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12 marzo sciopero generale: di fronte a quello che avviene, come si fa a rimanere indifferenti?

Le adesioni e l'appello di Roberto Lovattini, docente, pubblicato sul quotidiano Libertà di Piacenza.

11/03/2010
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LE MODALITA' DELLO SCIOPERO

Nella scuola statale e non statale e nell'AFAM l'astensione dal lavoro sarà per l'intera giornata. Nell'università, negli enti di ricerca e nei comparti privati sarà di quattro ore. Localmente sono possibili diverse modalità di partecipazione allo sciopero.

>> Le iniziative a Roma e nelle altre città <<

Lo sciopero generale del 12 marzo ha raccolto una serie di adesioni, in particolare da parte di associazioni, coordinamenti, ecc. del mondo della scuola. Ne pubblichiamo di seguito alcune arrivate in redazione in questi giorni.

Un'adesione convinta allo sciopero e "anche per chi non può farlo perché non ha più il lavoro" è contenuta nel messaggio lanciato da Roberto Lovattini, docente, pubblicato in rete e dal quotidiano Libertà di Piacenza martedì scorso.

"Come si fa a rimanere indifferenti di fronte a quello che avviene nella società e nella scuola?", si chiede Lovattini. Insieme a lui e a noi se lo chiedono quotidianamente i lavoratori della scuola e i genitori che arrivano persino a pagare di tasca propria l'essenziale per mantenere a galla una scuola pubblica che rischia di affondare. Eppure, lo Stato deve alle scuole milioni di euro, ma il Governo fa capire che in futuro andrà anche peggio.

Ai tagli ai finanziamenti si aggiungono quelli agli organici e la riduzione dell'offerta formativa: spariscono ore, insegnanti e personale ATA. E allora, non chiamiamola "Riforma". Si tratta, piuttosto, di un "demagogico richiamo di un ritorno al passato improponibile".

"La nostra lotta, in questo momento - scrive Lovattini - non è tanto per ottenere un aumento di stipendio, quanto per poter lavorare con dignità e nel rispetto del diritto costituzionale dei bambini e delle bambine ad un'istruzione di qualità". Di TUTTI i bambini e di TUTTE le bambine, aggiungiamo noi, senza alcuna distinzione.

La lettera, che riportiamo integralmente di seguito, si chiude con un forte richiamo a non essere passivi: "Questa - dice Lovattini - sarebbe l'unica cosa da non fare".

Roma, 11 marzo 2010
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12 marzo: scioperiamo anche per chi non può farlo perché non ha più il lavoro
di Roberto Lovattini, docente

Il 12 marzo è stato proclamato uno sciopero generale del mondo del lavoro dalla Cgil e dai Cobas. Credo che ogni categoria di lavoratori abbia molti motivi per scioperare, oltre a questioni che sono importanti per tutti i cittadini e la società intera. I titoli di questo sciopero declamano: lavoro, fisco, cittadinanza.

Le ragioni per cui il mondo della scuola dovrebbe scioperare sono proprie dei lavoratori della scuola,ma anche a beneficio del futuro di tutta la società.

La scuola rischia di affondare: il Governo ha tagliato i fondi alle scuole e oltre a non sanare i debiti che ha nei confronti delle istituzioni scolastiche fa capire che in futuro andrà sempre peggio.

Lo Stato deve sei milioni di euro circa alle scuole piacentine che li hanno anticipati per pagare, tra l'altro, i supplenti che in questi anni rischiavano di non essere nemmeno pagati.

Tutti devono sapere, anche se qualcuno dubiterà di queste affermazioni tanto sono paradossali, che carta igienica, scottex, sapone, risme di carta, carta, cartoncino, insomma tutte le cose più banali che dovrebbero essere garantite in una scuola pubblica, sono procurate dai genitori che si autotassano o da qualcuno volonteroso.
I docenti che vogliono produrre giornalini, stampare foto, fare corrispondenza con altre classi e documentare qualche attività didattica devono spesso metterci i soldi di tasca propria.
Mancando i soldi, quando si ammala qualche insegnante, spesso non si chiamano i supplenti e la normale attività didattica viene stravolta.

La tensione a scuola è palese anche se tanti insegnanti si sforzano di fare del loro meglio e anche qualcosa di più.
La nostra lotta, in questo momento, non è tanto per ottenere un aumento di stipendio, quanto per poter lavorare con dignità e nel rispetto del diritto costituzionale dei bambini e delle bambine ad un'istruzione di qualità.

La scuola di base italiana, conosciuta per la capacità di dare una buona istruzione a tutti, rischia di affogare sommersa dal demagogico richiamo di un ritorno al passato improponibile. Tutti gli anni all'inizio dell'anno ci si sforza di dare agli alunni la stessa formazione del passato sapendo che non sarà possibile perché spariscono ore e insegnanti. Anche quest'anno, i genitori dei futuri alunni delle classi prime della scuola primaria hanno scelto per la stragrande maggioranza il Tempo Pieno.

Ma tutto dipenderà dal numero degli insegnanti che verranno assegnati alle scuole, poiché i genitori devono sapere che se proseguirà il previsto taglio dei docenti da parte del Governo, diversi bambini e bambine non potranno usufruire del tempo scuola di 40 ore.

Queste sono cose che tutti nel mondo della scuola possono confermare. Mi fermo qui, anche perché credo sia sufficiente per far riflettere, ma i temi sarebbero ancora molti, a partire dal voto in condotta, dalla "Riforma" delle superiori, dai precari rimasti senza lavoro e senza prospettiva.

