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La riapertura delle scuole nelle zone interne. Iniziativa della Scuola del Popolo a Sulmona

Il resoconto dell’iniziativa del 20 luglio 2020.

21/07/2020
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Una diretta Facebook dal cortile del complesso dell’Annunziata di Sulmona, con il sottofondo della lezione del laboratorio di Canto popolare, e un dibattito rivelatosi poi molto interessante su Google Meet: questa in estrema sintesi la serata particolare della Scuola del Popolo a Sulmona svoltasi lunedì 20 luglio. Una sorta di tavola rotonda virtuale coordinata da Miriam Del Biondo, segretaria provinciale della FLC dell'Aquila, che ha visto affrontare il tema della riapertura delle scuole nelle zone interne dopo la pandemia. Semplice e chiaro il messaggio che arriva dall’Abruzzo: dalla crisi provocata dal Covid 19, se ne può uscire solo mettendo assieme gli sforzi di tutti ma con la certezza di robusti investimenti da parte dello Stato. Essi sono necessari per solo per cambiare la scuola, ma per offrire servizi più efficienti ed efficaci. Un tema questo che, nelle zone interne, non riguarda solo l’istruzione quindi, ma l’insieme dei servizi disponibili sul territorio. Infatti la pandemia ha finito per aggravare situazioni già complesse di per sé e molto delicate. Servono idee nuove basate su un coinvolgimento che parte dal basso, dando protagonismo al territorio, sino ad oggi taglieggiato e compresso per il quale i servizi sono visti solo come un costo. Dopo l’introduzione di lavori di Miriam Del Biondo, Ivo Vacca ha avuto la possibilità di mettere in luce le potenzialità della Scuola del Popolo che, con la Cgil e la FLC, cerca di coinvolgere tutti coloro che si erano chiusi in loro stessi, rinunciando al confronto. In quest’ottica, ha ricordato la discussione della Scuola del Popolo di Oristano e del progetto” Student Town” lanciato da Cgil, Cisl e Uil di Oristano, che è riuscito a coinvolgere, partendo dal basso, la Scuola, gli Enti Locali e sindacato. Pino La Fratta, Segretario Regionale della FLC Abruzzo e Molise, entra nel dettaglio sui temi dell’istruzione, partendo da decenni di tagli, ma sottolineando anche l’improvvisazione odierna nella gestione ministeriale e della mancanza di un progetto che vada oltre l’emergenza: poche idee e confuse, senza risorse certe e definite in termini di organici. Temi che verranno approfonditi a livello regionale al tavolo apposito previsto dalle linee guida ministeriali. Francesco Marrelli, segretario della Cgil L’Aquila, descrive, invece, i problemi di un territorio in cui la battaglia contro lo spopolamento, oltre agli strascichi lasciati dal terremoto, resta uno dei problemi cardine da affrontare e che necessitano di azione politica immediata. Sottolinea, inoltre, l’importanza di una politica basata sul coinvolgimento del territorio e sulla necessità di interventi governativi che affrontino carenze ormai decennali. Spopolamento per mancanza di servizi certo, ma anche mancanza di opportunità lavorative. Ovvio che la denatalità così avanzi e che la ripresa dell’emigrazione dei giovani, sui si è investito in istruzione, sia il corollario purtroppo scontato in questa situazione. La ripresa del dibattito, la collaborazione tra le forze sociali sul territorio, proprio sulla falsa riga dei principi della Scuola del Popolo, possono essere una strategia vincente su cui sta scommettendo la Cgil. Lo stesso tema viene riproposto, con taglio prettamente politico, da Teresa Nannarone, Segretaria Regionale della Partito Democratico. Un confronto con la politica, quindi, la cui linea però non si discosta dalla strategia elaborata dalla Cgil dell’Aquila: neppure un’ora di lezione in meno rispetto alla situazione pre pandemia, in estrema sintesi. Coinvolgimento del territorio, preoccupazione per l’ondivaga gestione della ripresa a settembre, preoccupazione per la difficile situazione dell’edilizia scolastica, necessità di pensare ad un colpo di reni per trasformare una situazione di emergenza in opportunità per disegnare un nuovo modello di sviluppo partendo dai servizi di qualità: questi i temi esposti. L’onere di chiudere i lavori è spettato a Manuela Calza della segreteria nazionale della FLC. Dopo l’apprezzamento dell’iniziativa della Scuola del Popolo, ha descritto le difficoltà che vengono incontrare a livello Nazionale, non molto differenti da quelle segnalate nei vari interventi della serata, ma anche la determinazione dimostrata dalla FLC nella denuncia della situazione. Servono risorse in termini di organici, serve un disegno strategico per il rilancio della scuola. Di questo, per ora, solo annunci da parte governativa e poca sostanza in fase propositiva. Per questo le iniziative come quella della Scuola del Popolo a Sulmona, sono utili e strategicamente fondamentali. Servono le linee guida nazionali ma è fondamentale l’azione a livello territoriale, il coinvolgimento e soprattutto il protagonismo dei territori che veda emergere l’attività progettuale rivendicativa della Cgil e della FLC.