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Disegno di legge scuola: aggiornamento dei lavori parlamentari (2)

Anche le ultime modifiche non intaccano l'impostazione aziendalista e non risolvono i problemi della stabilizzazione dei precari.

12/05/2015
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La VII commissione parlamentare della Camera ha terminato il lavoro emendativo sul testo del Disegno di legge governativo sulla scuola.

Testo con modifiche VII Commissione Camera

Da una prima lettura - una volta che il testo sarà ufficiale produrremo un’analisi approfondita articolo per articolo - confermiamo il giudizio politico di assoluta insufficienza rispetto ai cambiamenti apportati che lasciano immutata la sostanza del provvedimento. Infatti non cambia il disegno governativo che vuole puntare sulla scuola delle gerarchie e delle procedure, mancano risposte convincenti su precariato, contratto, rapporti fra le figure professionali, diritto allo studio, aumentano i finanziamenti alle scuole private e l'aumento del fondo perequativo del 5 per mille non modifica l'iniquità della misura.

Qui di seguito, solo a titolo di esempio, le situazioni più eclatanti del testo emendato:

  1. stabilizzazioni: si lasciano per strada diritti consolidati, a partire dall'attuazione della sentenza europea per docenti ma anche per gli Ata;
  2. limite della durata dei contratti di lavoro a tempo determinato: non si cancella la norma, come da noi richiesto, ma semplicemente la si modifica per affermare la non retroattività della stessa;
  3. organico funzionale: resta istituito solo per docenti, gli Ata nel piano triennale non ci sono, per gli Ata solo un piano di formazione triennale;
  4. albi territoriali e mobilità straordinaria: i docenti sono "individuati" nei fatti "solo" dai dirigenti scolastici, la mobilità straordinaria per un anno e quella futura sarà regolata per decreto (e non dalla contrattazione). Nessuna garanzia per chi perderà posto, cancellati tutti i diritti di scelta con le precedenze previste da leggi;
  5. comitato per la valutazione: è nominato dal consiglio d'istituto, con genitori e studenti e stabilirà i criteri per far attribuire al dirigente scolastico il "premio" ai bravi fino e valutare il superamento del periodo di prova dei neoassunti;
  6. finanziamento scuole private: incrementati di 6,5 milioni di euro i finanziamenti alle scuole non statali per estendere le detrazioni fiscali anche alla scuola secondaria;
  7. deleghe al governo: anche se sono state cancellate alcune deleghe significative (vedi riforma organi collegiali) resta sempre alto il numero delle deleghe in bianco affidate al governo;
  8. CSPI (ex CNPI):  viene completamente esautorato il ruolo dell’organo collegiale nazionale  i cui pareri sui provvedimenti attuativi del Miur e del governo non sono previsti.

Anche da questa  prima lettura appare evidente che, se il testo in oggetto verrà confermato anche dopo l'incontro con il Governo , si rafforzano le ragioni della mobilitazione e della lotta nei termini annunciati dal comunicato unitario.