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Consulta Dirigenti scolastici Cgil Scuola

Il 24 gennaio 2001 si è tenuta a Roma la Consulta Nazionale dei Dirigenti Scolastici con all’ordine del giorno l’esame dell’Atto di indirizzo all’Aran sul primo Contratto dell’area dirigenziale scolastica.

31/01/2001
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I LAVORI DELLA CONSULTA NAZIONALE DEI DIRIGENTI SCOLASTICI DELLA CGIL SCUOLA

Il 24 gennaio 2001 si è tenuta a Roma la Consulta Nazionale dei Dirigenti Scolastici con all’ordine del giorno l’esame dell’Atto di indirizzo all’Aran sul primo Contratto dell’area dirigenziale scolastica.

Presenti i rappresentanti di tutte le Regioni, il dibattito ha analiticamente affrontato tutti i punti contenuti nell’Atto di indirizzo offrendo spunti di proposte utili per il confronto contrattuale ormai avviato.

Per quanto riguarda la questione delle risorse, essa è stata considerata questione principale e preliminare ad ogni discorso sulla costruzione di una dirigenza piena e allineata alle altre dirigenze pubbliche.

Oltre al recupero dell’inflazione programmata che coprirà interamente i due anni di vigenza (2000 e 2001) sia nel periodo da direttivi (fino al 31 agosto 2000) sia nel periodo successivo da dirigenti; oltre alla somma di 200 mld stanziata in finanziaria 2001, si è ragionato sul recupero dei risparmi di sistema (la riduzione in seguito al dimensionamento del numero delle Direzioni), sulle somme già previste nel Contratto scuola per l’indennità di direzione da riportare interamente nel nuovo Contratto, sull’utilizzazione dei fondi per la valutazione (15 mld in ragione d’anno), sulle varie indennità previste anche per i D.S. nel Contratto scuola (aree a rischio) e che non vanno perdute.

Un sottocapitolo di questo argomento è stato peraltro la questione della retribuzione dei Vicari che dovranno essere necessariamente retribuiti con i fondi del Contratto scuola ma che comunque di fatto vengono attribuiti dal D.S. stante la sua prerogativa di nomina; ragionamento che vale anche per le altre figure di Collaboratori organizzativi e amministrativi che il D.L.vo 59/98 e lo stesso Contratto scuola fanno nominare al D.S. L’idea dell’attribuzione di un budget per la retribuzione di tali figure con libera possibilità di distribuzione delle somme in ragione del numero e della qualità degli incarichi conferiti dal DS, con un ruolo in questo caso anche della contrattazione di scuola, è stata particolarmente presente nel dibattito della Consulta.

Per quanto riguarda i livelli contrattuali che l’Atto di indirizzo prevede siano due, nazionale e regionale, il dibattito ha sottolineato l’importanza di avere regole certe, che eliminino discrezionalità eccessive o arbitri a livello regionale dove la varietà delle situazioni politiche possono portare anche ad intrusioni amministrative e politiche lesive dell’autonomia delle scuole. Un secondo livello integrativo nazionale avrebbe questo significato di garanzia, livello eliminabile solo se il primo livello fosse in grado di assicurare tutte le garanzie necessarie.

Il livello regionale peraltro apre il discorso di una RSU regionale dei D.S. e del ruolo delle stesse Organizzazioni Sindacali regionali. Argomenti che necessitano di ulteriori approfondimenti e che chiamano in causa anche le strutture organizzative interne dei Sindacali relativamente all’area dirigenziale di scuola.

Per le materie oggetto di trattativa state avanzate alcune ipotesi di contenuto da ascrivere al livello regionale, come ad esempio la retribuzione degli incarichi attribuiti dall’Amministrazione, come anche l’informazione circa il conferimento degli incarichi in generale.

Particolare attenzione ha suscitato la questione della valutazione su cui la Consulta ha unanimemente espresso un giudizio formalizzato in un ordine del giorno già diffuso fra gli iscritti e la categoria. Ad esso rinviamo non tralasciando di sottolineare che il problema della valutazione si pone anche per l’anno in corso e che non può essere affrontato allo stesso modo dell’anno precedente. Anzi, vista la modalità dissennata con cui le schede sono state valutate dai valutatori, per l’anno in corso – stante l’assenza di un credibile sistema valutativo – non si potrà non ricorrere ad una rendicontazione senza giudizio. Ciò anche in considerazione del fatto che ci stiamo di nuovo avviando alla conclusione dell’anno e di modalità valutative non si è fatto cenno da parte dell’Amministrazione, nonostante i continui e ripetuti solleciti fatti dalle Organizzazioni Confederali.

