuola italiana ha problemi con i ferri del mestiere nel 38 per cento dei casi, Calabria e Campania viaggiano sul sessanta per cento. La comprensione dell’inglese, poi: i "gravi ritardi" in Valle d’Aosta sono poco meno di uno su cinque, in Sicilia sfiorano il 65 per cento.

In seconda superiore le sofferenze crescono ancora, un’impennata di vuoti di assimilazione e scarsezze didattiche che toglie di mezzo l’alibi del "buco nero" nelle medie inferiori. Qui tutta la scuola, dai 7 ai 19 anni presi in considerazione, è un buco nero. In seconda superiore gli "scarsi" in italiano sono il 30 per cento, oltre il 45 in Calabria e Sardegna. All’esame di Maturità, poi, approdano diciannovenni che nel 42 per cento dei casi hanno lacune larghe. In Calabria e in Sicilia? I "gravi ritardi" superano il 60 per cento. Sull’inglese il livello è imbarazzante (per la scuola italiana, innanzitutto): in Calabria quasi sette maturandi su dieci non riescono a leggerlo, in Calabria e in Sicilia l’85 per cento non lo comprende (al livello richiesto dall’età).

«In larghe parti del Sud ci sono adolescenti che affrontano l’esame di terza media con competenze da quinta elementare», spiega Roberto Ricci, direttore generale Invalsi. Nell’Italia meridionale, tra l’altro, restano tante le scuole e le classi a "segregazione sociale": i figli delle famiglie bene stanno tutti insieme.

Il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti si dice «preoccupato», ma ha appena avallato le politiche scolastiche regionaliste dei governatori Zaia e Fontana: vogliono portare presidi, docenti e programmi sotto il controllo delle ricche e strutturate Regioni Veneto e Lombardia.