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INAIL: per la ricerca nuovi temi, partecipazione e interdisciplinarietà

Questi i principali temi che caratterizzano i documenti di programmazione del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza.

10/07/2018
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Partecipazione e multidisciplinarietà. Questi i principali temi che caratterizzano i documenti di programmazione del CIV (Consiglio di Indirizzo e Vigilanza): Relazione programmatica 2019-2021 e Linee di indirizzo per la Ricerca 2018. Il recepimento della L. 218/2018 dà una boccata d’ossigeno all’attività dei ricercatori e tecnologi in termini di partecipazione. Ci auguriamo che questa opportunità venga pienamente colta per consentire di valorizzare le potenzialità della ricerca interna. Sul piano dei contenuti le Linee di indirizzo, appena approvate, lanciano nuovi temi che riteniamo importanti soprattutto negli ambiti della ricerca innovativa e sperimentale per la quale gli investimenti sono stati aumentati.  

La ricerca scientifica si dovrà occupare di:

  • fattori di rischio e strategie di prevenzione per gli infortuni e per le malattie professionali più diffuse considerando, in particolare, la rilevanza assunta dai disturbi muscolo-scheletrici e dei disturbi dell’apparato respiratorio; 
  • nuove metodologie per la valutazione dei rischi connessi a più fattori incrociati (ad esempio l’esposizione simultanea a più fattori di rischio); 
  • ambiente di lavoro, in particolare sui temi del rumore e delle vibrazioni, dei materiali, delle attrezzature e dei mezzi meccanici e delle sostanze pericolose; 
  • mutamenti sociali e demografici, con particolare attenzione al fenomeno dell’innalzamento dell’età lavorativa, alle differenze di genere, di età e alla condizione delle lavoratrici e dei lavoratori provenienti da altri paesi, per analizzare le condizioni e i bisogni dei gruppi più vulnerabili; 
  • sistemi di gestione della salute e sicurezza per definire strategie per il miglioramento della loro qualità e favorirne una maggiore diffusione/applicazione;
  • patrimonio delle conoscenze giuridiche, economiche, sociali e organizzative per valorizzarle e condividerle; 
  • effettiva applicabilità delle norme in materia di salute e sicurezza (quali ad esempio i processi di standardizzazione), in particolare per le piccole e medie imprese, al fine di: 
  1. rendere più efficiente il sistema, privilegiando la sicurezza sostanziale dei lavoratori rispetto a quella formale;
  2. promuovere in modo più incisivo e capillare la cultura della prevenzione (ad esempio modelli organizzativi prevenzionali per comparto e per tipologia di organizzazione aziendale basati su singoli fattori di rischio);
  • sistemi di prevenzione partecipativi, per promuovere e rafforzare il dialogo tra tutti gli attori, considerando: i datori di lavoro e i dirigenti, i servizi di prevenzione, i lavoratori e i loro rappresentanti della sicurezza, i medici del lavoro, il sistema sanitario, le parti sociali, gli organismi paritetici e la pubblica amministrazione. 
  • nuovi rischi, propri dell’evoluzione dei processi produttivi e dei sistemi di gestione della sicurezza; 
  • reti produttive complesse, considerando per fini prevenzionali e di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, i rapporti tra le aziende di una filiera, anche in relazione alla crescente internazionalizzazione; 
  • mancati incidenti;
  • sviluppo dei sistemi diagnostici per la diagnosi precoce in particolare per le neoplasie professionali; 
  • nuove forme e rapporti di lavoro in relazione ai mutamenti del sistema produttivo, al quadro tecnologico e organizzativo. 

La ricerca sperimentale “affronterà i rischi che potrebbero, nel tempo, acquisire una certa rilevanza derivante dai nuovi processi operativi e dai cambiamenti strutturali del mondo del lavoro e della società (ad esempio: nanotecnologie, biotecnologie, robotica, pervasività delle tecnologie della comunicazione)”. 

La FLC, a fianco dei ricercatori, vigilerà affinché i ricercatori partecipino effettivamente all’elaborazione del Piano delle attività di Ricerca 2019-21 secondo quanto previsto dalle Linee di indirizzo del CIV.

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