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Decreto CLIL: ritardi e nessuna risorsa per il personale

Sulla riforma epocale della secondaria l'ennesima pessima pagina. Il resoconto dell'incontro al MIUR.

08/03/2012
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Si è tenuto nella giornata di ieri, 7 marzo, il primo incontro sul decreto relativo ai corsi di formazione dei docenti per l'insegnamento di discipline non linguistiche in lingua straniera secondo la metodologia Content and Language Integrated Learning (CLIL) e sulla relativa bozza di circolare.

Come è noto il riordino della scuola secondaria introduce la metodologia CLIL nel terzo anno dei licei linguistici già a partire dall'a.s. 2012-2013. Per questa ragione l'amministrazione intende avviare alle attività di formazione prioritariamente i docenti che prestano servizio in tali scuole.

Sono stati quindi previsti:

  • 50 corsi di formazione linguistico-comunicativa, che interesseranno 1250 docenti per il conseguimento della certificazione della competenza linguistico-comunicativa di livello C1 del Quadro Comune europeo di riferimento per le lingue.
  • 30 corsi di formazione metodologico-didattica, destinati a circa 900 docenti.

L'organizzazione dei corsi è stata affidata ad ANSAS - ex INDIRE.

Abbiamo ribadito la necessità che venga emanato al più presto il decreto sugli enti certificatori, quale necessario riferimento normativo per verificare la validità delle certificazioni linguistiche degli interessati. Tra l'altro la nostra organizzazione ha già denunciato speculazioni su questo aspetto.

La nostra organizzazione ha contestato le modalità e la tempistica di attuazione di tale attività formativa. È facile capire che per l'inizio del prossimo anno scolastico i docenti interessati avranno forse appena iniziato i corsi e saranno costretti nonostante ciò ad avviare nelle classi interessate l'insegnamento in lingua straniera.

Ancora, abbiamo chiesto che venga previsto la possibilità di frequenza per il personale a tempo determinato senza alcuna limitazione numerica (nella circolare è previsto un tetto massimo di partecipazione ai corsi del 10%).

Inoltre, non è previsto alcun rimborso spese per raggiungere le sedi dei corsi: questo significa che tutti i costi saranno a carico dei docenti partecipanti.
Crediamo che tutto ciò sia inaccettabile e per queste ragioni abbiamo chiesto che l'amministrazione riveda le modalità organizzative e integri le risorse, prevedendo la copertura integrale dei costi a carico del personale.