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INAPP: il Ministero sconfessa ipotesi di riorganizzazione dell'Ente. Procedere con il piano di fabbisogno e dare corso alle stabilizzazioni

Il resoconto del'incontro del 15 giugno scorso al Ministero del lavoro sul futuro dell'Ente.

16/06/2017

Si è tenuto come da richiesta di parte sindacale il 15 giugno scorso l'incontro fra le delegazioni sindacali di FLC CGIL, FIRL CISL e UIL RUA e una delegazione del Ministero del Lavoro sull'Istituto Nazionale per l'Analisi delle Politiche Pubbliche (INAPP, ex ISFOL),  alla luce delle recenti polemiche scatenate dalla presentazione di uno studio di ricerca sui possibili scenari futuri per l'INAPP, che hanno dato più di qualche credito alla ventilata ipotesi del vertice dell'istituto di procedere all'ennesima riorganizzazione dell'Ente.

Ipotesi inaccettabile per la FLC CGIL, come denunciato nel documento politico approvato dall'assemblea degli iscritti del 12 giugno scorso, che ha trovato l'unanime consenso nelle posizioni espresse anche dalle altre organizzazioni sindacali confederali di categoria nella riunione avuta con il Segretario generale Onelli al Ministero del Lavoro, ma che il Ministero stesso ha ampiamente sconfessato. Basta con i processi di riorganizzazione e di smantellamento di quello che è stato l'ex-ISFOL, si proceda all'attuazione di quanto previsto all'art. 10 del D.lgs 150/2015; e si dia corso immediatamente alla definizione del piano di fabbisogno dell'INAPP e quindi e si proceda con le stabilizzazioni.

Questa posizione sarà ribadita anche al Presidente Sacchi nell'incontro fissato per il prossimo 23 giugno e poi portata al confronto in assemblea con tutto il personale. 

Dopo il D.lgs 218/2016 e la riforma del Testo Unico della Pubblica Amministrazione della Ministra Madia, non sono più rinviabili le stabilizzazioni e si deve arrestare il processo di smantellamento dell'INAPP/Ex-ISFOL.

A seguire il comunicato unitario.
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Comunicato sindacale FLC CGIL - FIR CISL - UILRUA sull’incontro al Ministero del Lavoro del 15/6/2017

Si è tenuto ieri l’incontro con il Dott. Onelli, Segretario Generale del Ministero del Lavoro, come da richiesta delle scriventi OO.SS., per fare il punto sulla situazione dell’INAPP e avere nello specifico il parere del Ministero vigilante. L’incontro, reso necessario alla luce delle recenti iniziative seminariali che hanno rimesso in gioco possibili processi di riorganizzazione dell’Ente (tentazione che non è stata mai abbandonata dall’attuale vertice, il quale, che invece di dare attuazione al dispositivo legislativo del D.lgs 150/2017, è impegnato a perseguire un suo micro obiettivo di un ufficio studi al servizio del governo). L’allarme è stato lanciato dal rapporto di ricerca presentato lo scorso 23 maggio, che ha suscitato molta preoccupazione fra il personale, circa il merito delle “proposte per un INAPP all’Avanguardia”, in cui si lascia intravedere un INAPP di dimensioni molto ridotte, la dismissione di tutta l’attività di servizio, gestione e attuazione della parte legata alla programmazione europea, tutto piegato sul tema della valutazione delle politiche pubbliche al servizio del governo, con buona pace per il destino dei numerosi precari e non in servizio all’INAPP. Niente a che fare con un Ente di Ricerca, dotato di autonomia al servizio del Paese.

