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Organici e assunzioni dei dirigenti scolastici 2017/2018. Un’altra ragione per proseguire la nostra mobilitazione

Continua a diminuire il numero delle scuole autonome ed aumentano le reggenze. Va bandito e svolto al più presto il concorso, vanno ripristinati gli esoneri per i vicari delle scuole affidate a reggenze, vanno restituite alle scuole le dimensioni adeguate ad un sistema di istruzione di qualità.

07/08/2017

L’organico dei dirigenti scolastici per l’a.s. 2017/18 è di 7.994 posti, 78 in meno di quelli del 2016/17. Mentre il numero dei dirigenti scolastici continua a diminuire, aumenta invece la complessità delle scuole che saranno di meno ma con un numero di alunni sempre maggiore, meno direttori dei servizi, meno assistenti amministrativi e tecnici a garantire il funzionamento delle segreterie e dei laboratori.

Nel prossimo a.s. aumenterano anche le scuole sottodimensionate: quest’anno sono 334, il prossimo anno scolastico 2017/18 saranno 354.

Scuole sempre più problematiche e complesse e aumento del numero delle reggenze renderanno ancora più critico il lavoro dei dirigenti scolastici, precipitato in questi ultimi sei anni  a un livello di insostenibilità mai toccato in passato.

Nel 2011/12 le scuole erano 10.195 mentre i dirigenti scolastici in servizio, in attesa delle assunzioni dell’ultimo concorso, erano 8.626. Già in quell’anno le reggenze erano perciò più di 1.500.  

Nell’a.s. 2012/2013, il primo anno in cui è stato applicato il decreto legge n. 78 del 6 luglio 2011 che prevede: alle istituzioni scolastiche autonome costituite con un numero di alunni inferiore a 600 unità, ridotto fino a 400 per le istituzioni site nelle piccole isole, nei comuni montani, nelle aree geografiche caratterizzate da specificità linguistiche, non possono essere assegnati dirigenti scolastici con incarico a tempo indeterminato.”, le scuole autonome sono diminuite di circa 1.000 unità, diventando 9.245, delle quali 1.153 sottodimensionate e quindi affidate a reggenza.

La reggenza è un incarico aggiuntivo obbligatorio per i dirigenti scolastici (costretti in alcune regioni ad assumerne anche due) al quale non è possibile sottrarsi, a meno di gravi e comprovati impedimenti.

Le assunzioni dal concorso non hanno mai consentito di ridurre le reggenze ad un livello “fisiologico” e, con l’esaurimento delle graduatorie dell’ultimo concorso, la situazione è ulteriormente peggiorata: negli anni 2015/16 e 2016/17 le reggenze sono state 1.126 e 1.400. Si tratta di livelli insostenibili per la qualità del sistema scolastico.

Nel 2017/18 le scuole autonome saranno 8.221 ma i dirigenti scolastici disponibili solo 6.500 circa, perché ai 467 pensionamenti si dovranno aggiungere  le 354 scuole sottodimensionate prive di dirigente scolastico titolare e le oltre 300 istituzioni scolastiche temporaneamente prive dei dirigenti perché utilizzati all’estero, distaccati al MIUR o negli URS con i comandi dell’autonomia, con incarichi temporanei di dirigente tecnico o amministrativo, con esonero parlamentare, amministrativo o sindacale (questi ultimi solo una ventina). Le reggenze saranno dunque almeno 1.800: quasi un quarto delle scuole autonome avrà un reggente e quasi la metà delle scuole italiane avrà un dirigente scolastico che si divide tra due scuole.

I posti vacanti e disponibili sono 1.268 e corrispondono al 16% delle sedi di dirigenza scolastica; in alcune regioni però i posti vacanti raggiungono percentuali molto più alte come in Friuli (32%), Liguria (27%), Piemonte (30%), Emilia Romagna (25%), Veneto (27%).

Il MEF ha autorizzato le assunzioni per il 2017/18: 6 posti per l’Abruzzo e 52 per la Campania oltre a 36 trattenimenti in servizio ex art. 1, comma 257, della L. n. 208 /2015,  1 riammissione in servizio e 9 immissioni in ruolo in esecuzione di provvedimenti giurisdizionali. A queste assunzioni si aggiungono altre 155 possibili assunzioni corrispondenti al 20 % dei posti vacanti e disponibili in  ciascuna regione che possono essere richiesti dagli idonei ancora presenti nella graduatoria di merito della Campania che non si troveranno in posizione utile per ottenere quest’anno uno dei 52 posti disponibili.

La scuola italiana è dunque in una situazione di grave emergenza che nei prossimi due anni si aggraverà ulteriormente, considerato che il concorso per dirigenti scolastici non è stato ancora bandito dopo oltre due anni dalla ridefinizione delle regole per la sua emanazione e non sarà possibile concluderlo per l’inizio dell’a.s. 2018/19, come era stato inizialmente previsto.

In questo contesto i gravissimi problemi denunciati dalla mobilitazione dei dirigenti scolastici negli ultimi mesi (retribuzione, gestione della sicurezza, valutazione, difficoltà gestionali) diventeranno ancora più pesanti. L’amministrazione - che pure ha preso atto delle enormi difficoltà di gestione delle scuole nel confronto aperto con le OO.SS. rappresentative della dirigenza scolastica con i tavoli sulla “semplificazione amministrativa” (per noi molestie burocratiche) - non sembra intenzionata a trovare soluzioni concrete.

Gli stessi emendamenti presentati al decreto “vaccini” (esoneri ai vicari nelle scuole dimensionate affidate ai reggenti, concorso riservato per DGSA, un piccolo rifinanziamento del FUN) che avrebbero potuto rappresentare una seppur minima risposta alle criticità denunciate dalle scuole, non sono stati accolti in sede di conversione del decreto, rendendo ancora più evidente che alla riapertura del nuovo anno scolastico la mobilitazione dei dirigenti scolastici dovrà continuare con ancora maggiore determinazione.