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CNR: stabilizzazioni, un ottimo risultato per il 2018. Ma ancora non è finita, il 2019 è appena cominciato

Per il 2019 la FLC CGIL sarà ancora convintamente in prima linea per sollecitare l’Ente a completare il processo di stabilizzazione.

11/01/2019
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Il 2018 è stato un anno molto impegnativo, le mobilitazioni e le lotta non si sono mai fermate e con la FLC CGIL sempre in prima linea è stato conquistato un grande risultato fortemente voluto: il 27 e 28 dicembre hanno preso servizio a tempo indeterminato nel CNR 1.180 lavoratrici e lavoratori precari che da anni aspettavano il riconoscimento di un diritto a lungo negato.

Risultato positivo, frutto di impegno e mobilitazioni iniziate nel 10 marzo 2017, all’indomani dell’approvazione in Consiglio dei Ministri del D.Lgs. Madia, con il primo presidio sotto al MIUR per la stabilizzazione di tutti precari negli EPR ed in particolare nel CNR. Un lungo percorso, con flash mob e assemblee con i Precari Uniti. Memorabile quella del 20 giugno 2017 al CNR! Mobilitazioni riprese in autunno, con presidi sotto i palazzi del Governo per chiedere le risorse necessarie per le stabilizzazioni. Seguirono l’occupazione delle sedi CNR a Palermo, Milano, Pisa, Firenze, Cosenza, Trapani e in tantissime altre città, fino all’occupazione dell’aula Fermi in Sede Centrale, culminata con la manifestazione del 16 dicembre sulla scalinata del CNR “La Ricerca appesa ad un filo”.

Dopo aver a lungo ignorato la situazione, “la Politica” ha preso atto della drammatica condizione del precariato nonché del sotto finanziamento dell’Ente e con la legge di Bilancio 2018 (L. 205/17), il Governo ha stanziato risorse per 57 ML€ per tutti gli EPR, di cui 40ML per il solo CNR, dedicate all’applicazione del Decreto Madia.

La FLC CGIL, sin dal primo incontro con i Vertici dell’Ente il 12 gennaio 2018, ha chiesto con forza che le procedure attuative del C.1 e del C.2 avanzassero contestualmente. Ha sollecitato l’Ente a dare un’interpretazione ampia ed inclusiva dell’art. 20 del Decreto 75/17 e della successiva circolare n.3 della FP, riconoscendo la specificità della Ricerca Pubblica, la variabilità dei contesti lavorativi e in generale l’esiguità delle risorse economiche a disposizione, condizione che spesso ha costretto i precari al passaggio da un Ente o Istituzione di Ricerca ad un’altra.

Il 30 novembre, con l’assunzione di 195 precari mediante scorrimento di graduatorie, il 27 dicembre con l’assunzione 1.078 C.1, il 28 dicembre con l’assunzione di 100 vincitori di Bandi speciali C.2 (di cui 14 che avevano contratto TD ma erano stati assunti mediante chiamata diretta) e l’assunzione di ulteriori 2 precari come “subentri” agli scorrimenti già deliberati a dicembre 2017, sono date significative, storiche.

Tra novembre e dicembre 2018 al CNR hanno preso servizio con contratto TI complessivamente 1.375 lavoratrici e lavoratori. Un risultato storico.

Ad oggi, nelle more che l’Amministrazione convochi le organizzazioni sindacali per ridefinire il Piano di Fabbisogno del Personale (PdF) 2019-2021, c’è ancora molto da impegnarsi. Ci sono “categorie” di precari rimaste ancora in attesa di stabilizzazione, alcune di esse con nodi da sciogliere.

