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Università Tor Vergata: la FLC CGIL chiede equità e trasparenza nell’erogazione dei compensi al personale

Sono presupposti indispensabili anche per poter sottoscrivere il regolamento per l'attribuzione degli incarichi e delle indennità.

16/09/2014
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A cura della FLC CGIL Roma Est Valle dell'Aniene

La  FLC CGIL nell'incontro sindacale del 4 settembre scorso ha ribadito la necessità che in tema di equità e trasparenza ci sia una svolta e che il confronto sindacale non sia più circoscritto all'utilizzo del fondo del salario accessorio, per altro da anni ormai bloccato e soggetto alle scorrerie dei revisori dei conti. Sul regolamento delle indennità in discussione facciamo da subito presente che un nostro accordo sarà subordinato  alla trasparenza e all’ equità sui criteri di attribuzione degli incarichi e sulla determinazione degli importi ad essi associati, che attualmente sono troppo variegati e non sembrano corrispondere ad alcuna logica.

Sempre a proposito di trasparenza ed equità abbiamo constatato, analizzando i dati recentemente aggiornati sul sito di Ateneo, sezione amministrazione trasparente, ed in particolare quelli riferiti al personale che ha partecipato nel 2013 ad attività c/terzi , master, ecc., l'esistenza di una situazione inaccettabile, che va immediatamente regolamentata e ricondotta alla legalità! Nello stesso tempo chiediamo che venga fatta piena luce sulle responsabilità di chi non ha controllato ed ha consentito tutto ciò: un lungo elenco di incarichi (2304), con  nominativi che spesso si ripetono (anche 15 volte!) e con casi di dipendenti che arrivano addirittura a percepire  complessivamente quasi tre volte la retribuzione spettante da CCNL!

È da notare che sono due anni che non firmiamo il contratto integrativo per i vincoli che ci vengono posti sulla valutazione della performance individuale e che la soppressione dell'indennità legata alla tipologia oraria è stata motivata asserendo che all'interno dell'orario di lavoro ordinario non si possono percepire somme aggiuntive non espressamente previste dal CCNL: tutto ciò, alla luce delle ingenti somme erogate a parte del personale per attività a pagamento,  ha ancora più  dell'incredibile e della beffa.

Serve un regolamento che stabilisca un tetto alle prestazioni remunerate, come avviene  in molte Università, e che a parità di professionalità si attui il principio della rotazione tra i dipendenti che abbiano dato la propria disponibilità.

Tutto ciò con estrema urgenza. Non bastano più le parole e le dichiarazioni di principio!