Inchiesta nazionale sul lavoro promossa dalla CGIL

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Università Tor Vergata: passaggi economici e aumento salario accessorio, ora si può

La FLC CGIL rivendica l’aumento del fondo del salario accessorio e le progressioni economiche: il riconoscimento dell’importanza del ruolo svolto dal personale tecnico, amministrativo e bibliotecario venga affermato con i fatti e non solo a parole.

23/01/2015
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A cura della FLC CGIL Tor Vergata e FLC CGIL Roma Est

Il 14 gennaio si è tenuta la prima riunione di contrattazione integrativa del 2015 e come convenuto nella precedente riunione, è stata data dall’Amministrazione l’informazione sulle risorse destinate al salario accessorio 2015: rispetto al fondo 2014 risulta un aumento di circa € 25.000 della quota fissa, dovuta al reintegro del differenziale dei dipendenti cessati nell’anno precedente e si prevede un incremento di circa € 150.000 della parte variabile, dovuta all’aumento della quota parte destinata al fondo del salario accessorio proveniente dalle attività c/terzi, come concordato in sede di definizione del nuovo regolamento. È bene precisare che trattandosi di risorse variabili, tale aumento è da intendersi come previsione e la sua quantificazione in € 150.000 è basata sul presupposto che l’ammontare complessivo delle risorse “conto terzi” in Ateneo sarà nel 2015 simile a quello del 2014.

Quanto illustrato attiene alla normale dinamica del fondo del salario accessorio, ma poiché la Legge di stabilità 2015 non ha reiterato le norme che bloccavano la retribuzione individuale dei dipendenti pubblici al 2010 e l’ammontare dei fondi destinati al salario accessorio nelle pubbliche amministrazioni, insieme ad altre organizzazioni sindacali e alla RSU abbiamo avanzato la richiesta all’ Amministrazione di un incremento del fondo del salario accessorio con risorse aggiuntive stabili, al fine di poter finalmente effettuare una vera progressione economica: l’ultima effettuata risale al lontano 2007 poiché quella del 2011 non ha determinato nessun incremento economico per il personale in quanto, a causa delle sopra richiamate norme, è stata possibile solo in forma “autofinanziata”, al fine di stabilizzare quote di retribuzione (come noto un intervento dei revisori bloccò la seconda trance di tali progressioni creando una evidente iniquità e disparità tra il personale e, ancora oggi, siamo in attesa dell’esito del ricorso legale in appello che come FLC CGIL abbiamo patrocinato).

Naturalmente la partita che si è aperta sul fondo del salario accessorio avrà ricadute sulla definizione del Contratto integrativo 2015, aldilà del fatto che, come già riportato nel nostro comunicato del 15 dicembre scorso, ci troviamo ancora una volta di fronte “allo scoglio” del collegio dei revisori dei conti per quanto riguarda la questione valutazione IMA!
È infatti del tutto evidente che poter disporre di risorse aggiuntive stabili - naturalmente in significativa entità - sarà determinante per la possibilità di prevedere o meno nel contratto integrativo 2015 una serie di interventi: dalle progressioni orizzontali, all’aumento del numero delle indennità, all’incremento dell’IMA, ecc.. Il 4 febbraio è stata fissata la prossima riunione di contrattazione e ci aspettiamo dall’Amministrazione delle risposte in merito, convinti che, nonostante la complessità del momento, ci siano le condizioni in Ateneo per un incremento del fondo del salario accessorio, così come consentito dal vigente CCNL. Sia ben chiaro non si chiede un incremento di risorse in maniera caritatevole, ma si chiede che venga considerato con i fatti il contributo del personale tecnico e amministrativo alla buona valutazione ottenuta dall’Ateneo che, ricordiamo, ha determinato un incremento del FFO 2014 del 4,27% rispetto all’anno precedente (FFO 2014 pari a 154,3 milioni). Inoltre, l’abbiamo spesso ricordato e scritto in precedenza: i tagli subiti dal personale in questi anni hanno prodotto grandi risparmi per l’Ateneo; basti considerare che il solo taglio da 10 a 7 euro del valore del buono pasto al personale tecnico amministrativo ha comportato minori costi per l’Università per circa un milione di euro. Quindi non chiediamo solo comprensione, ma la FLC rivendica il diritto del personale alla salvaguardia del potere d’acquisto e a una equa retribuzione.

Successivamente è stato affrontato il punto riguardante la riorganizzazione dell’Ateneo: il delegato del Rettore, Prof. Decastri, ha illustrato sommariamente questa prima fase di intervento, che per il

momento interesserà le segreterie studenti e la macrostruttura dell’Amministrazione centrale; il Prorettore si è impegnato ad un confronto di merito sulla riorganizzazione, da tenersi a breve in un apposito incontro.

Abbiamo chiesto infine che nel prossimo incontro si continui, parallelamente al confronto sul contratto integrativo, anche con la definizione dei regolamenti in discussione, a partire da quello sulla mobilità.