Partiamo da quella che possiamo certamente definire l’odissea dei circa 65 ricercatori e tecnologi assunti con chiamata diretta a cui erano state date indicazioni e rassicurazioni nelle circolari dell’Ente (in particolare la Circ. 18/2018) e che erano state oggetto di un esplicito impegno del Presidente a considerarli C.1. Ad oggi, vivono la surreale e insopportabile condizione di incertezza dovuta al fatto che l’Amministrazione, a partire dal CdA, non ha ancora definito un percorso chiaro per la loro stabilizzazione, salvo “un generico invito” a partecipare ai bandi C.2. Troppo poco per chi, fino alla scrittura del Piano Triennale 2018-2020, era certo di essere nella lista dei C.1. Veti incrociati rischiano di lasciare questi precari sul campo. Tra loro, alcuni in possesso di idoneità acquisita in bandi pubblici per TI, altri vincitori di bandi competitivi a livello nazionale e internazionale. A riguardo la FLC CGIL è ferma, non consentirà che si facciano passi indietro: lo scorrimento di tutte le graduatorie utili, l’assunzione dei vincitori di bandi competitivi e, per chi non è in nessuna graduatoria, procedure di verifica dell’idoneità come avvenne per la stabilizzazione prevista dalla L. 296/06 restano, per la FLC CGIL, le uniche soluzioni percorribili.

I Non Prioritari categoria, individuata dall’art. 20 C.1 del D.Lgs 75/17, in quanto non in servizio il 22 giugno 2017, con circa 100 unità di personale, per i quali l’Ente si è impegnato ad applicare il Decreto deve, quindi, programmarne l’assunzione.

Ancora: i 710 idonei nei Bandi speciali C.2 per i quali il Presidente Inguscio si è impegnato ad assumerli tutti nei tempi previsti dal Decreto, con una prima tranche (circa 200) già nei primi mesi del 2019. Tra gli idonei ci sono “Non Prioritari” e “Chiamate Dirette”. Per assumere gli idonei dei Bandi C.2 l’Ente, come prevede l’art. 20 C.2 del D.Lgs 75/17, programmerà un equivalente accesso dall’esterno, con nuovi bandi oppure attingendo da graduatorie di bandi pubblici. La recente Legge di Stabilità ha prorogato la validità delle graduatorie, in particolare le graduatorie pubblicate nel 2010-2014 sono prorogate fino a settembre 2019, mentre le graduatorie del 2015-2016 fino a dicembre 2019.

Inoltre, la FLC CGIL evidenzia che, l’Amministrazione e colpevolmente il CdA, per lavoratrici e lavoratori precari che pur avendo maturato i requisiti previsti dal C.2, non ha previsto Bandi speciali attuativi del C.2, in particolare sia per 1° ricercatore sia per profili Tecnico e/o Amministrativo.

C’è inoltre da sciogliere il nodo per i 4 vincitori dei Bandi speciali C.2, la cui assunzione è sospesa fino alla definizione del giudizio di merito da parte del TAR, nonché quello per circa 15 lavoratrici e lavoratori che, pur avendo maturato i requisiti previsti dal Decreto Madia, hanno un contratto TI in un profilo/livello inferiore al CNR o in altra PA.

Last but not least, dovrà essere risolta la questione dei C.2 che non sono stati definiti idonei dalle Commissioni dei concorsi i cui criteri non erano adeguati e rispondenti allo spirito dell’art. 20 del Decreto 75/17: “Superamento del precariato nelle PA” così come ampiamente denunciato dalla FLC CGIL.

La FLC CGIL ribadisce con fermezza che le procedure attuative dell’art. 20 C.1 e C.2 del D.Lgs 75/17 devono avanzare contestualmente.

I risultati ottenuti con la mobilitazione per i precari e con i precari hanno dimostrato con forza a tutti che solo con la partecipazione attiva si riescono a tutelare i diritti.

Per il 2019 la FLC CGIL sarà ancora convintamente in prima linea per sollecitare l’Ente a completare il processo di stabilizzazione e per chiedere con forza al Governo a stanziare ulteriori risorse necessarie sia al completamento della procedura attuativa del Decreto Madia sia per la Ricerca, il core, la mission del nostro Ente.