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La Manifestazione FLC Cgil, Cisl Università, Uil Università e Ricerca all'Umberto I di Roma in difesa dei Policlinici del Lazio

Nel corso di un'affollata manifestazione, e della Conferenza-stampa che l'ha seguita, i sindacati dell'Università hanno formalizzato le loro posizioni sul tema della Sanità nel Lazio, ed espresso forti critiche alla Regione per l'attacco ai Policlinici universitari e per le scelte di politica sanitaria, annunciando lo sciopero della categoria.

12/06/2008
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Mercoledì 11 giugno si è svolta al Policlinico Umberto I di Roma la manifestazione sulla difesa dei Policlinici del Lazio organizzata da FLC Cgil, Cisl Università e UIL Università e Ricerca. Gli obiettivi e contenuti della manifestazione erano quelli contenuti nel comunicato di indizione e nella lettera inviata ai docenti della Sapienza.

Alla manifestazione, molto partecipata, erano presenti, per le Segreterie Nazionali, Marco Broccati della FLC, Domenico di Simone della Cisl, Alberto Civica della Uil.

I primi interventi sono stati del Rettore della "Sapienza", prof. Guarini, del Pro-rettore e Preside della I Facoltà di Medicina, prof. Frati, del Direttore Generale del Policlinico, dr. Montaguti. Tutti e tre gli interventi hanno manifestato completa adesione alle posizioni di Cgil, Cisl e Uil, condividendo l'impegno alla difesa della specificità dei Policlinici laziali, il rifiuto di politiche sanitarie regionali penalizzanti e fallimentari sul piano del bilancio (la Sanità del Lazio è a rischio di commissariamento, e due giorni fa l'Assessore alla Sanità è stato rimosso dal Presidente Marrazzo), l'impegno a non sottoscrivere Protocolli d'intesa con la Regione che stravolgano la natura e l'organizzazione dei Policlinici, come invece la Regione Lazio prospetta.
Sia gli interventi istituzionali, sia quelli successivi di docenti, personale sanitario, tecnico e amministrativo hanno messo in luce con chiarezza la strumentalità delle denunce mediatiche dei mesi scorsi; a cominciare dalla presunta onerosità dei Policlinici in termini di bilancio: l'Umberto I, tra i 4 grandi ospedali romani, è quello che ha di gran lunga il costo minore per posto-letto. E la continua crescita della richiesta di prestazioni e ricoveri dimostra che, nonostante le polemiche giornalistiche, non c'è alcuna flessione della fiducia nel Policlinico da parte dell'utenza e dell'opinione pubblica. Di contro, la spesa sanitaria del Lazio è superiore del 35% alla media nazionale, mentre la produttività è più bassa. Ed ecco la spiegazione: il 40% dei posti-letto è allocato in strutture private; per dare un termine di confronto, la Lombardia, che certo non lesina sulle politiche di privatizzazione, ha il 20% dei posti-letto nel privato.

Si conferma allora la correttezza della nostra analisi: la privatizzazione spinta degli ultimi anni, con la moltiplicazione delle convenzioni con le cliniche private, la crescita degli appalti, le esternalizzazioni di attività e personale, la precarizzazione degli operatori, ha prodotto un colossale giro di affari e un gigantesco buco di bilancio, che dirotta risorse pubbliche verso la sanità privata, deprimendo le strutture pubbliche e disperdendo e mortificando risorse professionali.

A questo disastro la Regione Lazio pensa di porre rimedio con la trasformazione in Fondazione privata del Policlinico di Tor Vergata, costruito con risorse pubbliche dell'Università (privatizzando tutto il personale sanitario, tecnico e amministrativo) e imponendo all'Umberto I lo stesso modello organizzativo dei comuni Ospedali, deprimendo la didattica e la ricerca, che sono la forza e la missione istituzionale dei Policlinici. Errare humanum, perseverare diabolicum.

Noi diciamo no a questa demolizione di risorse pubbliche a favore del privato. Tra pochi giorni terremo a Tor Vergata una manifestazione analoga a quella dell'Umberto I; nel contempo chiediamo un incontro al Presidente Marrazzo, Assessore pro-tempore alla Sanità, per chiedergli una radicale inversione di rotta sulle politiche sanitarie, sia per quanto riguarda la trasformazione di Tor Vergata in Fondazione, sia a proposito del Protocollo d'intesa con l'Università, sia, più in generale, per un totale ripensamento delle politiche, a difesa del pubblico e per una drastica riduzione del ruolo del privato. In assenza di sollecite risposte positive, Cgil, Cisl e Uil hanno già annunciato la decisione di sciopero della categoria nel Lazio, la cui data verrà fissata nei prossimi giorni.

Roma, 12 giugno 2008