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Castelvolturno: il comune chiude tre plessi di scuola dell’infanzia per mancanza di fondi. La denuncia della FLC CGIL di Caserta

A Castel Volturno il comune non ha i soldi per gli affitti e chiudono tre plessi di scuola dell'infanzia. Così 200 bambini sono privati del diritto all'istruzione e 16 maestre vanno in mobilità.

14/04/2011
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E' laconica la nota 3301/A21 del 1 aprile 2011, a firma del sindaco di Castel Volturno e indirizzata al Dirigente Scolastico del primo circolo: A decorrere dall'a.s. 2011/2012 la S.V. Non potrà disporre del plesso scolastico di via San Rocco […] e in considerazione delle difficoltà finanziarie l'Ente sarà costretto a risolvere i contratti di locazione relativi agli immobili che ospitano le sezioni di scuola dell' infanzia in località Destra Volturno e Villaggio del Sole. Sotteso, è come se si celasse un pensiero molto semplice: Signori, non ci sono soldi da destinare a cose poco importanti come la scuola dell'infanzia, che non è nemmeno obbligatoria, quindi si chiude!

Trovare soluzioni in grado di assicurare il funzionamento pieno della comunità di apprendimento di Castel Volturno è per noi una priorità politica e sociale, oltre che sindacale - ha dichiarato Enrico Grillo, segretario provinciale della Flc Cgil di Caserta - E dobbiamo prendere atto che in questo contesto, in nessun conto si terrà presente il diritto allo studio di 200 bambini, né i problemi enormi che avranno 180 famiglie, in un territorio difficile e già ora povero di servizi e opportunità. Per questo motivo La FLC Cgil non ci sta a subire passivamente questo degrado di qualità della vita e perciò insieme alla confederazione ha chiesto un tavolo di concertazione per la ricerca di soluzioni diverse al problema dell'amministrazione di Castel Volturno.

Tutto ciò accade perché il futuro di tanti bambini non sembra interessare chi oggi interpreta l'amministrazione del territorio con spirito meramente contabile, con una miopia politica che impedisce di vedere la produttività di un investimento in conoscenza, scuola, integrazione, pari opportunità, futuro.

Triste realtà quella di un paese di vecchi che non riesce nemmeno a garantire uno striminzito servizio di scuola dell'infanzia. E non si dica che i tagli sono equamente distribuiti nel Paese: il tempo pieno della Lombardia è attuato nel 45 % delle scuole. Qui in Campania non raggiunge nemmeno il 5%. E la politica dei tagli porta l'amministrazione scolastica ad autorizzare nella provincia di Caserta solo un terzo delle prime classi a tempo pieno rispetto a quanto richiesto dalle famiglie.

Il fatto nudo e crudo è che si toglie con accanimento a chi ha di meno, creando ora nelle aree più deprivate del nostro meridione le condizioni ideali per delle megadiscariche sociali”.

Per l’assessore alle politiche sociali e alla pubblica istruzione, nonché vicesindaco di Castel Volturno, Angela Jacono, la situazione è critica in tutti i settori e addolora molto chi ha dovuto scegliere di chiudere le scuole. “Amplieremo il plesso delle elementari, accanto al Villaggio del Sole, per cercare di rimediare ad una scelta dolorosa – ha dichiarato la dottoressa Jacono - Il problema è economico perché mancano i fondi per pagare il fitto, inoltre alla San Rocco, avremmo dovuto garantire la sicurezza dei bambini, facendo dei lavori che non possiamo permetterci. Il deficit ci ha imposto una scelta dolorosa che è caduta su una scuola che non è dell’obbligo, ma è stata una scelta sofferta alla quale speriamo di poter rimediare. Intanto stiamo lavorando all’anagrafica scolastica; solo così potremo accedere ai fondi per l’edilizia scolastica. Speriamo di farcela, grazie alla disponibilità di personale competente che si è prestato a lavorare con un semplice contributo spese”.