Testo CCNL Istruzione e Ricerca

Home » Scuola » Precari » Scelte del governo in materia di reclutamento: le idee non sono chiare, i problemi invece sì

Scelte del governo in materia di reclutamento: le idee non sono chiare, i problemi invece sì

Facciamo il punto su una serie di questioni urgenti che il Documento di Economia e Finanza non affronta e che necessitano di risposte.

10/10/2018
Decrease text sizeIncrease  text size

Abbiamo già sviluppato un’analisi delle misure contenute nel DEF in materia di reclutamento del personale docente. Torniamo sull’argomento con un focus che vuole mettere in chiaro i problemi più urgenti nel settore.

L’anno scolastico 2018/19 è partito all’insegna del caos sulle supplenze e delle difficoltà ad assegnare i posti in ruolo autorizzati dal MEF.

Il MIUR si è trovato nella paradossale condizione di poter stabilizzare 57.322 cattedre, ma di averne effettivamente assegnate solo 25.105. Le ricadute, in termini di carenza di docenti assunti a tempo indeterminato e oneri aggiuntivi per il reclutamento dei supplenti, si sono fate sentire in tutte le scuole.

Le graduatorie provinciali ad esaurimento della scuola secondaria sono pressoché vuote in tutto il centro-nord, per cui gli oneri della gestione delle supplenze al 30 giugno e 31 agosto sono stati demandati alle scuole, con sovraccarico di lavoro per le segreterie e forti disagi legati alla frammentarietà delle procedure di convocazione.

Oltretutto l’apertura della finestra semestrale di aggiornamento delle graduatorie d’istituto, che si è conclusa il 10 settembre, ha generato ovunque incertezze e confusione nell’attribuzione dei contratti a tempo determinato.

Nella scuola primaria una situazione simile a quella della secondaria è prevedibile per l’anno prossimo, quando le GAE in molte province si svuoteranno, per effetto dei ricorsi dei diplomati magistrali che andranno a sentenza. A quel punto si potrebbe ripresentare la difficoltà di quest’anno ad assegnare i ruoli, ma in proporzioni ancora più rilevanti.

È inaccettabile che vengano scaricati sulle scuole e sugli studenti simili disagi, mentre migliaia precari non aspettano altro che una procedura che consenta loro di accedere all’assunzione.

Due concorsi FIT (ordinario e riservato) per la secondaria sarebbero dovuti partire entro la fine del 2018, ma ancora non ve ne è traccia, e gli appelli di migliaia di aspiranti che hanno acquisito i 24 CFU sono rimasti inascoltati.

Il concorso straordinario per diplomati magistrali e laureati in scienze della formazione primaria con due anni di servizio richiede tempi che potrebbero essere anche molto lunghi, ma se a luglio 2019 non saranno pronte le graduatorie di merito, le scuole non avranno candidati da assumere. Inoltre i laureati in Scienze della Formazione Primaria e i diplomati magistrali che non hanno i due anni di servizio reclamano giustamente un concorso ordinario, che ancora non si vede all’orizzonte.

È evidente che molte di queste problematiche non nascono oggi, ma chi governa ha il dovere di agire con competenza e tempestività, in maniera da tutelare un diritto fondamentale quale l’istruzione. Come FLC abbiamo più volte chiesto l’apertura di un tavolo di confronto sulla materia e ribadiamo con forza il nostro appello.