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Dimensionamento scolastico a Rimini: i sindacati ne chiedono il rinvio

In un comunicato unitario CGIL, CISL e UIL indicano le scelte che non condividono in merito al piano di riorganizzazione della rete scolastica e invitano le istituzioni interessate a rinviarne l'applicazione all'anno scolastico 2013/2014.

05/12/2011
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CGIL - CISL - UIL
Rimini

Comunicato stampa

Apprendiamo dagli organi di informazione locale che scuole di alcuni Comuni della Provincia di Rimini, attraverso delibere Comunali, stanno procedendo o procederanno ad una riorganizzazione delle scuole che cambia l'assetto del ciclo primario e della scuola media.

Della legge e degli indirizzi emanati dalla Regione per la sua applicazione si è occupata nei giorni scorsi la Conferenza provinciale di coordinamento per le politiche scolastiche e formative. Da settembre 2012, infatti, non potranno più esserci, come scuole autonome, le scuole primarie e le scuole secondarie di primo grado; si dovranno costituire esclusivamente Istituti comprensivi; il nuovo parametro dimensionale dei nuovi Istituti comprensivi dovrà essere di almeno 1.000 alunni (ridotti a 500 per gli Istituti siti nelle piccole isole e nei Comuni montani); alle scuole secondarie di secondo grado viene conservato il parametro dimensionale 500/900 alunni; le scuole con meno di 500 alunni (ridotti a 300 per le istituzioni site nelle piccole isole e nei Comuni montani) saranno affidate ad un Dirigente scolastico reggente.

L'Istituto comprensivo nasce e si basa su un'idea di progetto didattico che fa della continuità tra il primo e il secondo ciclo un punto qualificante dell'intera struttura formativa e non può essere contraddetto da una concreta ingestibilità sul piano organizzativo che punta invece ad una moltitudine di plessi, piuttosto che ad una istituzione organicamente inserita nel territorio. Da tener presente che il dimensionamento influisce sugli organici e che, a numero di studenti complessivo invariato, un cambiamento nelle istituzioni scolastiche può dare numeri diversi relativamente agli organici.

Di seguito, alcune scelte che non condividiamo.

Il piano complessivo presentato nella Commissione Tripartita Provinciale è disomogeneo e per alcuni aspetti non condivisibile. Ci riferiamo in particolare all'accorpamento tra IC e DD Coriano per un totale di 1626 studenti, rispetto al quale anche i Comuni di Montescudo e Montecolombo si sono espressi negativamente; a quello nel Comune di Riccione che riduce a due i tre Istituti scolastici portando il numero degli studenti a 1.339 e 1.165; all'accorpamento tra IC e DD Novafeltria per un totale di 1.231 studenti; mentre riteniamo utile lo sdoppiamento dell'Istituto Comprensivo di Bellaria Igea Marina.

Da rilevare inoltre che nella delibera della Giunta Comunale di Riccione sull'istituzione dei due Istituti Comprensivi è scritto che “la presente proposta è stata oggetto di informazione con le OO.SS. CGIL CISL UIL nell'incontro di Assessorato del 2 novembre 2011” ma si dimentica di riportare il parere negativo delle Organizzazioni Sindacali a cui rimane ancora sconosciuto il progetto didattico-educativo, e se è previsto anche un adeguamento del trasporto locale alla nuova organizzazione. Noi crediamo che il governo di un processo che coinvolge i lavoratori delle scuole e gli studenti più giovani del territorio debba essere condiviso nelle sue motivazioni con le famiglie e le parti sociali, come tra l'altro la Regione Emilia-Romagna chiede nelle sua delibera sugli indirizzi regionali, mentre ci sembra che ciò non stia avvenendo.

Poiché in data 26 ottobre 2011 la conferenza Stato-Regioni in materia di applicazione del dimensionamento scolastico si impegna a raggiungere l'obiettivo previsto nel 2014/2015, Le scriventi OO.SS. chiedono ai Comuni e alla Provincia di Rimini di rinviare le operazioni di dimensionamento di un anno (cioè applicarle dall'anno scolastico 2013/2014),

Non siamo contrari alle razionalizzazioni e alle verticalizzazioni che migliorino la qualità dell'offerta formativa, ma siamo contrari a operazioni affrettate, poco condivise e con l'unico intento di risparmiare a scapito dell'offerta formativa pubblica.

Le scriventi Organizzazioni Sindacali chiedono infine ai partiti politici e alle associazioni che si occupano di istruzione di prendere una doverosa posizione sul merito e sul metodo dell'operazione di dimensionamento.