Le proposte avanzate nelle linee di piattaforma unitaria CGIL CISL UIL Scuola circa la retribuzione e la sua articolazione hanno trovato riscontro nell’Atto di indirizzo. La diversa ripartizione delle poste finanziarie fra trattamento fondamentale, retribuzione di posizione e di risultato dipenderà necessariamente dall’entità delle risorse impegnate L’intenzione emersa è che il Contratto persegua l’obiettivo di una Dirigenza piena in cui i "minimi" tabellari e di posizione non siano inferiori a quelli delle altre dirigenze pubbliche; a partire da ciò saranno utilizzate le risorse residue per la diversificazioe nella retribuzione di posizione e di risultato.

Rimane peraltro aperta la questione del periodo "vuoto", come sottolinea l’Atto di indirizzo, che va da settembre a dicembre 2000. L’utilizzo di una parte di risorse per coprire tale periodo è questione che non va lasciata cadere al tavolo negoziale.

Molto partecipato è stato il dibattito sulla questione del conferimento degli incarichi. Senz’altro equilibrata è la posizione contenuta nell’atto di indirizzo che ribadisce i criteri della temporaneità e della rotazione degli incarichi ma sottolinea la specificità dell’area dirigenziale scolastica che ha bisogno di stabilità e continuità per espletare efficacemente il mandato. Varie sono le ipotesi affacciate da portare in trattativa, come la formula di 4 anni più due anni rinnovabili per due volte, come anche l’ipotesi dell’incarico triennale da portare fino a sette anni prima della rotazione ecc. Da tutti è stato apprezzato il passaggio dell’Atto di indirizzo che sottolinea la possibilità di esprimere preferenze di sedi da parte degli interessati, ferma restando la discrezionalità del dirigente regionale nell’ambito di criteri certi e trasparenti. Non positiva invece è la proposta di conferimento di incarichi di consulenza, ricerca, supporto(sarebbe da aggiungere anche di ispezione visto che il D.L.vo 29/93 lo prevede) solo per Dirigenti scolastici in esubero: è una opportunità che va data a tutti i D.S. e non solo a chi si viene a trovare in esubero. Anche tali incarichi dovrebbero essere conferiti con criteri certi e trasparenti ancorché discrezionali da parte dell’Amministrazione.

Per quanto riguarda la mobilità è stata ribadita la necessità di prevedere per questo anno di transizione ancora il meccanismo dei trasferimenti a causa delle note ragioni che in molte sedi, non ultima in sede Aran, sono state ricordate: il dimensionamento tardivo in cinque regioni, l’assestamento ancora in corso, l’avvio della riforma de cicli.

La Consulta ha infine preso i seguenti impegni.

Lavorare per costruire in tempi ravvicinati un Coordinamento dei Presidi incaricati della CGIL Scuola, anche in vista del prossimo bando di corso-concorso.

Esprimersi rapidamente in merito al dibattito sugli Organi Collegiali di scuola riprendendo la nostra elaborazione che è saldamente ancorata a principi di democrazia e di efficacia del servizio istituzionale scolastico.

Partecipare al prossimo Congresso della CGIL Scuola per far vivere la presenza dei Dirigenti come presenza visibile, strutturata e connotata da disponibilità al dialogo e alla crescita complessiva della nostra Organizzazione. A tal proposito è da salutare positivamente l’impegno del nostro Sindacato a dotarsi fra breve di una sede legale esclusivamente a disposizione dei Dirigenti della nostra Organizzazione.

Lavorare per l’organizzazione nel mese di aprile di un Convegno dei Dirigenti scolastici della CGIL Scuola, che, proseguendo nell’elaborazione iniziata col Convegno di novembre 2000, porti l’attenzione sulla figura del D.S. come figura di leadership educativa, e sulla scuola autonoma come centro di cultura formazione e ricerca. Ciò anche al fine di recuperare i tratti di specificità di una dirigenza che ha il suo valore distintivo e fondante non già nel tratto amministrativo comune a tutte le altre dirigenze ma nella sua dimensione "scolastica" e "culturale".

Roma 29 gennaio 2001