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L’INAIL è anche un grande Ente di Ricerca

Il resoconto del convegno Inailinsieme che si è tenuto il 14 luglio scorso a Roma.

21/07/2017
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“Nella sostanza, per numero di ricercatori impegnati (più di 400), doveri istituzionali […], volumi di attività e  impegno economico fanno di Inail anche un grande ente di ricerca”. Questo quanto dichiarato dal Presidente, Massimo De Felice nel corso della presentazione della Relazione Annuale 2016 alla camera dei Deputati il 4 luglio scorso.

Nel prendere atto con soddisfazione delle affermazioni del Presidente la FLC CGIL auspica che possa scaturire un coerente impegno nelle sedi istituzionali per una revisione della Legge 218/2016 che integri pienamente l’Inail nel sistema italiano della ricerca pubblica e una seria revisione della “governance”  della Ricerca Inail, in termini di modello organizzativo che di management, che converta INAIL anche in un efficiente Istituto di ricerca pubblica.  

Perché INAIL ha tutti i requisiti per entrare a pieno titolo nel Sistema della Ricerca Pubblica: questo significa sostenere processi di partecipazione della comunità scientifica della ricerca INAIL alle decisioni sull’organizzazione del lavoro, sulle scelte strategiche e programmatiche delle attività di ricerca  attraverso una loro diretta rappresentanza negli organi dell’Istituto.

Ed è con queste premesse che si è aperto il 14 luglio 2017 il Convegno CGIL INAIL “Inailinsieme: idee per innovare tutele, ruolo, organizzazione e governance” presso il Parlamentino INAIL che ha visto il contributo della delegazione CGIL del CIV INAIL, delle rappresentanze dei lavoratori INAIL, dei patronati e dei soggetti della ricerca.

L’esito del convegno ha consegnato il dato di una crescita del ruolo dell’INAIL nel Sistema della ricerca pubblica sebbene non sia contemplato nella lista degli enti di ricerca vigilati dal Miur (art. 2 dlgs 218/2016).  Per questo la FLC CGIL ha chiesto di intervenire per includere l’INAIL all’art. 2 del Dlgs 218/2016, condizione che ne rafforzerebbe il ruolo e l’autonomia, insieme alla rappresentanza dei lavoratori negli Organi dell’Istituto e alla partecipazione alle scelte strategiche, di programmazione e di organizzazione del lavoro. Elementi identitari del settore ricerca, ancora assenti nel modello organizzativo dell’Inail, ma condizione imprescindibile per una piena integrazione.

Il “caso INAIL” ha una storia peculiare perché per la prima volta un ente di ricerca è stato trasferito all’interno di un ente pubblico non economico, ridisegnandone le funzioni istituzionali e definendone una nuova identità dove la Ricerca all’interno dell’INAIL ha un ruolo centrale in ambito prevenzionale e riabilitativo a sostegno delle politiche di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Ora che si sta aprendo la stagione contrattuale il “caso INAIL” emerge con tutte le sue contraddizioni che vanno attenzionate e cautamente maneggiate, non solo per i possibili scenari interni ma anche su un piano più generale.

Sebbene l’INAIL sia stato inserito nel Comparto delle Funzioni Centrali è necessario salvaguardare sistemi normativi e organizzativi nell’ambito di funzioni complesse come quelle che identificano la ricerca, salvaguardando tutte le professionalità che costituiscono quel sistema in quanto complesso e non identificabile soltanto con alcune figure professionali.  Per questo l’Accordo sui Comparti, prevede che la Ricerca dell’INAIL abbia un proprio comparto di riferimento, quello dell’Istruzione e Ricerca”.

Su questo si innesta anche il problema del precariato storico in Inail che non trova soluzione nella recente riforma del pubblico impiego Madia. Nonostante la trasformazione dei 408 contratti di collaborazione coordinata e continuativa a Tempo Determinato,  avvenuta con un intervento nella legge di Bilancio 2015,  grazie all’azione congiunta delle organizzazioni sindacali e dell’Amministrazione, oggi manifesta tutti i suoi limiti ai fini di un pieno superamento della precarietà. Occorre una rinnovata azione in un contesto politico e normativo in rapida evoluzione a partire dalla messa a disposizione delle risorse finanziarie che, a differenza di altri enti di ricerca, l’Inail non farebbe fatica a prevedere in Bilancio.

Infine se è vero che l’INAIL è anche un grande Ente di Ricerca non è ammissibile la totale mancanza di valorizzazione del personale Ricercatore/Tecnologo all’interno dell’INAIL che da anni è fermo nel percorso di carriera. Ricercatori e Tecnologi che in questi anni hanno dato un contribuito significativo al processo di qualificazione dell’INAIL nel mondo della ricerca pubblica, ma che non ha trovato adeguate risposte in termini di crescita professionale né sul piano della formazione né su quello delle carriere. 

Dopo la relazione del Presidente del CIV, Franco Rampi, sono intervenuti: Serena Sorrentino, Segretaria Generale FP CGIL, Silvino Candeloro, Presidenza INCA CGIL, Michele Gentile, Consigliere CIV INPS, Luigi Ambrosio, Direttore Dipartimento CNR - Comitato Scientifico INAIL, Dario Boni, Segretario Fillea CGIL, Sebastiano Calleri, Responsabile Coordinamento Salute e Sicurezza CGIL, Angela Imperi, Responsabile Nazionale Inail FLC CGIL, Simona Marchi e Daniele di Nunzio, Fondazione Di Vittorio, Emanuele Gruppioni, Ricercatore INAIL Budrio.

Le conclusioni del Seminario sono state a cura del Segretario Confederale CGIL, Franco Martini.

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