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La visione del CNR da parte del suo Presidente

Lo si vuole trasformare in un ente di ricerca strumentale

21/02/2006
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Lo si vuole trasformare in un ente di ricerca strumentale

Leggiamo su Il Sole 24 ore di domenica scorsa un articolo sul CNR ed una intervista al suo Presidente Fabio Pastella.

Alla domanda del giornalista: “ Che cosa risponde a chi dice che ha trasformato il CNR in un ente di ricerca strumentale sul modello di un’azienda?” il Presidente risponde: “Che è proprio quello che volevo.”

Speriamo proprio che il pensiero del Presidente sia stato mal interpretato dal giornalista. Infatti esiste una legge la 168 del 1989, che non è stata né abrogata né modificata da questo Governo, in cui all’art. 8 comma 1 si afferma:

Il CNR, l'Istituto nazionale di fisica nucleare (INFN), gli Osservatori astronomici, astrofisici e vesuviano, nonché gli enti e istituzioni pubbliche nazionali di ricerca a carattere non strumentale hanno autonomia scientifica, organizzativa, finanziaria e contabile ai sensi dell'articolo 33 della Costituzione e si danno ordinamenti autonomi, nel rispetto delle loro finalità istituzionali, con propri regolamenti.

E al comma 3:

Gli enti di cui al presente articolo:

a) svolgono attività di ricerca scientifica nel rispetto dell'autonomia di ricerca delle strutture scientifiche e della libertà di ricerca dei ricercatori, singoli o associati, in coerenza con le rispettive funzioni istituzionali e nel quadro della programmazione nazionale;

b) gestiscono programmi di ricerca di interesse nazionale, attuati anche in collaborazione con altri enti pubblici e privati, e partecipano alla elaborazione, al coordinamento ed alla elaborazione, al coordinamento ed alla esecuzione di programmi di ricerca comunitari ed internazionali;
c) provvedono all'istituzione, alla organizzazione e al funzionamento delle strutture di ricerca e di servizio, anche per quanto concerne i connessi aspetti amministrativi, finanziari e di gestione;

Le Camere sono chiuse, quindi quella Legge non può venir modificata. Forse sarebbe il caso di rispettarla.

Roma, 21 febbraio 2006

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