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Incidente mortale all'Ilva di Taranto: il cordoglio della FLC CGIL Emilia Romagna

Anche i settori della conoscenza non sono estranei a questa emergenza. Occorre invertire questa deriva e dire basta.

17/05/2018
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Comunicato stampa FLC CGIL Emilia Romagna

La sequela di morti e incidenti sul lavoro a cui stiamo assistendo dall’inizio del 2018, l'ultimo in ordine di tempo questa mattina all'Ilva di Taranto dove ha perso la vita Angelo, un giovane operario di 28 anni, è la testimonianza di quanto sia lontana la realtà del Paese rispetto alle intenzioni dichiarate dalla politica e dai soggetti deputati alla salvaguardia della sicurezza nei luoghi di lavoro e all’attività di prevenzione che le imprese e le stesse istituzioni sono chiamate a svolgere.

Siamo oltre l'emergenza nazionale e ciò risulta intollerabile. Questo stillicidio di vite sui luoghi di lavoro deve finire.

L’insistente richiamo del presidente Mattarella sul tema lo conferma ma non basta.

Occorre una seria e tempestiva presa di posizione trasversale della politica e una mobilitazione generale dell'insieme del mondo del lavoro.

Il lavoro, la sua dignità, le tutele e la sicurezza nei luoghi di lavoro, devono rientrare tra le priorità dell'agenda politica e di quella sociale.

Le morti sul lavoro non sono eventi casuali o fortuiti ma il segno di gravi e dannose scelte che hanno smantellato diritti e cancellato tutele.

Occorre invertire questa deriva e dire basta.

Tutti. Insieme lavoratori pubblici e privati attraverso una mobilitazione nazionale per invocare una vera e seria cultura del lavoro e della sua sicurezza  e un piano di investimenti sulla prevenzione. Ma anche con il coinvolgimento delle scuole e di tutti i luoghi del sapere perchè attraverso di essi si veicoli una cultura del rispetto del lavoro e delle sue tutele.

Anche i settori della conoscenza non sono estranei a questa emergenza. Basti pensare al degrado del patrimonio edilizio delle scuole italiane di cui il recente crollo del soffitto della scuola Fermo - che solo per caso non ha causato un disastro - è solo l'ultimo esempio.

Bologna, 17 maggio 2018