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CREA. Governo cadente. Ministro uscente. Bilancio latente.

La situazione istituzionale CREA, unico Ente pubblico nazionale di ricerca in agricoltura, è ormai cronicizzata, ma può ancora aggravarsi a causa dell'impaludamento politico in cui versa il Governo.

19/08/2019
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Il caldo agostano non ha sciolto le minacce che gravano sulla situazione gestionale e istituzionale del CREA. Anzi, l'ebollizione interna al Governo della Repubblica, con probabili conseguenze per la XVIII Legislatura, aggrava un quadro complessivo di incertezza, anche per il completamento della Stabilizzazione (art. 20, d.lgs. 75/2017) e per il reclutamento degli operatori tecnici (operai agricoli) necessari alla conduzione dei terreni sperimentali, delle aziende zootecniche, dei laboratori, delle cantine sperimentali.

La reale consistenza dei fondi di Bilancio (2019 e pluriennale) necessari alla realizzazione del Piano di Fabbisogno del personale non è stata ancora definita o almeno resa nota.

La candidatura del ministro Centinaio a commissario UE per l'agricoltura si aggiunge ad un lungo periodo di discontinuità di indirizzo politico.

Analoga condizione di "caducità" pesa sulla sottosegretario MIPAAFT con delega alla ricerca, Alessandra Pesce.

Il commissario straordinario CREA è in scadenza a metà ottobre 2019 (salvo proroga, anche questa condizionata alla sopravvivenza del Governo).

Il direttore generale f.f. ("facente funzioni") è ugualmente in scadenza ad inizio settembre, in attesa di breve rinnovo, considerato l'avviso di selezione di una figura professionale con competenze tecnico-scientifiche, oltre che gestionali.

Abbastanza per chiedersi: "Cosa bolle in pentola?", in questo caldo agosto 2019. Abbastanza per temere che, dissolto il vapore acqueo, si scopra che la pentola era vuota.

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