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Stato giuridico dei docenti: la protesta delle Università

La protesta e le iniziative nelle Università di Torino, Roma I, Pisa, Verona, Venezia, Padova, Firenze, Cassino, Salerno, Bergamo

10/10/2005
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L'Università di Torino incontra i parlamentari dell'opposizione.

"Nell'ambito della mobilitazione che in questa settimana investirà le Università italiane per protestare contro il ddl Moratti di riordino dello stato giuridico della docenza universitaria, segnaliamo un dibattito che si terrà a Torino lunedì 10 alle 16 alla presenza dei deputati e senatori dell'opposizione.

Per la FLC CGIL sarà presente il Segretario Generale del Piemonte Alberto Artioli.

L'incontro si svolgerà alle ore 16.00 presso l’Aula Avogadro Istituti Chimici dell’Università di Torino) in via Pietro Giuria, 7.

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Università di Torino: Comunicazione del Rettore

Cari colleghi,

a seguito della proclamazione da parte delle associazioni sindacali di categoria di una settimana di mobilitazione nazionale, dal 10 al 15 ottobre, per la gravissima e improvvisa decisione del governo di procedere nell'approvazione del Ddl Moratti, si dispone la sospensione dell'attività didattica per l'intera giornata di lunedì 10 ottobre, per consentire la massima partecipazione degli studenti e dei docenti all'assemblea plenaria, indetta dal Coordinamento dei ricercatori dell'Università e del Politecnico e dal Coordinamento studentesco No-Moratti, che si terrà nell'Aula 1 a Palazzo Nuovo alle ore 10.

Il Rettore, Prof. Ezio Pelizzetti

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Università “La Sapienza” di Roma

Appello ai colleghi della Sapienza per un iniziativa contro il DDL Moratti

Facendo seguito alle numerose prese di posizione espresse dalla stragrande maggioranza del mondo universitario italiano in opposizione all'approvazione al Senato del DDL Moratti sul riordino dello stato giuridico della docenza universitaria, al documento approvato dal CdA e dal Senato Accademico del nostro Ateneo, alle iniziative promosse dai sindacati e dalle associazioni dei docenti, invitiamo tutti i colleghi della Sapienza ad aderire alla settimana di agitazione indetta per il periodo 10-15 Ottobre e a partecipare alla ASSEMBLEA di ATENEO del personale docente, dei ricercatori precari e degli studenti della SAPIENZA

Lunedì 10 ottobre 2005, Aula Magna, ore 9:30

In supporto alle suddette iniziative invitiamo i colleghi ad organizzare Assemblee in tutte le Facoltà dell'Ateneo per discutere i contenuti del DDL ed illustrare agli studenti le conseguenze di tali provvedimenti in vista della Conferenza di Ateneo da tenersi alla fine della settimana.

Roberto Antonelli, Luciano Benadusi, Stefano Biagioni, Tullio Bucciarelli, Mario Caravale, Rita Cerutti, Nino Cenedese, Enzo D'Arcangelo, Nino Dazzi, Franca Faccioli, Rosa Farinato, Marcello Fedele, Fulco Lanchester, Paolo Lampariello, Piero Lucisano, Guido Martinelli, Marco Merafina, Arianna Montanari, Mario Morcellini, Marcello Onofri, Gianni Orlandi, Massimo Realacci, Filippo Sabetta, Enzo Scandurra, Gabriella Tocco, Maurizio Trebbi, Cristiano Violani.

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Università di Pisa

ASSEMBLEA DI ATENEO 10 ottobre dalle ore 16 presso l'aula IX della Sapienza

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Verona: LUNEDI' 10 OTTOBRE c.m. ALLE 9.30 in AULA T. 8 di Lingue ASSEMBLEA per parlare del Decreto Legge sullo Stato giuridico dei Docenti universitari. Indetta dai docenti

Venezia LUNEDI' 10 OTTOBRE c.m. ALLE 10.00 Ca' Dolfin ASSEMBLEA indetta dal Rettore

Padova: assemblee di facoltà durante la settimana

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Università degli studi di Firenze

Facoltà di Psicologia

I docenti, riunitisi in assemblea spontanea dopo il Consiglio di Facoltà del 05/10/2005, con il pieno consenso della rappresentanza studentesca bloccano l'attività didattica dal 10 al 15 ottobre 2005 per adesione alla protesta nazionale contro la riforma dello stato giuridico dei docenti.

