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"A tempo indeterminato": la FLC CGIL BAT vince i ricorsi contro il Ministero

Il Tribunale del Lavoro di Trani dà ragione ai lavoratori sostenuti dal nostro sindacato. Dopo i ricorsi, in quattro non saranno più precari "usa e getta".

01/12/2011
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A cura della FLC CGIL BAT

Otterranno il posto fisso, d'ora in poi non saranno più dei precari e sul loro contratto ci sarà scritto " a tempo indeterminato".

Il Tribunale di Trani ha dato ragione a quattro lavoratori, due collaboratori scolastici, un assistente amministrativo e un'insegnante di sostegno, che hanno presentato ricorso contro il MIUR (Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca), l'Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia e la Presidenza del Consiglio dei Ministri. I quattro hanno ottenuto così il riconoscimento di un loro diritto: la conversione a tempo indeterminato del loro rapporto di lavoro dopo aver prestato oltre 36 mesi di servizio in istituti scolastici della provincia di Barletta-Andria-Trani. Il Giudice del Lavoro spiega che nel settore privato un lavoro "a termine" diventa automaticamente a tempo indeterminato quando il rapporto tra datore e lavoratore supera i trentasei mesi tra proroghe e rinnovi.

Altri settanta ricorsi, che riguardano il futuro di docenti e amministrativi con alle spalle molti anni di precariato, sono stati presentati al Tribunale di Trani dalla Federazione Lavoratori della Conoscenza della provincia.

Il Giudice del Lavoro non solo ha riconosciuto ai quattro precari il diritto all'immissione in ruolo ma ha anche condannato il Ministero dell'Istruzione al risarcimento dei danni. Non solo, ai ricorrenti sarà riconosciuta anche l'anzianità di servizio maturata.

Pur nella consapevolezza che si tratta di un piccolo successo verso il riconoscimento dei diritti dei precari al fine di sottrarre i lavoratori dalla logica dell'usa e getta. Siamo fiduciosi del fatto che queste sentenze possano riuscire ad aprire spiragli a livello nazionale affinché il Ministero dell'Istruzione attui dei passi indietro rispetto alla politica dei tagli che evidentemente, come dimostrano i fatti, non paga.

Andria, 28 novembre 2011