Iscriviti alla FLC CGIL

Home » Scuola » La finanziaria e i tagli agli organici

La finanziaria e i tagli agli organici

Il Governo e il ministro Moratti ci hanno più volte ripetuto in questi ultimi tempi che la scuola sarebbe fuori dai tagli della finanziaria per l’anno prossimo

12/10/2004
Decrease text sizeIncrease  text size

Il Governo e il ministro Moratti ci hanno più volte ripetuto in questi ultimi tempi che la scuola sarebbe fuori dai tagli della finanziaria per l’anno prossimo.
Sappiamo benissimo che così non è.
Non serve infatti una nuova finanziaria per tagliare altri posti di docenti, basta applicare la Legge 53/03.
Inoltre per ilpersonale Ata prosegue in questo anno l’attuazione per il terzo anno del piano previsto nella finanziaria di 2 anni fa: altri 3.200 posti in meno l’anno prossimo, e saranno9.600 i posti tagliati in 3 anni.
E l’opera di devastazione del servizio scolastico pubblico continua ancora.
La legge finanziaria infatti contiene una chicca che apparentemente non ha nulla a che fare con gli organici e con la loro riduzione, mentre in realtà il risultato concreto che otterrà sarà quello di tagliare un ulteriore fetta di posti nella scuola elementare: circa 6.500.
E infatti leggiamo, all’art. 16 c. 3 del testo proposto, che:
“L’insegnamento della lingua straniera nella scuola primaria è impartito dai docenti della classe in possesso dei requisiti richiesti o da altro docente facente parte dell’organico di istituto sempre in possesso dei requisiti richiesti. Possono essere attivati posti di lingua straniera da assegnare a docenti specialisti, solo nei casi in cui non sia possibile coprire le ore di insegnamento con i docenti di classe o di istituto. Al fine di realizzare quanto previsto dal presente comma, sono attivati corsi di formazione, nell’ambito delle annuali iniziative di formazione in servizio del personale docente, la cui partecipazione è obbligatoria per tutti i docenti privi dei requisiti previsti per l’insegnamento della lingua straniera”.

Finalmente una buona cosa, si sarebbe portati a pensare!
L’insegnamento della lingua inglese, prima della legge 53/03, era già previsto e ampiamente diffuso anche con 3 ore settimanali obbligatorie a partire dalla terza classe ed esteso, sperimentalmente,alle prime classi con le risorse della legge 440/97.
Oggi viene garantito dai docenti in servizio che siano in possesso del titolo per poterla insegnare.
Tale competenza, qualora non certificata nelle procedure concorsuali per i docenti recentemente neo immessi in ruolo, è stata acquisita in anni passati attraverso corsi di formazione piuttosto corposi e costosi (di 500 ore) che l’attuazione della legge n. 146/90, a differenza della Legge Moratti di oggi, aveva finanziato.
La legge Moratti ha esteso l’obbligo all’insegnamento della lingua inglese sin dalle prime, solo per 1 ora, e per 2 dalla seconda, ma si è pensato di fare le nozze con i classici fichi secchi!
Cioè non si sono fatti i conti con il numero di docenti in possesso dei requisiti per insegnarla. Quelli in servizio sono pochi, non si è investito nulla in questi 3 anni per aumentarne il numero attraverso corsi di formazione specifici, per cui si è dovuti ricorrere ai cosiddetti docenti specialisti, cioè docenti assegnati in aggiunta rispetto ai docenti della classee dotati di competenze specifiche per la lingua straniera, i quali operano mediamente su almeno 6 - 7 classi.
Andando però a leggere con attenzione la legge finanziaria si scopre che “si attiveranno corsi di formazione obbligatori per tutti coloro che non sono in possesso del titolo (cioè un numero altissimo di insegnanti attualmente sprovvisti di titolo ), ma nell’ambito delle annuali iniziative di formazione”.
Quindi non si prevede alcun finanziamento aggiuntivo.
E allora le cose sono 2: o non sifaranno mai, perché le risorse attuali non consentono una cosa seria (quantomeno una formazione di almeno 500 ore, come nel passato!) per un così gran numero di docenti, oppure si farà un “qualche cosa” (magari un corsetto on-line di 20-40 ore) che con la qualità della formazione prima, e con le ricadute sulla qualità dell’insegnamento dell’inglese poi, non ha nulla a che vedere.
E allora abbiamo il sospetto, ancora una volta più che fondato, che il vero obiettivo non sarà quello della famosa “scuola delle 3 I”, ma piuttosto di fare semplicemente cassa e tagliare altri posti.
I posti del personale dotato di titoli per l’insegnamento della lingua straniera , che sono circa 6.500.
Costringere tutti ad insegnare inglesecon un “corsetto” on – line di poche ore, eliminando tale “spreco” di posti che oggi ci sono, è evidentemente, per il governo, un boccone troppo succulento per non addentarlo!
Ebbene, se le cose stanno in questo modo, noi siamo nettamente contrari a questa operazione!

Roma, 12 ottobre 2004