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Incontro al MIUR: immissioni in ruolo, organico di fatto, precariato

Si è svolto ieri pomeriggio al MIUR un lungo e disordinato incontro tra Organizzazioni Sindacali e Amministrazione che, convocato su una informazione relativa ai criteri da adottare per le attese 15.000 immissioni in ruolo, ha anche affrontato i problemi relativi all’adeguamento dell’organico "di diritto" alle situazioni "di fatto"

06/07/2004
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Si è svolto ieri pomeriggio al MIUR un lungo e disordinato incontro tra Organizzazioni Sindacali e Amministrazione che, convocato su una informazione relativa ai criteri da adottare per le attese 15.000 immissioni in ruolo, ha anche affrontato i problemi relativi all’adeguamento dell’organico "di diritto" alle situazioni "di fatto".

Il lungo incontro, di cui riferiamo a breve, per la disorganicità e sovrapposizione di argomenti (ognuno dei quali, per importanza, avrebbe avuto bisogno di tempo ), evidenziauna enorme difficoltà dell’Amministrazione di fronte ad una gestione ordinaria che non riesce a programmare, ed una straordinaria che esplode.

L’accentramento esasperato dei poteri decisionali aumenta le strettoie,moltiplica la ripetizione dei confronti, allunga l’elenco delle questioni da risolvere. Le disfunzioni sono tangibili da parte di tutti, e, nonostante alcuni palesi “imbarazzi” , la confusione domina.

Ieri, quindi, si sono affrontati, nell’ordine:

  • La proposta del MIUR per l'individuazione dei criteri su cui suddividere i 15000 posti destinati alle immissioni in ruolo tra docenti/educatori e personale Ata e, all'interno di queste categorie, l'attribuzione dei contingenti provinciali, e le classi di concorso e i profili Ata.

  • La bozza di circolare sull’ all’adeguamento dell’organico di diritto alle situazioni di fatto.

  • Le proposte di modifica della legge di conversione sul precariato

Immissioni in ruolo

Sul primo argomento il Miur, in modo confuso e senza consegnarci alcun documento scritto, ha illustrato i criteri che intende adottare e che si possono sintetizzare nei seguenti punti:

1) attribuzione delle 15.000 assunzioni per levarie categorie di personale in misura proporzionale alle disponibilità dei posti in organico.

Seguendo questo criterio la ripartizione generale risulterebbe di:
a) n.12.417 docenti (di cui 200 riservati ai docenti di strumento musicale in base alla 124/99) pari al 18,63% dei posti liberi in organico di diritto;
b) n. 113 educatori pari al 18,63% dei posti liberi in organico di diritto;
c) n. 2500 assunzioni ATA pari al 2,76% delle disponibilità in organico di diritto;

2) individuazione di non meglio identificatimeccanismi correttivi per garantire le immissioni in ruolo ai profili Ata (ad esempio quello di cuoco) e alle classi di concorso a bassa diffusione territoriale (es. area psicomotoria sostegno);

3) spostamento del 50% delle assunzioni dei posti di collaboratore scolastico a favore del profilo di Dsga e di assistente amministrativo.

La Flc Cgil ha denunciato ancora una volta l'esiguità dei posti destinati alle immissioni in ruolo che rappresentano un'inezia rispetto agli oltre 160.000 posti vacanti .

La Flc Cgil ha contestato la scelta di questi criteri che, oltre ad essere incomprensibili nel peso percentuale, penalizzano in maniera evidente il personale Ata; occorre ricordare che, nel 2001, il Miur si era assunto l'impegno di tenere conto nelle successive assunzioni di definire un rapporto più favorevole per gli ata già penalizzato all’epoca.

Da allora è passato molto tempo, le assunzioni non sono più state fatte e il Miur continua a fare “ orecchio da mercante” dimenticando che anche le ultime assunzioni furono effettuate dal Ministro Moratti e l’impegno va onorato dallo stesso Ministro.

Inoltre, relativamente alla proposta del Miur di favorire le assunzioni sui profili di Dsga e di assistente amministrativo la Flc Cgil ha posto due precise condizioni:
1) il numero di assunzioni in più, non dovrà essere detratto dai posti di collaboratore scolastico ma aggiunto al contingente complessivo;
2) nel caso di passaggio di profilo di assistenti amministrativi e/o collaboratori scolastici già di ruolo, i posti lasciati liberi devono incrementare le assunzioni di tecnici e collaboratori.

Quest'ultimo principio è stato ribadito anche per quanto riguarda il personale docente, sarebbe infatti paradossale conteggiare nel numero delle poche assunzioni programmate anche il personale già di ruolo.

La Flc Cgil ha chiesto che le 15000 assunzioni siano tutte riservate ai precari e che, all'interno di questo numero, non sia conteggiato il conferimento di nuovi contratti al personale già di ruolo inserito nelle graduatorie permanenti.

A nostro parere, infatti, in quest'ultimo caso non si può certo parlare di nuove assunzioni ma di un semplice cambio di stato giuridico.

Infine la Flc Cgil ha denunciato il comportamento irresponsabile del Miur che, a ridosso della pubblicazione delle graduatorie, non ha ancora affrontato con la necessaria determinazione il problema legato al riconoscimento del diritto di riserva agli appartenenti alle categorie protette.

Al contrario di quanto sostiene il Miur questo personale non è tenuto a presentare lo stato di disoccupazione né al momento del suo inserimento in graduatoria né al momento dell'assunzione: è del tutto illogico se si pensa che uno dei requisiti per l’accesso alla graduatoria è proprio il servizio prestato!