La riunione è stata anche l’occasione per le OO.SS. per chiedere:

  • lo stato di avanzamento dell’organismo intermedio, agognato dai vertici dell’INAPP come la panacea di tutti i mali, e il ruolo che il Ministero sta svolgendo sul versante dei rapporti difficili fra ANPAL e INAPP;
  • come si intende procedere sul problema “urgente” della stabilizzazione dei precari che, a normativa vigente, D.lgs 218/2016 e riforma Maida del TUPI, può trovare adeguata soluzione (anche ricorrendo alle risorse del FSE), ma sul quale non si sta dicendo nulla e che in assenza di un quadro di certezza sul futuro dell’INAPP, viste le ipotesi future ventilate dallo stesso vertice, rischia di non trovare soluzione;
  • che si ponga fine a questa continua ricerca di modelli alternativi di istituto da perseguire, che oltre ad arrecare danno all’immagine all’Ente sta generando un sperpero insopportabile di danaro pubblico.
  • e richiamare il ruolo di vigilante del Ministero rispetto all’applicazione del D.lgs 218/2016, su cui l’INAPP è al momento inadempiente, sia sul piano di fabbisogno conseguente al piano di attività, che sulla riscrittura dello Statuto e dei regolamenti (su cui nulla è dato sapere).

La delegazione ministeriale ha ribadito che non esiste alcuna intenzione da parte del Ministero vigilante di dare corso ad un intervento legislativo sul D.lgs 150/205 (stante anche la fase di fine legislatura), per rivisitare compiti e mission dell’INAPP (ex-ISFOL), definendo il dibattito che da qualche parte viene posto come esercizio dialettico, frutto del libero esercizio delle idee. Mentre per il Ministero è centrale lo sforzo che occorre fare per garantire il funzionamento del sistema a legislazione invariata, per superare le difficoltà che il sistema nel suo complesso sta attraversando e risolvere i conflitti anche istituzionali che ne sono scaturiti.

In tema di costituzione dell’organismo intermedio non sembrano emergere sostanziali novità ed è stato ribadito che per la sua costituzione l’Ente deve definire gli elementi idonei, sul piano amministrativo e gestionale, previsti dai Regolamenti europei.  

Sul precariato, il Ministero pur confermando l’impegno a sostenere la migliore applicazione della normativa di favore, anche incrementando le risorse finanziarie ordinarie a favore dell’INAPP, ha tuttavia rimandato all’autonomia dell’Ente la necessità di adottare le misure adeguate e di dare corso al confronto sindacale.

Le OO.SS. hanno rappresentato come i nuovi compiti assegnati al ministero dal D.lgs 218/2016 affidano allo stesso vigilante la verifica dell’attuazione del dettato legislativo, non solo rispetto ai piani di fabbisogno, che può e deve essere adottato indipendentemente dall’organismo intermedio perché è legato al piano di attività, ma anche alla riscrittura dello Statuto e dei Regolamenti. Su questi aspetti, come al solito, si registra il totale silenzio da parte dell’INAPP al confronto, sia sindacale, che con la comunità scientifica interna.

Il Ministero ha rappresentato di essere interessato al miglior funzionamento dell’INAPP, a garantirne l’autonomia e rafforzarne i compiti, confermando come nel recente decreto delegato sulla povertà approvato dal governo, siano stati dati nuovi e importanti compiti all’INAPP. Segno tangibile di una attenzione alle sorti dell’Istituto che il governo e il ministero in particolare intendono assegnare all’INAPP. Per questo si tratta di far funzionare il sistema e di facilitarne l’avvio, sula base di quanto disposto dal D.lgs 150/(2015.

FLC CGIL FIR CISL e UILRUA incontreranno il prossimo 23 giugno il Presidente Sacchi per un confronto sulle stesse materie, con l’auspicio che possa esser l’occasione per fare a necessaria chiarezza sul futuro dell’INAPP e poter dare corso ai processi di stabilizzazione del personale precario. Confermiamo la richiesta di arrestare questo processo di ridisegno continuo dell’Istituto, che sta arrecando solo danni all’Ente e alla sua comunità scientifica, che rischia di far saltare definitivamente quello che resta dell’ex-ISFOL e con esso le stabilizzazioni.

A seguito dell’incontro con Sacchi, sarà convocata un’assemblea unitaria di tutti i lavoratori per fare il punto sulle emergenze aperte.

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