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Cnr: per i ricercatori l’applicazione del Ccnl è un’odissea

Con oltre quattro anni di ritardo, l’Ente sta ultimando l’applicazione di una parte rilevante del contratto volta ad offrire opportunità di sviluppo professionale a ricercatori e tecnologi. Gli esiti, nonostante alcuni elementi di pregio, iniziano a rivelare parecchie contraddizioni

29/05/2006
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La FLC Cgil sta monitorando l’avanzamento dei lavori delle commissioni di concorso ex art. 64 Ccnl 1998-2001, il cui operato non è ancora assoggettabile ad valutazione complessiva.

Tuttavia, i risultati sinora ottenuti fanno emergere una disomogeneità di fondo e alimentano parecchie perplessità.

In primo luogo, è possibile riscontrare come non sempre il numero dei candidati ammessi a sostenere tutte le prove concorsuali risponda effettivamente all’effettivo livello qualitativo delle professionalità dell’Ente: stupisce, in alcuni casi, il fatto che il numero degli idonei coincida esattamente con il numero di posti messi a concorso per la specifica area scientifica.

In altri casi, inoltre, gli esiti mostrano segni evidenti della malcelata volontà di escludere ricercatori «anomali permanenti», con il fine di favorire altri, per ragioni a noi oscure più «graditi», spesso prescindendo da qualsiasi criterio meritocratico.

Infine, rimane aperto un problema, a suo tempo segnalato dallo Snur-Cgil: l’assenza di un criterio uniforme per l’individuazione delle aree scientifiche. Alcune di esse – ad es. scienze dell’ambiente, scienze della terra, scienze biologiche o scienze fisiche – sono costituite da ampie aggregazioni di settori scientifici, altre – ad esempio scienze mediche, neuroscienze e alcune del settore umanistico – sono fondate sull’esaltazione della specificità disciplinare.

Il deficit nella definizione di linee coerenti di gestione del personale tutto, da tempo rilevato dalla Cgil, rivela ora i suoi limiti.

L’intreccio degli elementi indicati ha, di fatto, lasciato margini di discrezionalità molto ampi alle varie commissioni di concorso, che, come accennato, non sempre si sono mostrate rispettose dello spirito del penultimo Ccnl.

Dette evenienze, frutto sia di retaggi del passato sia delle colpevoli inadempienze dei vertici, richiedono un intervento deciso, mirato a recuperare un clima di correttezza verso i ricercatori dell’Ente.

Nel corso dell’ultimo incontro con l’amministrazione Cnr, tenutosi lo scorso 23 maggio la Flc-Cgil ha sollecitato la rapida applicazione del Ccnl sottoscritto il 7 aprile, chiedendo, in particolare, la sollecita calendarizzazione di incontri finalizzati, nell’ordine, a:

  • individuare le modalità d’applicazione dell’articolo 15, comma 8 del Ccnl 2002-2005;

  • concordare le modalità d’applicazione dell’articolo 9, comma 3 del Ccnl 2004-2005 (2° biennio economico);

  • precisare la modalità d’applicazione dei nuovi meccanismi volti ad offrire opportunità di sviluppo professionale al personale tutto, prevedendo, per ricercatori e tecnologi: l’individuazione, in tempi rapidi, di criteri di valutazione stringenti, tali da annullare gli eccessivi margini di discrezionalità sinora offerti alle commissioni di valutazione, a la tempestiva attivazione delle procedure selettive previste dall’articolo 15, commi 5 e 6, del Ccnl;

  • rimodulare le attuali aree scientifiche, al fine di rendere le stesse più coerenti con la specifica organizzazione delle attività svolte dai ricercatori dell’Ente.

Roma, 29 maggio 2006

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