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Sezioni primavera: il punto

Dopo la proroga dell’intesa del 31 luglio 2013 da parte di Conferenza Unificata e dopo gli stanziamenti del MIUR per le sezioni primavera rimane fondamentale per la loro sopravvivenza che Regioni e Comuni rispettino gli impegni finanziari previsti dalla norme vigenti.

23/04/2018
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Come noto la Conferenza Unificata nella seduta del 27 luglio 2017 ha deliberato la prosecuzione per l’anno educativo scolastico 17/18 delle sezioni primavera dedicate ai bambini tra i 24 e i 36 mesi, confermando le norme vigenti contenute nell’Intesa siglata il 31 luglio del 2013 in sede di Conferenza Unificata.

Il Miur con la nota prot. 8883 del 19.07.2017, aveva sollecitato la stipula delle Intese regionali e aveva reso noto l’importo finanziato a carico dello Stato pari a euro 9.749.567. Tale importo si riferisce al bilancio dell’anno solare 2018 e quindi a copertura delle sezioni primavera funzionanti nell’anno scolastico 2017/2018. Ad oggi, tuttavia, non è ancora disponibile il quadro nazionale delle intese regionali stipulate né l’ammontare della quota-parte integrativa stanziata dalle Regioni e dai Comuni.

Ricordiamo che la proroga della citata Intesa deliberata in Conferenza Unificata si è resa necessaria perché i decreti attuativi del Dlgs 65/2017 (avvio del sistema integrato 0-6) andranno in vigore a partire dall’ a/s 2018/2019 e una delle azioni in essi previste è quella della stabilizzazione e sviluppo delle sezioni primavera.

Le sezioni primavera, nate con l’obiettivo di avversare gli anticipi e di assicurare ai bambini tra i due e tre anni di frequentare un contesto educativo adatto a loro e non costoso per le famiglie, sono state il primo servizio educativo compreso nella fascia 0-3 anni a ricevere finanziamenti diretti dal MIUR in cofinanziamento con Regioni e EE.LL. Il che a significare che Regioni e Comuni non possono “chiamarsi fuori” da tale impegno di finanziamento e dal concorrere responsabilmente a far sì che questa esperienza possa essere qualificata e adeguatamente valorizzata, per assicurare a tutti i bambini l’accesso a servizi di qualità.

Agli inizi di Marzo 2018 il Miur ha cominciato ad erogare ai Comuni le somme della prima annualità - pari a 209 milioni- previste dal Decreto 65/17. Queste risorse, come stabilito dall’Accordo in Conferenza Unificata del 2 Novembre 2017, sono destinate sostanzialmente alla fascia 0-3: nidi, micronidi, sezioni primavera e servizi educativi integrativi.

La programmazione regionale (al momento ci risulta che tutte le Regioni tranne il Lazio abbiano provveduto) avrebbe dovuto fornire ai Comuni indicazioni sulle priorità nell’utilizzo delle risorse Tuttavia se Regioni e Comuni non si fanno carico di prevedere esplicitamente le dovute risorse per le sezioni primavera, quelle attualmente in funzione avranno difficoltà a sopravvivere con le sole risorse messe a disposizione dal MIUR. L’assenza di risorse integrative locali, negli anni indietro, ha già causato “un degrado” pesante nella condizione lavorativa delle educatrici e del personale, in particolare nelle sezioni primavera annesse alla scuola dell’infanzia statale dove nella maggior parte dei casi ancor oggi si registrano forti contraddizioni sia sul piano contrattuale che normativo.

La FLC CGIL, che ha sostenuto l’istituzione delle sezioni primavera come antidoto all’anticipo, intende monitorare l’evoluzione delle esperienze nelle diverse realtà territoriali sia rispetto ai diritti dei bambini che frequentano sia rispetto ai diritti di chi in queste sezioni opera, nella convinzione che la stabilizzazione del servizio non può che avvenire in un quadro di regole certe, con la messa a disposizione - come previsto già dalla loro istituzione - di risorse da parte dello Stato, delle Regioni e dei Comuni, all’interno di un progetto pedagogico definito, sostenuto e coordinato a livello nazionale dal MIUR.

Le sezioni primavera fortemente sostenute dalla FLC CGIL in quanto risposta educativa che avversa l’anticipo nella scuola dell’infanzia, sono parte integrante del sistema educativo scolastico 0-6 e, dunque, dovranno essere parte del piano di sviluppo elaborato dall’Ente Locale e come tale opportunamente finanziate. Sarà importante, pertanto, impostare subito una contrattazione sociale sia a livello regionale sia a livello comunale per far si che ogni Ente Locale si faccia carico di rispondere allo sviluppo di un sistema integrato 0-6 che sia adeguato alle specifiche esigenze e, di conseguenza, sia in grado di rispondere ai diritti reali dei bambini.