I docenti che terranno regolarmente lezione in questo periodo ne daranno comunicazione nella pagina del corso.

VENERDI' 7 ottobre ore 15 c/o Salone 4 novembre in via Alfani, 39 ASSEMBLEA di ATENEO del PERSONALE DOCENTE, RICERCATORI, LETTORI DI MADRELINGUA, PRECARI (L'assemblea in orario di lavoro è aperta a tutte le componenti ed in particolare agli studenti) per decidere le iniziative da realizzare nella settimana (10-15 ott.) di blocco di ogni attivita' in tutti gli atenei, come protesta per l'approvazione imposta al Senato del DDL Moratti, e per impedirne l'ulteriore approvazione anche alla Camera

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Coordinamento Nazionale dei Ricercatori Universitari

Comunicato CNRU - 7 ottobre 2005

Il Coordinamento Nazionale dei Ricercatori Universitari, riunitosi il giorno 7 ottobre 2005 presso l'Università di Roma "La Sapienza", ribadisce il giudizio nettamente contrario al DDL sullo stato giuridico dei docenti universitari, tanto nel merito, quanto nel metodo utilizzato per l'approvazione al Senato, come ripetutamente sostenuto dalla stragrande maggioranza degli atenei.

Il Coordinamento, contrariamente a quanto affermato dal Ministro Moratti, ha da tempo avanzato proposte in relazione alla riforma, proposte che ritiene ancora valide e attuabili e che comprendono i seguenti punti:

- un programma di reclutamento in ruolo di 20 mila nuovi docenti per far fronte ai prossimi pensionamenti;

- il riconoscimento del ruolo di professore universitario per i ricercatori e la differenziazione tra i meccanismi di reclutamento e avanzamento di carriera, con la previsione per questi ultimi, di un budget aggiuntivo e di giudizi di idoneità a numero aperto;

- l'unicità del contratto di ricerca dopo il dottorato, di tipo subordinato e di durata non superiore a tre anni.

Il Coordinamento, come proclamato dalle Organizzazioni sindacali e dalle Associazioni rappresentative della docenza, invita i docenti all'astensione da ogni attività didattica nella settimana dal 10 al 15 ottobre 2005 e, laddove possibile, a estenderla, mantenendo comunque lo stato di agitazione fino al 24 ottobre 2005, data della discussione del provvedimento in aula alla Camera.

Il Coordinamento, infine, invita le autorità accademiche, in coerenza con le posizioni assunte in merito al DDL stesso, a considerare l'opportunità di arrivare all'autosospensione dalle cariche ricoperte come azione di protesta e gesto di responsabilità nei confronti del mondo universitario.

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Il Consiglio della Facoltà di Scienze Umanistiche dell’Università “La Sapienza” di Roma

- ribadisce la propria valutazione totalmente negativa su modalità e procedure seguite nel lungo iter parlamentare del DDL per il riordino del reclutamento dei professori universitari approvato dal Senato il 29 settembre 2005 e denuncia che su una tematica di tale importanza vi sia stata ora una inaccettabile forzatura della prassi parlamentare;

- rileva nel DDL la permanenza sostanziale di tutti gli elementi negativi già a suo tempo indicati e il rifiuto da parte del Governo di qualsiasi dialogo reale con le istituzioni universitarie nel momento decisivo per l’iter della riforma, fino al punto di permettere che fossero picchiati gruppi di docenti e studenti che dimostravano pacificamente davanti al Senato;

- constata che il testo non risponde alle esigenze di una riforma incisiva e organica, sostenuta da imprescindibili e adeguati finanziamenti e sottolinea come metta in grave pericolo l’ esistenza di una Università pubblica qualificata e quindi la possibilità di accesso agli studi dei giovani di qualsiasi condizione sociale;

- riprova la soppressione dell’articolo relativo alla valutazione e all’istituzione di un’Agenzia di valutazione indipendente;

