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Materiali nucleari trasportati da Rotondella: il commento della FLC CGIL Matera

Il sindacato interviene anche sul Centro Ricerca ENEA che sta vivendo una fase di crisi.

06/08/2013
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A cura della FLC CGIL Matera

La FLC CGIL di Matera si associa alla preoccupazione dei parlamentari, degli amministratori, delle associazioni e dei cittadini, determinata dal trasporto delle scorie nucleari dalla Trisaia di Rotondella all’aeroporto di Gioia del Colle, avvenuto la notte fra il 28 e il 29 luglio scorso, in totale assenza d’informazione dei cittadini, degli abitanti della zona e dei ricercatori e lavoratori del Centro Ricerca ENEA di Rotondella.

Le rassicurazioni espresse dalla Sogin al tavolo della trasparenza, convocato dal Presidente della Giunta Regionale: che si è trattato di un trasporto del materiale nucleare a bassissimo livello di radioattività, che il tutto è avvenuto “nella massima sicurezza e con il rispetto di tutte le norme e delle metodologie utilizzate a livello mondiale”, che ci sono assolute certezze di non contaminazione del territorio, non convincono perché altrimenti non sarebbe stato necessario organizzare il trasferimento furtivo e notturno, diversamente da quanto è accaduto recentemente con le scorie di Saluggia.

Anche i circa 150 lavoratori del Centro Ricerca ENEA (ricercatori, tecnologi e personale amministrativo)

non hanno ricevuto alcuna informazione; essi, ignari e senza alcuna precauzione, il giorno dopo si sono regolarmente recati sul posto di lavoro per animare i 16 impianti pilota ed i 19 laboratori che compongono la potente infrastruttura di ricerca nei campi delle fonti rinnovabili, delle tecnologie per l’ambiente, delle biotecnologie applicate, delle applicazioni laser ai materiali.

Si sottolinea che, ancora una volta, la coabitazione nei 100 ettari nella Trisaia di Rotondella del Centro di Ricerca ENEA e della Sogin ha determinato nell’opinione pubblica una confusione tra i due soggetti, che per “mission” e per obiettivi non hanno alcun punto in comune, e dalla quale l’attività di ricerca subisce una forte penalizzazione.

Riteniamo invece che il futuro della Trisaia di Rotondella possa essere costruito esclusivamente attraverso il rilancio del Centro di Ricerca ENEA che purtroppo, come abbiamo denunciato ripetutamente, per la politica nazionale improntata esclusivamente sui tagli alla ricerca, per l’inadeguato intervento della politica locale e per gli incomprensibili meccanismi interni alla gestione dell’ENEA, sta vivendo una fase di crisi.

Riconversione ed apertura al territorio rappresentano le azioni possibili affinché il Centro abbia un futuro concreto e produttivo. Tali obiettivi andrebbero perseguiti attraverso:

  1. Un rilancio delle attività di ricerca verticale e orizzontale, mediante una stretta correlazione tra i vertici dell’ENEA e del governo della Regione Basilicata;
  2. L’inversione del processo di spopolamento del centro che lo ha portato in poco più di cinque anni da quasi 300 a 140 unità;
  3. Il blocco dei tagli orizzontali previsti dal precedente governo che in ENEA ha determinato la riduzione dei servizi della ricerca e dei bilanci dei centri (tagli ai servizi di pulizia, di manutenzione, di trasporto collettivo e di vigilanza).

Solo in questo modo il Centro ENEA si caratterizzerebbe principalmente per la ricerca, contribuirebbe al potenziamento delle infrastrutture per lo sviluppo scientifico e tecnologico nel Mezzogiorno, getterebbe le basi per l’inserimento nel settore di giovani risorse e per la creazione di centri dimostrativi in diversi settori tematici. Ciò consentirebbe al Centro Trisaia di “aprirsi” al territorio ed alle esigenze di sviluppo competitivo della Piccola e Media Industria locale del Mezzogiorno d’Italia.

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