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ISPESL, incredibile ma vero: la tragedia del terremoto per giustificare il commissariamento

Le sorprese non finiscono mai, invece di procedere alla nomina del presidente e direttore generale, il governo glissa con la scusa del terremoto.

30/04/2009
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Dopo il discutibile utilizzo mediatico e politico che si è fatto della tragedia del terremoto, basta ricordare la narrazione della “tragedia in diretta” a cui abbiamo assistito nelle scorse settimane sui media o alle continue passerelle di “politici e non” sulle macerie di quelle terre incuranti della sobrietà che l’evento a avrebbe richiesto, sino alla discutibile scelta di organizzare in Abruzzo il G8, ora assistiamo anche allo sciacallaggio normativo. Nel senso che il sisma diventa lo strumento per giustificare scelte di tipo organizzativo che riguardano i servizi e la Pubblica Amministrazione.
E’ il caso del nostro ISPESL dove si decide di non procedere alle nomine degli organi di vertice come sarebbe previsto dalle norme, visto che l’Ente è ormai commissariato da un anno e che questo è il limite massimo temporale nel quale si può ricorrere allo strumento straordinario del commissariamento, ma con motivazioni strumentali riconducibili al sisma si proroga sine die questa condizione. E' quello che si evince leggendo l'Ordinanza n. 3758 del Presidente del Consiglio con cui si conferma il commissariamento.

La verità è che questo governo nell’anno trascorso non ha voluto decidere sul futuro dell’Ente, ha rinunciato ad attuare un serio programma di rilancio, lasciando che la situazione di indeterminatezza connaturata con la condizione di commissariamento si deteriorasse ulteriormente. E ciò è grave tanto più in questa fase dove, partendo proprio dai compiti dell'ISPESL nel terremoto, maggiore sarebbe è la necessità di avere un Ente nella pienezza dei poteri che certamente lo stato di commissariamento non può garantire.
Il pertugio normativo per giustificare questa operazione è lo strumento pensato, nell’ambito del decreto legge 28 aprile 2009 n. 39, per prorogare la scadenza del consiglio della Camera di commercio industria artigianato e agricoltura dell’Aquila, e degli “organi necessari al funzionamento degli enti impegnati” nella ricostruzione. Ci sembra francamente ingiustificato che tra questi siano annoverati i commissari dell’Ispesl.
Avremmo capito un provvedimento che ne potenziasse i compiti e ne aumentasse le competenze, magari garantendo la permanenza in servizio ai numerosi precari impegnati nell’attività istituzionale dell’Ispesl, a partire da quelli impiegati in Abruzzo, i cui contratti sono per lo più in scadenza per il prossimo mese di giugno. Invece, come per i precari della scuola o dell’INGV, neanche il terremoto riesce a scongiurare la precarietà, o la perdita del posto di lavoro.

Proprio partendo da queste considerazioni che come FLC Cgil insistiamo sulla necessità di procedere con urgenza alla nomina degli organi dell’Istituto, così come richiesto con lettera formale dal nostro Segretario Generale al Presidente del Consiglio e ai Ministri competenti. Tanto più ciò è necessario ora per dare pienezza di poteri ad un Istituto impegnato nella ricostruzione del dopo terremoto.

FLC Cgil

Roma, 30 aprile 2009

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