- ribadisce ancora una volta come l’istituzione della terza fascia di docenza si configuri come la soluzione al problema del giusto riconoscimento del ruolo e delle funzioni svolte dagli attuali ricercatori;

- rileva infine nel testo approvato il 29 settembre 2005 il tentativo di mascherare l’attacco al sistema universitario pubblico attraverso formule ambigue, dequalificanti per l’immagine, l’efficienza e la funzionalità del sistema universitario pubblico;

- proclama quindi la sospensione della didattica dal 10 al 24 ottobre, giorno fissato per l’inizio della discussione alla Camera del DDL, e si impegna a promuovere una Assemblea di Facoltà con i rappresentanti delle Organizzazioni Sindacali e delle Forze politiche per discutere le iniziative che intendono prendere relativamente all’iter del disegno di legge;

- invita il Magnifico Rettore a convocare entro il 15 ottobre una Conferenza d’Ateneo che discuta le modalità di una decisa ed efficace opposizione al DDL, proponendo intanto le dimissioni di tutti i Rettori, Presidi e Consigli di Amministrazione delle Università italiane, e il conseguente blocco dello svolgimento dell’anno accademico;

- chiede le dimissioni immediate del Presidente della CRUI in rappresentanza della dura protesta del mondo universitario.

Roma, 7 ottobre 2005

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Mozione della Facoltà di Ingegneria dell'Università di Cassino

Il Consiglio di Facoltà si è riunito in seduta straordinaria aperta agli studenti ed al personale tecnico-amministrativo il giorno 4 Ottobre 2005, per esprimere la propria posizione in merito al testo approvato dal Senato della Repubblica 'Nuove disposizioni concernenti i professori e i ricercatori universitari e delega al Governo per il riordino del reclutamento dei professori universitari'.

Il Consiglio di Facoltà

- si associa alle prese di posizione della CRUI (mozione del 28 settembre 2005), della Conferenza dei Presidi delle Facoltà di Ingegneria (mozione del 28 settembre 2005), di numerosi organi accademici delle Università italiane;

- esprime sconcerto ed indignazione per le modalità con cui il Governo, ponendo la questione di fiducia, ha imposto il testo in oggetto, sottraendolo alla discussione in Commissione e soffocando in tal modo il normale dibattito democratico in Parlamento e nel paese;

- denuncia l'indifferenza del Governo nei confronti delle centinaia di documenti di protesta prodotti dai diversi organi accademici e delle tante proposte costruttive (espresse in occasione di conferenze, interventi sulla stampa, ecc...), indifferenza che mortifica il libero, approfondito, democratico confronto tra Governo, Parlamento e parti sociali e istituzionali direttamente interessate ai contenuti del provvedimento;

- ribadisce la sua totale contrarietà al disegno di legge e, in particolare:

- fa notare come nel testo il principio costituzionale di autonomia dell'Università, già abbondantemente eroso negli anni più recenti, viene addirittura subordinato agli 'indirizzi fissati con decreto del Ministro dell'istruzione' (comma 1 dell'articolo unico);

- reputa il provvedimento dannoso per i giovani, soprattutto se meritevoli (in accordo con l'Associazione Nazionale dei Dottorandi, mozione del 29 settembre). Il meccanismo che prevede quote di 'riserva' ed un regime transitorio nei giudizi di idoneità (lettere b, c, d, e del comma 5), oltre a basarsi su ingiustificate differenze quantitative e qualitative tra i giudizi per la prima e quelli per la seconda fascia, ha tutte le caratteristiche dell'ope legis, in netto contrasto con l'esigenza di selezioni basate sul merito e sul valore scientifico dei candidati;

- giudica offensivo il trattamento riservato agli attuali ricercatori (e ridicolo il titolo di 'professore aggregato' pro tempore), essendo stata ignorata l'ipotesi, da più parti sollecitata, di istituzione di una terza fascia di docenza;