Il Miur si è impegnato a farci avere nei prossimi giorniuna bozza di decreto con l'indicazione dei criteri utilizzati per la ripartizione dei posti tra le varie categorie di personale e a convocare una riunione specifica per risolvere il problema legato al riconoscimento della riserva a favore del personale appartenente alle categorie protette.

Organico di fatto

Il documento sull’organico di fatto, ancora in bozza, si è rivelato di nuovo insoddisfacente ed inadeguato alle richieste avanzate da tutte organizzazioni sindacali.

La FLC Cgil, partendo da questo elemento, ha ri-puntualizzato che, in primo luogo, vanno garantiti, scrivendolo in modo esplicito, gli organici che permettono l’esercizio del diritto allo studio. In ogni scuola e su tutto il territorio nazionale vanno rigorosamente rispettati i parametri di legge per la composizione delle classi, per l’inserimento degli alunni disabili, per il rispetto delle norme sulla sicurezza in presenza di laboratori. Questo sarà possibile se, con grande chiarezza, si scriverà che i tetti regionali imposti con l’organico di diritto, che hanno dimostrato solo il grande scarto tra i “numeri “previsionali” e quelli reali, sono superabili di fronte al numero concreto degli alunni.

Resta sullo sfondo il problema irrisolto dei numeri: avevamo chiesto fin dall’inizio i dati del monitoraggio sul reale andamento delle iscrizioni nei singoli territori e, ad oggi, non si vedono ancora. Le paradossali disfunzioni del sistema informatico e l’assegnazione dei posti su dati soltanto “previsionali” rendono l’organico per settembre decisivo per il funzionamento delle scuole. In questo contesto è inaccettabile, per la FLC Cgil, ogni richiamo “moralistico” al contenimento della spesa che, in questo contesto, assume il sapore della pressione e non certo quellodel rigore. Nel corso degli incontri precedenti, a partire da quelli sull’organico di diritto, i dirigenti MIUR avevano dichiarato l’intenzione di sanare, con il fatto, tutte le situazioni “sofferenti” dimostrate; le dichiarazioni di principiosi devono tradurre adesso in azioni concrete.

Insomma, solo se ogni ostacolo sarà rimosso e le richieste delle famiglie troveranno piena soddisfazione, a partire dalle denunce territorialiesplose in questi mesi, l’organico sarà un reale “ adeguamento “ alla domanda sociale di formazione e di tempo scuola. La circolare deve offrire queste “ banali” garanzie.

Proposte di modifica della legge di conversione sul precariato

L’Amministrazione ci ha anche informato sulle iniziative che sta intraprendendo nei confronti del Parlamento per cercare di porre i rimedio ai disastri causati dalla Legge di conversione 143/2004 sulle graduatorie permanenti dei docenti.

Disastri annunciati subito dalla Flc Cgil, ma siamo le solite cassandre, e denunciati con determinazione dalle centinaia di precari che lo scorso 2 luglio hanno protestato contro l'incapacità di questo governo nel saper trovare soluzioni adeguate ai diritti e alle aspettative di oltre 100000 precari.

Il Miur, con molto ritardo rispetto alla conversione della legge 143/2004, e a ridosso delle operazioni di inizio d'anno, ci ha fatto sapere che sta predisponendo una proposta di decreto legge da far approvare al prossimo consiglio dei Ministri con lo scopo di attenuare gli effetti più contestati e controversi della legge 143/2004.

Il decreto legge di prossima emanazione dovrebbe innanzitutto spostare la data del termine per le operazioni dall'attuale 31.7 al 31.8. In questo modo i Csa avrebbero un mese in più di tempo per la pubblicazione delle graduatorie e per le assunzioni del personale e, si auspica, il tempo permetterebbe di ridurre gli errori.

Sempre con lo stesso provvedimento si attenuerebbero per via interpretativa gli effetti del punto B bis e B h della tabella di valutazione dei titoli relativi al raddoppio del servizio prestato in comune di montagna e al servizio non specifico.

In pratica si proporrebbe per via legislativa la seguente interpretazione:

  • il raddoppio relativo al servizio presso le scuole di montagna va riconosciuto solo a chi ha prestato effettivamente servizio in sedi situate oltre i 600 metri di altezza situate in comuni di montagna

  • il riconoscimento del servizio non specifico sia di ruolo che non di ruolo va limitato ai seguenti ordini di scuole e graduatorie: docenti di scuola elementare/materna ed educatori e scuola media/superiore.

La Flc Cgil, ha giudicato insufficiente l'impegno del Miur , che avrebbe dovuto proporre al Parlamento invece una soluzione radicale chiedendo la cancellazione degli effetti retroattivi della Legge 143/2004. Le soluzioni che ci vengono proposte, anche se attenuano le ingiustizie create dai famigerati punti B bis (servizio non specifico) B h (scuola di montagna), sono tardive e rischiano di aggiungere ulteriore caos a quello già esistente.

Se a questo aggiungiamo un sistema informatico che in questi giorni ha dato prova di se sbagliando tutte le operazioni di mobilità dei docenti, le previsioni non ci sembrano affatto rosee. La Flc, nel suo intervento, ha ribadito che continuerà a battersi in tutte le sedi per chiedere la cancellazione della retroattività della legge e per tutelare i diritti dei precari che escono sempre più provati dalla gestione politica di questo Ministero guidato dalla Moratti.

Si sarebbe dovuto affrontare anche il tema dell’aggiornamento delle graduatorie di istituto di terza fascia ma, nella confusione che abbiamo segnalato all’inizio, questo punto è stato dimenticato dall’Amministrazione, auspichiamo una tempestiva convocazione sul tema specifico.

Roma, 6 luglio 2004