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La valutazione dei dirigenti scolastici è tutta da rifare. Il Ministero deve prenderne atto

Il MIUR deve rispettare gli impegni assunti con il verbale del 25 maggio e aprire un vero confronto con il sindacato. Non serve un questionario sull’impatto della valutazione.

02/10/2017
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Dopo essersi impegnato con il verbale del 25 maggio a sospendere per l’a.s. 2016/2017 l’effetto classificatorio della valutazione, ad aprire uno specifico tavolo tecnico con i sindacati ed a insediare l’Osservatorio Nazionale previsto dalla Direttiva 36/16, il MIUR da quattro mesi tace sull’argomento valutazione dei dirigenti scolastici.

E intanto è ricominciato l’anno scolastico, sono ripartite le attività dei nuclei di valutazione che tentano di convincere i dirigenti scolastici a completare il portfolio con atti al limite del comportamento antisindacale. Tutto come se il 25 maggio non fosse successo niente, come se le proteste dei dirigenti scolastici e i conseguenti impegni del MIUR non ci fossero mai stati. 

Il MIUR anzi va avanti e, anziché prendere atto del fallimento della procedura avviata, sottopone al CSPI una nuova direttiva sul sistema di valutazione nella quale tra l’altro è prevista la possibilità di aggiornare il RAV a seguito di osservazioni dei Direttori Generali degli USR, nel caso in cui gli obiettivi interni all’incarico dirigenziale risultino difformi dalle priorità interne al RAV.

Tale possibilità, come rilevato nel parere approvato dal CSPI, non è prevista da alcuna norma e appare un’evidente forzatura finalizzata a legittimare l’attività dei nuclei di valutazione che, davanti a  obiettivi del RAV non applicabili agli incarichi dei dirigenti scolastici, continuano a chiedere a questi ultimi di sostituirli con altri più facili da misurare nel breve periodo.

A dare una scossa a questo desolante panorama di inizio anno, è intervenuta  la Presidente dell’INVALSI Anna Maria Ajello che in questi giorni sta inviando ai dirigenti scolastici una lettera invitandoli a compilare un questionario che intende effettuare “una rilevazione degli atteggiamenti, delle percezioni e delle aspettative di tutti i dirigenti scolastici, in modo da disporre del quadro complessivo delle condizioni in cui si svolge la valutazione della loro attività. Un'autentica valutazione di impatto, dunque, così poco praticata nel nostro Paese”.

La lettera è condita da molte altre considerazioni sulla valutazione attraverso le quali sembrerebbe che la Ajello  prenda le distanze dalle “difficoltà politiche e sindacali di realizzazione" che la procedura sta incontrando, dal suo esito classificatorio (la funzione della valutazione... serve a favorire il miglioramento del valutato e non a stilare graduatorie tra dirigenti scolastici) e dall’incapacità dei nuclei di garantire l’effettiva partecipazione dei dirigenti all’intero processo, dal momento che le uniche interlocuzioni finora avute nella maggior parte dei casi hanno riguardato l’inaccettabile richiesta, più o meno perentoria, di modificare gli obiettivi del RAV.

Singolare anche l’apertura a un confronto sindacale, tra l’altro immediatamente concretizzata con l’invito al “tavolo di lavoro”  fissato per il 15 novembre al quale la FLC CGIL non si sottrarrà, per manifestare tutte le sue perplessità su un’operazione di cui sfuggono motivazioni  e responsabilità  dei soggetti in campo.

Lo stesso questionario, che abbiamo visionato, ci è sembrato poco incisivo oltre che scontato. Non aggiungerà nulla a quello che tutti  già sanno: questa valutazione è una molestia, inutile per lo sviluppo della professionalità dei dirigenti e potenzialmente dannosa se utilizzata per classificare i dirigenti e per erogare la retribuzione di risultato. Registrando in apertura i dati personali del dirigente scolastico, non risulta nemmeno attendibile come indagine sullo stress lavoro correlato, di competenza del MIUR e non più rinviabile, sulla quale ben altri dovranno essere l’impianto metodologico e il livello di coinvolgimento della parti sindacali.

Riteniamo perciò inutile il questionario di impatto e invitiamo i dirigenti scolastici a non compilarlo e a proseguire l’azione di protesta avviata il 3 maggio, non collaborando alle attività previste dalla procedura di valutazione.
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Gentile Dirigente scolastico,

come sa, l'INVALSI, avvalendosi della collaborazione di un gruppo di lavoro composto da esperti di diversa provenienza, ha da tempo elaborato i criteri che presiedono alla valutazione dei dirigenti scolastici. Più recentemente ha organizzato la formazione dei Nuclei incaricati di istruire il processo di valutazione, il cui esito viene consegnato al Direttore regionale che, sulla base del loro lavoro, esprimerà la valutazione formale della quale è titolare.
Gli aspetti qualificanti dell'intero processo, sono due:

  1. il Dirigente scolastico ha una funzione attiva, avendo un'interlocuzione diretta con il Nucleo mediante la visita a scuola - che comunque deve essere assicurata nell'arco di tre anni - o attraverso un incontro Skype;
  2. la formulazione, da parte del Nucleo, di un consiglio di miglioramento professionale che deve accompagnare ogni valutazione; in tal modo si sottolinea, ancora una volta, la funzione della valutazione che serve a favorire il miglioramento del valutato e non a stilare graduatorie tra dirigenti scolastici.

Il risultato delle valutazioni serve poi alle Amministrazioni regionali per individuare gli ambiti professionali su cui si deve realizzare ulteriore formazione per i dirigenti del proprio territorio.
Accanto a questo processo - le cui difficoltà politiche e sindacali di realizzazione non rientrano nell'ambito di intervento del nostro istituto - l'INVALSI ha avviato una rilevazione degli atteggiamenti, delle percezioni e delle aspettative di tutti i dirigenti scolastici, in modo da disporre del quadro complessivo delle condizioni in cui si svolge la valutazione della loro attività. Un'autentica valutazione di impatto, dunque, così poco praticata nel nostro Paese.

Anche in questo caso l'obiettivo è quello di verificare se la valutazione tiene conto della realtà effettiva della professione del Dirigente scolastico ai fini del suo miglioramento. L'indagine infatti mira a mettere in luce le diverse caratteristiche del contesto di lavoro di ciascuno Dirigente scolastico, per meglio connotarne le azioni professionali, le aspettative e le opinioni in merito a questo processo di valutazione. In tal modo si potrebbe ricostruire, anche per il Dirigente, una sorta di "valore aggiunto" che metta in risalto le caratteristiche del contesto in cui si trova ad operare, così come avviene per le prove INVALSI. L'INVALSI inoltre, è disponibile a istituire, fin dalle prime azioni di monitoraggio, un tavolo di informazione periodica dell'andamento di questa parte dell'attività di ricerca riservato ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali dei dirigenti scolastici.

Ho ritenuto utile, e doveroso, riassumere in modo molto sintetico il quadro in cui si inseriscono i questionari che le verranno inviati dall'INVALSI già nel corso dei prossimi giorni. La loro compilazione risulta indispensabile per poter realizzare una valutazione che veda protagonisti attivi coloro che saranno valutati e non soltanto destinatari finali di azioni svolte da altri. Aggiungo che abbiamo verificato, con le opportune simulazioni, che la compilazione di questi questionari non richiede più di dieci minuti. È per queste ragioni che la invito a compilare i questionari, malgrado le molte altre incombenze che caratterizzano la sua vita quotidiana professionale.

Approfitto dell'occasione per augurarle un buon avvio dell'anno scolastico.

LA PRESIDENTE
Anna Maria Ajello