- osserva con preoccupazione il sempre più marcato profilarsi di una vera e propria 'privatizzazione' dell'Università pubblica, tanto più imbarazzante se si considera che si potrà procedere alla copertura dei posti di professore ordinario e associato 'anche a carico totale o parziale di altri soggetti pubblici o privati' (comma 8). Questa tendenza viene affiancata da una preoccupante deregulation sul piano delle retribuzioni dei docenti universitari, dove si va dalla possibilità di conferire incarichi gratuiti (comma 10), a incarichi a termine con 'trattamento giuridico ed economico dei professori ordinari con eventuali integrazioni economiche' (comma 12), a 'programmi di ricerca affidati a professori universitari, con definizione del loro compenso aggiuntivo' (comma 13), naturalmente sulla base di 'convenzioni con imprese o fondazioni, o con altri soggetti pubblici o privati' (ibidem);

- rileva che per l'attuazione delle disposizioni della Legge non è previsto alcun onere per la finanza pubblica, e dunque le stesse norme non potranno che gravare interamente sui bilanci degli Atenei;

- constata che qualsiasi riferimento agli strumenti e alle procedure di valutazione del sistema universitario nazionale risulta disinvoltamente ignorato.

Tutto ciò premesso, il Consiglio di Facoltà chiede:

- agli Organi di Governo dell'Ateneo di farsi interpreti del grave disagio diffusamente avvertito dai docenti, con ogni opportuna e urgente iniziativa nei confronti degli interlocutori istituzionali, politici, sindacali, al fine di bloccare l'ulteriore iter parlamentare del provvedimento;

- alla CRUI di intraprendere immediatamente tutte le azioni che possano contrastare l'approvazione 'forzata' del provvedimento, dichiarandosi fin d'ora disponibile a supportare attivamente ogni suo intervento in questa direzione;

- a tutti gli organi accademici degli Atenei italiani di associarsi alla protesta in atto, nella forma che riterranno più opportuna, inclusa eventualmente anche quella delle dimissioni dei rettori, presidi, presidenti dei consigli di corso di studi, direttori dei dipartimenti.

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Il Consiglio di Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli studi di Salerno del 05/ottobre/05 esprime una completa opposizione alla legge di riforma dello stato giuridico della docenza universitaria approvata dal Senato delle Repubblica, con voto di fiducia, il 27/settembre u.s.

Il Consiglio, sottolineando che la sua disapprovazione riguarda il merito del provvedimento e il metodo attraverso cui esso è stato votato, esprime viva preoccupazione per i destini dell'università pubblica italiana e il futuro della ricerca scientifica.

Pertanto, il Consiglio aderisce all'assemblea indetta per il 10/ottobre p.v. e sostiene tutte le iniziative che saranno intraprese dal 10 al 15 ottobre 2005.

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Mozione approvata all'unanimità dall'assemblea dell'ateneo di Firenze

I professori, ricercatori, lettori, strutturati e precari, riuniti in Assemblea di Ateneo con gli studenti ed i rappresentanti del personale tecnico-amministrativo, dopo ampia discussione sulle conseguenze che il DL Moratti sul riordino della docenza avra' sull'Universita' e sulla societa' tutta, esprime un giudizio fortemente negativo nel metodo e nel merito ed aderisce al blocco dell'attivita' didattica dal 10 al 15 ottobre 2005 indetto nazionalmente dalle OO.SS. e dalle Associazioni della docenza.

L'Assemblea chiede pertanto ai colleghi docenti ed agli studenti di prendere parte alla discussione nelle Assemblee indette in tutte le Facolta' dell'Ateneo durante tale settimana di protesta.

In particolare l'Assemblea denuncia le gravissime ed allarmanti ulteriori contrazioni della capacita' del sistema Universita' pubblica di offrire accesso alle nuove leve (al fine di assicurare ricerca e didattica di qualita'), conseguenti all'applicazione del DL del tutto privo, tra l'altro, di ogni finanziamento.

L'Assemblea esprime la volonta' di collegare le iniziative in campo contro il DL Moratti alla lotta contro la Finanziaria di questo Governo che prevede, oltre ai pesanti tagli alle Amministrazioni locali ed ai servizi sociali, ulteriori tagli del 40% ai fondi previsti per contratti di lavoro a tempo determinato e co.co.co, che comporteranno massicci licenziamenti fra il personale precario tecnico-amministrativo e docente, con evidenti conseguenze disastrose e mortificanti per l'Universita' e la Ricerca pubbliche.

