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Programma nazionale “Scuole aperte”: il MPI non definisce solo criteri e parametri

A distanza di alcuni mesi il Ministero chiarisce le sue intenzioni

16/11/2007
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Il Programma nazionale “Scuole aperte” presentato dal Ministro Fioroni all’inizio dell’anno scolastico ci aveva già lasciato dubbiosi sulle sue finalità, oggi, alla luce delle successive istruzioni operative emanate per attività quali le attività sportive e il recupero dei debiti formativi, reiteriamo dubbi e criticità.

Le scuole, a distanza di tre mesi, si chiedono che fine abbiano fatto i soldi del programma “Scuole aperte” e le modalità per potervi partecipare. Ad anno scolastico ormai inoltrato, non si è ancora nella possibilità di poter programmare attività pomeridiane, in quanto non si conosce la relativa parte economica di cui si dispone. Risposta che non sarà data prima di gennaio o febbraio, solo a quella data, con le variazioni di bilancio si potrà conoscere l’effettiva disponibilità dei finanziamenti promessi.

L’art. 1 comma 627 della legge finanziaria 2007 prevede che “ai fini dell’ampliamento dell’offerta formativa ed una piena fruizione degli ambienti e delle attrezzature scolastiche, anche in orario diverso da quelle delle lezioni, in favore degli alunni e dei loro genitori e, più in generale, in favore della popolazione giovanile e degli adulti, … il MPI definisce criteri e parametri sulla base dei quali sono attribuite le relative risorse economiche.”.

Sulla base di questo comma il Programma nazionale “scuole aperte” avrebbe dovuto definire solo i criteri e i parametri organizzativi per l’attivazione delle attività inerenti all’utilizzo delle scuole per attività pomeridiane extracurricolari.

Dobbiamo constatare invece che il Programma invade in modo pesante l’autonomia didattica ed organizzativa delle istituzioni scolastiche.

Così come dichiarato in premessa dalla circolare, l’apertura delle scuole in orario extracurricolare è già previsto da norme precedenti, ci saremmo aspettati con l’applicazione del comma della finanziaria prioritariamente strumenti economici maggiori per rafforzare questo istituto.

Nei fatti vengono individuati:

  • i naturali destinatari: studenti e adulti in formazione e non.

  • La tipologia di interventi:

    - Interventi in favore degli alunni della scuola

    - Interventi in favore dei genitori e della popolazione giovanile ed adulta del territorio.

In riferimento agli alunni della scuola l’orario dell’apertura della scuola deve essere finalizzato alla realizzazione di interventi di recupero dei debiti formativi, ai corsi di sostegno, alle eccellenze, sperimentazione di metodologie didattiche innovative nello studio delle discipline curricolari, iniziative finalizzate all’arricchimento curricolare con valenza socializzante.

In riferimento ad interventi rivolti agli adulti si focalizza l’attenzione delle scuole a momenti che creino occasione di formazione per gli adulti e che vedano la scuola centro di promozione culturale sul territorio.

Tutta l’organizzazione e gestione delle attività viene delegata al dirigente scolastico.

Si individua il dirigente scolastico quale unico attuatore e gestore delle procedure oltre ad un “responsabile del progetto”.

Le risorse, che saranno trasferite direttamente alle scuole, ammontano ad euro 64.000.000 con destinazioni specifiche in riferimento alle attività individuate.

Come FLC anche alla luce delle indicazioni fornite in merito alle indicazioni emanate per i progetti di implementazione delle attività sportive e al recupero dei debiti formativi osserviamo che:

  • L’apertura delle scuole è già regolata dal DPR n. 567/1996 e dall’art 9 del DPR n. 275/99, queste nuove indicazioni non ne ampliano in alcun modo l’uso anzi lo limitano solo a quelle finalità declinate nel programma.

  • La scuola, nel pieno dell’autonomia scolastica, ha tutti gli strumenti normativi per potersi aprire al territorio anche in rete con altre scuole, tutte le forme di progettazione scaturiscono da percorsi procedurali che vedono coinvolti i consigli di circolo/istituto, i collegi dei docenti, i consigli di classe.Sono, infatti, i collegi dei docenti e i consigli di classe che posseggono i dati conoscitivi per valutare i bisogni formativi degli studenti da tradurre poi in piani operativi ad opera del Dirigente scolastico.

    Tutte le problematiche evidenziate quali analisi del territorio, contesto sociale sono alla base della programmazione dell’offerta formativa di una scuola. Solo dopo un’attenta analisi di questi parametri, nel pieno dell’autonomia scolastica (DPR n. 275/99) la scuola definisce il piano dell’offerta formativa includendo anche forme di attività extracurricolari.

  • La gestione organizzativa delle attività è parte integrante dell’autonomia organizzativa della scuola comprensiva della contrattazione d’istituto, non può essere un organo amministrativo superiore a richiedere l’individuazione di figure di responsabilità. È competenza degli organi collegiali prima e successivamente della contrattazione (ognuno per le sue competenze) individuare figure interne alla scuola con particolari compiti di coordinamento delle attività didattiche e formative, e il corrispettivo economico.

  • L’integrazione con il territorio deve essere impegno autonomo delle scuole anche con intese o convenzioni, ma sempre nel pieno rispetto dei ruoli, e con la consapevolezza di chi siano gli enti con cui si interloquisce e quali “accrediti formativi” possono offrire.

  • Nella declinazione della distribuzione delle somme si ipotizza una voce a parte per le spese di apertura, funzionamento e pulizia della scuola. Una ripartizione anomala, di norma l’attribuzione di somme per una attività è sempre onnicomprensiva. Si pensa in questo caso a forme alternative di utilizzo?

Concludendo possiamo affermare che le scuole oggi sono sommerse da indicazioni da parte del Ministero che non fanno altro che soffocare l’autonomia scolastica. Le indicazioni emanate, presentate quali forme di supporto all’autonomia della scuola, stanno imbrigliando, e in alcuni casi distruggendo, anche le migliori esperienze degli anni passati.

La scuola, nella piena consapevolezza del ruolo sociale e pubblico che svolge, dovrebbe essere lasciata libera di progettare e realizzare interventi di formazione e istruzione adeguati al contesto sociale e alle richieste del territorio.

Roma, 16 novembre 2007