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Vaccini, primo colpo all’obbligo “Basterà l’autocertificazione”

La circolare della ministra

05/07/2018
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la Repubblica

Michele Bocci


L'obbligo vaccinale resta ma tutti i bambini, grazie a un escamotage spacciato per semplificazione, potranno entrare a scuola a settembre. Ieri la ministra alla Salute Giulia Grillo ha risposto a due interrogazioni sui vaccini alla Camera. In aula ha illustrato le linee del suo intervento ma contemporaneamente sono uscite indiscrezioni sulla circolare che presenterà oggi con il ministro della Pubblica istruzione Marco Bussetti.

Il 10 di luglio, in base al decreto Lorenzin, scade il termine per i genitori per presentare i documenti, in particolare il libretto di vaccinazione, dove si attesta che il figlio è in regola e dunque il prossimo anno scolastico può frequentare il nido e la materna e non rischia la multa se si iscrive alla scuola dell’obbligo. Ebbene, l’idea della ministra è quella di una « semplificazione dell’onere documentale » . Basterà portare un’autocertificazione per entrare a scuola. Le famiglie dovranno compilare un atto nel quale dicono che il figlio è vaccinato o che è ha un appuntamento alla Asl. Se sono no vax e non hanno intenzione di fare i vaccini ma autocertificano, commettono un falso. Magari non rischiano molto, visto che si parla di controlli a campione, ma comunque si tratta di un illecito. Inoltre se il figlio di uno di loro attaccasse una malattia vaccinabile a un compagno immunodepresso le conseguenze per i genitori sarebbero pesanti.

Le autocertificazioni valgono fino al 10 luglio del 2019 quando teoricamente bisognerà portare i documenti per l’anno successivo. Al ministero sono però convinti che ben prima il Parlamento farà una legge che cancellerà quella sull’obbligo. «Se smobiliteranno la norma nazionale, dopo aver controllato le coperture potremmo introdurre noi l’obbligo per nidi e materne come stavamo facendo prima dell’approvazione del Dl Lorenzin » , dice l’assessora alla Salute della Toscana Stefania Saccardi. L’Emilia invece ha già approvato una sua legge, che quindi resterà in vigore.

La soluzione di Grillo non piace ai suoi fan. Ieri è bruscamente finita la luna di miele iniziata sul suo profilo Facebook con il giuramento del governo. In molti l’hanno criticata, dicendole che «non sta onorando le promesse fatte in campagna elettorale».

Grillo crede fermamente nei vaccini, e ieri ha annunciato una campagna d’informazione sul loro valore, ma sapeva anche che occuparsene sarebbe stata una prova dura. Toccare l’obbligo voleva dire scontrarsi con il mondo scientifico e medico, oltre che con l’opposizione, e lasciare interdetti buona parte dei 90- 95% dei genitori italiani che hanno vaccinato i figli in questi anni. Non toccarla voleva dire scatenare alcuni fan particolarmente rumorosi dei Cinquestelle e litigare con l’alleato di governo, le cui posizioni no vax sono state sintetizzate di recente da Matteo Salvini. Per ora è stata scelta una via di mezzo che scontenta tutti.