In famiglia saremo in due a scioperare e quindi avremo doppia trattenuta, ma spero che saremo in tanti nella scuola a fare questa scelta. Ricordiamoci che ci sono persone (vedi i precari della scuola e i tanti lavoratori licenziati tra cui molti migranti) che non possono nemmeno avere le trattenute, poiché non hanno più un salario.

Come si fa a rimanere indifferenti di fronte a quello che avviene nella società e nella scuola? Vorrei rivolgere un appello agli operatori scolastici, che pure sento scontenti di quello che avviene e stanchi dell'insicurezza in cui si lavora. Scioperiamo compatti! Tacere significa in futuro avere prospettive di lavoro ancora peggiori e una scuola proiettata all'indietro.

L'appello che rivolgo a tutti gli operatori scolastici è di scioperare in coerenza con quello che nelle assemblee o nei corridoi ci stiamo dicendo da tempo e cioè che abbiamo bisogno di fondi per le scuole e non di provvedimenti che servono solo per l'immagine.

Rivolgo un appello alla mobilitazione anche ai genitori, poiché se non cambiano le cose il futuro per i loro figli e per la nostra società non sarà roseo.

Non mi permetto di giudicare le scelte, ognuno di noi è giusto che segua le proprie convinzioni. C'è chi non crede nello sciopero o non lo ritiene più uno strumento utile, ma spero che queste persone ci sappiano proporre anche nuove forme di lotta e non rimangano passive. Questa sarebbe l'unica cosa da non fare.

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CGD
Coordinamento Genitori Democratici
Onlus

Il Coordinamento genitori Democratici aderisce allo sciopero del 12 marzo e sarà in piazza con i lavoratori perché crede nella necessità di costruire un futuro per il nostro paese con particolare attenzione alle giovani generazioni.

Perché vuole respingere l’attacco violento all’intero sistema formativo pubblico italiano che va inesorabilmente trasformandosi in un sistema pubblico-privato che nega il diritto di tutti e può garantire solo alcuni; un sistema che per sopravvivere deve fare ricorso alle tasche dei genitori per garantire quello che la Costituzione garantiva a tutti i bambini e le bambine di questo paese.

Perché sappiamo che il futuro di un paese si costruisce con politiche investimento sulla conoscenza e politiche di accoglienza e di lotta alle nuove schiavitù.

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Cidi
Centro iniziativa democratica insegnanti
Adesione allo sciopero generale del 12 marzo 2010

È legge. Manca solo l’accordo con le regioni per poter andare legalmente a lavorare a 15 anni. Nel disegno di legge approvato al Senato viene stabilito che l’obbligo scolastico terminata la terza media può essere assolto anche attraverso il contratto di apprendistato. Ma come si può paragonare l’apprendistato a un percorso di istruzione e di formazione? Quale lavoro si può immaginare per un ragazzino o una ragazzina di 15 anni?

Questa è solo l’ultima delle malefatte sulla scuola dell’attuale governo che, a partire dai tagli e dal peggioramento delle condizioni del fare scuola – per tutti, dall’elementare alle superiori – e dalla cancellazione di tutte le sperimentazioni e di tutte le innovazioni sta compiendo un vero e proprio “massacro” della scuola pubblica. Le scuole sono senza soldi e non sono in grado di approvare i bilanci, molti edifici scolastici cadono a pezzi e sono insicuri. La realtà è sotto gli occhi di tutti.

Per queste ragioni il Cidi aderisce allo sciopero generale del prossimo 12 marzo, perché non è possibile che in questo paese protestino solo i maestri dell’orchestra di Sanremo.

Roma, 6 marzo 2010

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Associazione Professione Insegnante
Anche noi aderiamo allo sciopero generale del 12 marzo!

  • Per protestare contro i tagli dissennati al sistema istruzione;

  • per chiedere l’immediata stabilizzazione dei docenti precari su tutti i posti disponibili;

  • contro la paventata regionalizzazione delle graduatorie permanenti e la chiamata diretta da parte dei Presidi;

  • per l’immediata apertura delle trattative per il rinnovo del contratto, scaduto il 31 dicembre scorso;

  • contro la riforma della scuola superiore e gli effetti negativi che essa avrà sugli studenti e sui docenti;

  • per il ripristino delle regole democratiche nelle scuole, con l’indizione delle elezioni per il rinnovo RSU per la verifica della rappresentatività sindacale;

  • contro provvedimenti di stampo razzista, che provocano l’allontanamento dalla scuola di bambini che hanno l’unica colpa di non essere italiani.

Per tutti questi motivi, Professione Insegnante invita soci e simpatizzanti ad aderire compatti allo sciopero generale del 12 marzo, indetto dalle OO.SS. CGIL e COBAS.

Invitiamo tutti a stampare questo appello e ad affiggerlo alla bacheca sindacale della propria scuola.

7 marzo 2010

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CPS Scuola Romagna Forlì-Cesena, Rimini e Ravenna
(Coordinamento dei Precari Scuola)

Il CPS Scuola Forlì-Cesena, Rimini e Ravenna (Coordinamento dei Precari Scuola Romagna) comunica che aderisce allo Sciopero Generale della FLC CGIL indetto il giorno venerdì 12 marzo 2010 con manifestazione in tutte le piazze e quindi anche Forlì.

Il CPS chiede:

  • la Cancellazione dei tagli previsti nella legge 133/2008

  • Piano pluriennale di assunzioni su tutti i posti liberi per docenti e Ata

  • Difesa della Scuola Pubblica

  • Più Risorse per la scuola

  • Conferma dei diritti contrattuali e delle rappresentanze nei luoghi di lavoro

Il CPS Romagna coglie l’occasione per lanciare il “NO GELMINI DAY” nazionale del 10 aprile p.v.