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All'Università di Bologna raggiunto l'accordo per la proroga dei contratti a tempo determinato

La mobilitazione dei precari promossa da FLC CGIL, Cisl Università e Uil Rua ha pagato!

04/02/2014
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Comunicato unitario
FLC CGIL - Cisl Università - Uil Rua

Nella giornata di oggi, martedì 4 febbraio, è stato finalmente raggiunto l'Accordo tra i sindacati, la RSU e l'Università di Bologna, per la proroga dei contratti a tempo determinato del personale tecnico amministrativo che ha già raggiunto i 36 mesi e che lavora in maniera strutturale all'interno dell'Ateneo.

Grazie a questo Accordo tale personale potrà essere prorogato fino al 31 dicembre 2016, utilizzando il Dlgs 368 del 2001 che all'art. 5 comma 4 bis contiene appunto la possibilità di prorogare i contratti a tempo determinato attraverso contratti collettivi stipulati a livello territoriale o aziendale con le organizzazioni sindacali.

Come sindacati FLC CGIL, Cisl Università e Uil Rua abbiamo sostenuto fin dall'inizio della vertenza la possibilità di utilizzare tale strumento normativo e su questo ci ha dato ragione la Circolare 5 del 21 novembre 2013 del Dipartimento della Funzione Pubblica, con la quale si precisa la disciplina per la proroga dei contratti a tempo determinato.

All'oggi, sono 186 i contratti a tempo determinato in Ateneo e sono circa 30 quelli in attesa di proroga nel corso del 2014.

Questo risultato è stato ottenuto innanzitutto grazie alla mobilitazione dei lavoratori e della lavoratrici precarie promossa il 29 ottobre da FLC CGIL, Cisl Università e Uil Rua, con l'adesione della RSU Unibo, a cui è seguito uno specifico tavolo tecnico con Unibo che ha lavorato in questi mesi per trovare una soluzione al problema di lavoratori che ricoprono funzioni necessarie all'Università e al posto dei quali Unibo avrebbe dovuto assumere nuovo personale precario per svolgere le medesime funzioni.

Il prossimo obiettivo è la stabilizzazione di tali lavoratori entro il 31 dicembre 2016, anche grazie alle nuove possibilità aperte dalla Legge 125/2013 che, in particolare, permette di bandire concorsi riservati proprio al personale che lavora a tempo determinato presso uno stesso ente da più di 36 mesi.

Senza l'accordo di oggi dunque, questi lavoratori avrebbero perso anche tale possibilità, nonostante anni di servizio presso l'Università!

Infine, la nostra soddisfazione deriva inoltre dal fatto che Bologna è uno dei primi tra i grandi Atenei a percorrere questa strada, e speriamo quindi possa, per una volta, fungere da apripista in positivo per i colleghi che in altri Atenei (per esempio Torino) stanno ancora  lottando per ottenere questo risultato.