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Al CNR di Firenze la RSU con una rappresentanza di lavoratori precari ha incontrato i direttori sui problemi della stabilizzazione

Consegnata una lettera aperta ai Direttori degli Istituti del CNR dell’Area di Firenze

13/07/2007
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Il 9 Luglio 2007, a seguito della richiesta di incontro effettuata dalla RSU, si è svolto un confronto sui temi del precariato tra la RSU di Firenze, coadiuvata da una delegazione di lavoratori precari, e i Direttori CNR di Firenze.

La delegazione dei lavoratori precari ha consegnato una lettera aperta ai Direttori in cui si esprime tutta la preoccupazione per l’esclusione dei lavoratori parasubordinati dal processo di stabilizzazione.

I direttori hanno recepito totalmente le richieste esposte dai precari ribadendo che tutti i lavoratori precari sono una ricchezza per gli Istituti e rappresentano un grosso investimento per l’Ente che va salvaguardato e non disperso.

I Direttori si sono resi disponibili ad effettuare un censimento completo di tutti precari presenti, comprensivo dell’anzianità di servizio prestata con tutte le varie forme contrattuali. E’ stato a tal fine predisposto un modulo comune tra gli Istituti.

Si è condiviso l’impegno a mantenere in servizio tutti i lavoratori precari, anche ricollocando su altre commesse coloro che hanno contratti in scadenza.

I Direttori si sono inoltre impegnati a chiedere ai rispettivi Dipartimenti di attivare un FONDO di COMPENSAZIONE che dovrebbe permettere di trasformare i rapporti di lavoro parasubordinato in rapporti a Tempo Determinato secondo le procedure di cui all’art. 529 della Finanziaria.

Roma, 13 luglio 2007
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Lettera aperta ai Direttori e al personale strutturato degli Istituti del CNR di Firenze

L’avviso della Direzione Generale dell’Ente indirizzato al solo personale a tempo determinato (TD), del 5 Luglio 2007, ha il merito di porre finalmente all’ordine del giorno il problema del precariato all’interno dell’Ente stesso.

Tuttavia, come già sottolineato in diverse occasioni, l’approccio proposto appare non soltanto insufficiente e inefficace ma anche assolutamente iniquo per la stragrande maggioranza di lavoratori precari che da anni prestano la loro opera presso il CNR.

Come precari CNR, conosciamo perfettamente la realtà della ricerca in Italia e in particolare quella drammatica dell’Ente, in cui giornalmente ci si deve confrontare con la mancanza di risorse, e siamo quindi ben consci della difficoltà (impossibilità) di risolvere il problema del personale precario con le scarse risorse allocate dalla Finanziaria 2007.

In questo senso siamo pronti e disponibili ad accogliere proposte per soluzioni graduali al problema, che prevedano un riassorbimento progressivo delle situazioni di sofferenza, e un piano di lungo termine che veda la re-introduzione del turn-over, ormai da anni assente.

Tuttavia, lo spirito dell’avviso, che attua nel modo più restrittivo e penalizzante la Legge Finanziaria, va oltre il problema delle insufficienti risorse. Esso stabilisce un principio di priorità assolutamente iniquo nel diritto alla stabilizzazione, trascurando in maniera umiliante i percorsi professionali qualificati di personale per anni che ha lavorato nel CNR nei soli modi possibili e con gli inquadramenti professionali disponibili.

E’ noto a tutti coloro che svolgono ricerca presso questo Ente che il reclutamento di personale precario avviene con le risorse disponibili, e che le tipologie di contratto offerte al personale dipendono dai fondi disponibili al momento del contratto e non da criteri di merito.

È noto che il personale inquadrato a TD rappresenta una stretta e fortunata minoranza nella marea dei precari della ricerca (assegnisti, co.co.co, co.co.pro., borsisti, ecc.) che danno un contributo essenziale alla vitalità e alla sopravvivenza delle linee ricerca attive nell’Ente.

È noto che pur di non perdere professionalità costruite con anni di lavoro e specializzazione su temi di ricerca avanzata, i gruppi di ricerca offrono ai precari dei gruppi contratti possibili al momento, aggirando le difficoltà economiche ed i vincoli burocratici, tramite un avvicendarsi di tipologie di contratto varie ed assortite che si dipanano negli anni.

Escludere questo personale dal diritto alla stabilizzazione ci sembra una operazione scorretta, molto lontana dalla realtà dei fatti, e assolutamente irrispettosa delle professionalità presenti nell’Ente. A questo proposito, vorremmo sottolineare che oltre a non riconoscere l’operato qualificato di anni di lavoro di molti precari, si nega credibilità anche a chi queste persone ha reclutato e ogni volta riconfermato nella posizione lavorativa coperta.

Ci sembra che accogliere acriticamente i criteri proposti nella circolare per l’accesso alla stabilizzazione vada a detrimento di tutti coloro che lavorano nell’Ente, non solo dei precari che non si trovano nella ‘fortunata’ condizione di inquadramento TD.

Per questo chiediamo che come forma di pressione verso una soluzione più adeguata del problema, gli Istituti che si avvalgono del lavoro di personale precario nelle forme più varie ed assortite, facciano presente la reale situazione del personale segnalando come aventi diritto alla stabilizzazione tutti i precari che hanno il requisito di tre anni di anzianità in attività di ricerca svolta con contratti di tipo para-subordinato e/o atipici.

A tal fine lo strumento che riteniamo più idoneo è la stessa Circolare N.8/2007 emanata dal Dipartimento della Funzione Pubblica il 18 Giugno 2007.

Pensiamo che il primo passo necessario per risolvere il problema del precariato in modo fattivo, seppur parziale, e non demagogico, sia quello di eliminare la differenziazione tra contratti para-subordinati e/o atipici e quelli subordinati, che, nell’ambito di personale impiegato nella ricerca, corrisponde sempre ad una differenza di trattamento e quasi mai a una differenza nelle mansioni svolte.

Crediamo che il riconoscere questo dato di fatto sia un atto di solidarietà che il personale dipendente può compiere verso chi, per motivi esclusivamente generazionali, non ha accesso a questa condizione di normalità lavorativa.

Firenze, 6 Luglio 2007

I precari del CNR di Firenze

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