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DDL Concretezza: sit in di protesta dei dirigenti scolastici

La norma che introduce i controlli biometrici anche per i dirigenti scolastici e il personale ATA sta per essere approvata anche dal Senato. Respinte dalla Commissione Lavoro tutti gli emendamenti volti ad escludere il personale del comparto della conoscenza.

15/05/2019
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Il 16 maggio, a partire dalle ore 15,  i dirigenti scolastici manifesteranno a Roma in Piazza Vidoni, in prossimità del Palazzo della Funzione Pubblica e di quello del Senato, per portare all'attenzione della politica la difficile situazione della dirigenza scolastica e per protestare contro il DDL concretezza promosso dal ministro della Funzione Pubblica e in procinto di essere approvato in via definitiva. La Bongiorno  risponde alle pressanti richieste della categoria dichiarando che vuole mettere i  rilevatori di impronte per conoscere come i dirigenti scolastici passano il  tempo!!!

Consideriamo questa l’ennesima dimostrazione della disattenzione e del  disprezzo per i dirigenti scolastici che ogni giorno, tra mille difficoltà  e ostacoli, garantiscono  il funzionamento delle scuole del Paese. Si tratta di 43.000 sedi che hanno bisogno di urgenti interventi di messa in sicurezza, di adeguamento alla normativa antincendio, di tecnologie adeguate alle innovazioni didattiche, persino di banchi e sedie a norma per consentire ai milioni di cittadini italiani che ospitano ogni giorno di vivere sicuri come nelle loro case. Qual è la risposta del Governo? Una legge che sottrae milioni di euro al soddisfacimento di queste esigenze  primarie per  installare in ognuno degli  edifici scolastici il rilevatore di impronte digitali, con l’intento di combattere così l’assenteismo che si anniderebbe nelle scuole. Milioni di euro sottratti alla sicurezza per registrare la presenza dell’unico collaboratore scolastico in servizio  nella maggior parte di quei piccoli plessi che rischiano di non poter neanche essere aperti, se lui si ammala.  Milioni di euro per controllare il lavoro di dirigenti scolastici costretti ad accettare, oltre a quella della propria scuola, anche la responsabilità di una delle quasi 2000 istituzioni scolastiche prive di dirigente, quelle sedi che raggiungono con i propri mezzi, senza alcun rimborso, percorrendo spesso centinaia di chilometri.

Le scuole non sono un ufficio qualsiasi, il personale delle scuole non fa lo stesso lavoro degli altri dipendenti pubblici, i dirigenti scolastici non sono assimilabili a nessun altro dirigente pubblico.

Come chiediamo ormai da troppi anni, è necessario che una volta per tutte questa specificità venga riconosciuta e venga rivendicata anche dal MIUR che continua a consentire che vengano destinate anche alle scuole misure pensate per la totalità della pubblica amministrazione che poi nelle scuole si rivelano inapplicabili.

Non consentiremo che vengano sottratte risorse alla qualità del servizio di istruzione e alla funzionalità degli edifici scolastici pubblici per installare rilevatori di impronte costosi e sproporzionati rispetto alle finalità che si propongono.