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Ispra: grande partecipazione all’assemblea del 12 febbraio

La politica deve fare chiarezza e agire con coerenza nei confronti delle istituzioni che si occupano di ambiente, a partire dall’ISPRA.

17/02/2015
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La grande attenzione “a parole”,  sempre affermata da tutti i livelli politici,  sui temi ambientali, stride con lo stato in cui versano le Istituzioni preposte, a partire dall’ISPRA.

L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, ISPRA, è stato istituito con la legge 133/2008 come Ente Pubblico di Ricerca sottoposto alla vigilanza del Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e attualmente - a causa della progressiva diminuzione dei fondi di finanziamento -  versa in una grave situazione finanziaria che impedisce continuità alle attività istituzionali sia tecniche che di ricerca, mettendone in discussione la stessa esistenza.

Certamente lo stato dei rapporti e dei ruoli di Ente “vigilante” ed Ente “vigilato” deve trovare una migliore definizione, per superare la schizofrenia di finanziamenti a privati mentre si sottraggono risorse alle strutture pubbliche. E’ responsabilità del Ministro assicurare l’attuazione delle politiche ambientali in Italia, e questo si fa anche attraverso il lavoro dell’ISPRA.

La politica deve fare chiarezza ed operare in modo coerente.

Il recente emendamento - presentato in Commissione Ambiente Senato  - che prevede il distacco di 150 unità di personale tecnico da ISPRA al Ministero è solo l’ultimo dei continui tentativi di utilizzare l’ISPRA come “bancomat” di personale per le Direzioni del Ministero.

E’ opportuno evidenziare che, con il personale che verrebbe distaccato, si sottraggono anche funzioni assegnate all’Istituto in materia di verifiche per prescrizioni ambientali, anche in casi rilevanti quali l’ILVA, attuando nei fatti una pesante ingerenza sul profilo dell’autonomia scientifica e della terzietà dell’Istituto.

Questo accade mentre il parlamento discute del progetto di un Sistema Nazionale di Protezione Ambientale (Disegno di Legge SNPA già approvato alla Camera ed attualmente al vaglio del Senato) inteso come infrastruttura necessaria a garantire livelli di prestazione ambientale omogenei su tutto il territorio nazionale in materia di informazione, monitoraggi, controlli e valutazioni ambientali, che ha come elemento centrale proprio ISPRA.

E’ necessario dunque che la politica sgombri il campo dall’evidente contraddizione.

Le lavoratrici e i lavoratori dell’ISPRA che hanno partecipato numerosi all’Assemblea, attraverso la CGIL, hanno voluto porre “domande” alla politica e ai rappresentanti del Ministero e ai Vertici ISPRA.

Nonostante l’assenza dei rappresentanti del PD e di SEL, a causa della contemporanea votazione in Aula, la presenza dei rappresentanti del Movimento5stelle, tra cui l’On. Massimo De Rosa, del Direttore Generale, Dr. Stefano La Porta e di alcuni rappresentanti del Circolo del PD ISPRA, ha contribuito a rendere la discussione costruttiva per sostenere il rilancio dell’Istituto e una propria certezza finanziaria.

Nel stigmatizzare l’assenza del Presidente dell’ISPRA  e dei rappresentanti del Ministero dell’Ambiente, la FLC CGIL continua nell’azione di pressione nei confronti della “politica”  per il rilancio dell’Istituto e della sua mission, che deve partire necessariamente dall’emanazione di una nuova struttura, annunciata da tempo dal Presidente e ancora assente.

Forti della grande motivazione e partecipazione del personale a questa iniziativa della CGIL, che seguiva quella del 27 maggio u.s. presso la Confederazione, la FLC CGIL sta organizzando una nuova iniziativa (sala Nassyria del Senato) entro la fine di Marzo 2015 - data entro la quale potrebbe essere approvato il Disegno di Legge sul SNPA.

Con l’auspicio che a quella data la governance ISPRA – magari attenta a qualche nostra “suggestione” - inizi a dare concretezza alle parole e fare ciò che da tempo avrebbe dovuto fare.

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