L'Assemblea sollecita il coinvolgimento anche degli Organi Istituzionali, a partire dal Consiglio Comunale di Firenze che gia' lo scorso anno ha mostrato sensibilita' nei confronti dei problemi dell'Universita', chiedendo l'adesione delle forze politiche locali alle iniziative di lotta che saranno messe in atto.

Infine, l'Assemblea di Ateneo propone ai colleghi degli altri Atenei toscani l'organizzazione di una giornata regionale di mobilitazione a Firenze in occasione del voto in Aula alla Camera.

Approvato all'unanimita'

Firenze, 7 ottobre 2005

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Il Comitato di Presidenza della Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali dell'Università di Pisa, riunito in seduta in data 7 ottobre 2005, fa propria con voto unanime la seguente mozione già approvata dalla Assemblea di Facoltà del 6 ottobre 2005:

"La Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali dell'Università di Pisa valuta deprecabile l'atto di forza con il quale il Governo ha deciso di voler concludere l'iter di approvazione del disegno di legge di riforma sullo stato giuridico ricorrendo al voto di fiducia. Una azione che coerentemente con il reiterato e malcelato rifiuto del Ministro Moratti ad un doveroso confronto reale con il mondo accademico, ha consentito al DdL , scavalcando il dibattito in Commissione Cultura , di evitare l'altrettanto doveroso confronto istituzionale.

La Facoltà nell'esprimere ancora una volta il suo parere negativo sul testo approvato in Senato, nel quale è ormai palesemente confermato l'obiettivo di demolizione dell'Università Pubblica, ritiene inaccettabile che la riforma dell'Università , una esigenza condivisa e attesa da tutti, venga imposta, come sta accadendo con il DdL Moratti, in assoluto arrogante disconoscimento delle critiche ad esso pervenute da tutte le componenti del mondo accademico e senza la minima possibilità di confronto democratico nello stesso Parlamento.

La Facoltà nel reiterare con forza la sua richiesta di ritiro del DdL auspica che le istituzioni accademiche tutte nonché quelle parlamentari, mettano in atto ogni possibile forma di denuncia ed opposizione contro i contenuti del DdL ed il metodo con cui il Governo sta operando per imporlo.

La Facoltà ritiene infine necessario operare a che venga favorita la partecipazione alle forme di protesta a carattere locale e nazionale previste dal 10 al 15 ottobre p.v. per esprimere pubblicamente il proprio dissenso e denunciare il danno che l'approvazione del DdL comporterebbe non solo per l'Università pubblica italiana ma per l'intero Paese."

Il Comitato di Presidenza, considerate le iniziative prese in Ateneo dalle Diverse Facoltà per esprimere il proprio dissenso nei confronti del DdL e del suo iter parlamentare, al fine consentire a tutte le sue componenti interessate ad unanimemente ritiene adeguato il seguente calendario di sospensione dell'attività didattica:

Lunedì: sospensione delle attività dalle ore 14.00 alle ore 18:30

Martedì: sospensione delle attività dalle ore 14.00 alle ore 18:30

Mercoledì: sospensione delle attività dalle ore 14.00 alle ore 18:30

Giovedì: sospensione delle attività dalle ore 14.00 alle ore 18:30

Venerdì: sospensione delle attività dalle ore 8.30 alle ore 13:30

(probabile manifestazione con assemblea sotto il Comune)

Le lezioni sospese saranno recuperate entro la fine del semestre con un calendario definito dal Consiglio di Corso di Laurea in accordo con i docenti interessati.

Si propone inoltre per il giorno martedì 11 ottobre p.v. una Assemblea della Facoltà per una analisi puntuale del DdL Moratti così come approvato dal Senato della Repubblica.

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I docenti della Facoltà di Lingue e letterature straniere dell'Università di Bergamo, aderendo alle iniziative promosse dalle organizzazioni sindacali, hanno deciso la sospensione delle attività didattica per la giornata di mercoledì 12 ottobre e invitano tutto il personale e gli studenti del nostro Ateneo ad un'assemblea che si terrà nella stessa giornata, dalle 10 alle 13, in aula 2 della sede universitaria di Piazza Rosate