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Audizione sui disegni di legge di modifica del Dlgs 81/08: il parere negativo dell’ANCI

Allarmante lo stato dell'edilizia scolastica italiana. Necessario modificare il Testo Unico sulla sicurezza.

26/07/2017
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Il 25 luglio scorso sono proseguite le audizioni delle Commissioni riunite VII Cultura e XI Lavoro sul disegno di legge di modifica all'articolo 18 del decreto legislativo 81 del 9 aprile 2008, concernente la responsabilità dei dirigenti in materia di sicurezza dei luoghi di lavoro.

La rappresentante dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) Anna Maria Palmieri, assessore all’Istruzione del Comune di Napoli, ha criticato gli emendamenti proposti dai disegni di legge c.3830 e c.3963 ritenendoli “inaccettabili nella sostanza e impraticabili nei fatti” in quanto innescherebbero conflitti anziché promuovere alleanze tra i due soggetti responsabili della sicurezza degli edifici: ente locale da una parte e dirigente scolastico dall’altra.

La normativa attuale, secondo la Palmieri, delimiterebbe in maniera chiara e inequivocabile le responsabilità, limitando quella del dirigente scolastico all’obbligo di segnalazione all’Ente Competente alla fornitura degli edifici scolastici. Prevedere una limitazione della responsabilità dei dirigenti scolastici alla sola attività scolastica significherebbe escludere dal necessario controllo e relegare in una  pericolosa “zona grigia” intere porzioni degli edifici scolastici sulla cui sicurezza  l’ente proprietario non avrebbe nessuna possibilità di vigilanza e controllo, con grave compromissione della sicurezza dell’utenza.

Inoltre se venissero approvati gli emendamenti proposti dai disegni di legge c.3830 e c.3963,  i  dirigenti scolastici, sempre secondo Annamaria Palmieri, non potrebbero più accedere ai  finanziamenti come quelli ricevuti con i fondi  nazionali “Scuole belle” ed europei FESR con cui hanno potuto  effettuare interventi migliorativi  e di manutenzione sugli edifici scolastici.

Riteniamo che le affermazioni della rappresentante dell’ANCI non facciano chiarezza sulla situazione esistente nelle scuole e, soprattutto, non vadano nella direzione auspicata di una fattiva collaborazione tra i dirigenti scolastici datori di lavoro e gli enti competenti proprietari degli edifici scolastici.

Lo stato dell’edilizia scolastica italiana è infatti allarmante e le responsabilità in capo ai dirigenti scolastici derivanti da inadempienze degli enti locali è diventato intollerabile, soprattutto se si considera che il dirigente scolastico è un datore di lavoro anomalo perché è un soggetto privo del potere di spesa.

E’ quindi assolutamente necessario che tra i due soggetti responsabili della sicurezza degli edifici scolastici sia operata, attraverso un intervento legislativo di modifica del Testo Unico sulla sicurezza, una ripartizione più chiara delle competenze e delle responsabilità, che consentirà di metterli in condizione di lavorare congiuntamente per le finalità della sicurezza degli edifici scolastici.

La discussione in atto sulle modifiche al decreto legislativo 81/08 non può prescindere a nostro avviso dalla presa d’atto dello stato di estrema criticità degli edifici scolastici italiani.

Come è stato ricordato  dalle stesse relatrici dei disegni di legge nel corso dell’audizione, su 43.000 edifici scolastici, 20.000 sono privi del certificato di agibilità e 30.000 sono privi del certificato di prevenzione incendi.

Altri dati allarmanti sono forniti da Legambiente nel XVII Rapporto Ecosistema Scuola sulla qualità dell’edilizia scolastica, delle strutture e dei servizi scolastici:

  • il 65,1% degli edifici scolastici è stato costruito prima del  1974 (anno della prima normativa antisismica)
  • il 40% si trova  in aree a rischio sismico
  • il 31% degli edifici è sottoposto a verifiche di vulnerabilità sismica
  • meno del 13% degli edifici  è stato costruito  secondo criteri antisismici
  • le condizioni degli edifici scolastici delle regioni meridionali sono di gran lunga peggiori rispetto a quelli del Centro -Nord
  • i capoluoghi di provincia del Sud dichiarano di avere 3 scuole su 4 in aree a rischio sismico ed una necessità di interventi di manutenzione urgenti sul  58,4%degli edifici scolastici (circa 20 punti percentuali in più della media nazionale).

Si tratta di una vera e propria emergenza nazionale che va affrontata attraverso un  piano nazionale di  risanamento dell’edilizia scolastica  a cui è necessario che il Governo destini i finanziamenti necessari.