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Regolamento organici Ata: un taglio violento di oltre 45 mila posti di lavoro

Il testo approvato dal Consiglio dei Ministri licenzia oltre 45 mila persone. Emergenza sociale per le famiglie, inefficienza dei servizi scolastici. A rischio la vigilanza degli alunni e la sicurezza nei laboratori.

23/02/2009
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>> I provvedimenti della maggioranza di governo contro la scuola pubblica <<

>> Schema di regolamento organici personale ATA <<

Il regolamento degli organici Ata approvato dal Consiglio dei Ministri la scorsa settimana, sulla base del Piano Gelmini, taglia decine di migliaia di posti di lavoro e produce più precarietà del lavoro all'interno dei servizi. Le tabelle allegate al regolamento entreranno in vigore dal 1 settembre 2011, ma per conoscere l'esatta distribuzione dei tagli del prossimo anno scolastico, bisognerà aspettare l'approvazione dell'annuale decreto interministeriale. Su quest'ultimo provvedimento dovrebbe aprirsi, a breve, un confronto tra sindacati scuola e Miur.

Confermiamo il nostro giudizio molto negativo sia per l'intero impianto del regolamento che per alcune parti specifiche. E' il caso ad esempio dell' art. 6 (attribuzione temporanea di compiti e funzioni) di cui la FLC, durante il confronto del 30 gennaio, aveva chiesto la soppressione. Così si aumenta la precarietà del lavoro all'interno dell'unità dei servizi e si producono tagli (mancata assunzione di personale) che vanno ben al di là dei numeri indicati dal piano Gelmini/Tremonti. E questo francamente ci sembra una forzatura inaccettabile.

La FLC contrasterà l'applicazione di questo regolamento in tutte le sedi politiche e istituzionali a favore di un vero potenziamento del ruolo dell'unità dei servizi nella scuola dell'autonomia

La proposta del Miur è inaccettabile per due ragioni. La prima: taglia 45.000 posti di lavoro lasciando senza introiti 45.000 famiglie, in particolare sul profilo di collaboratore scolastico. La seconda perché, attraverso l'istituzione di un certo numero di figure d'area C per tecnici e amministrativi, destinati in prima applicazione al solo personale interno, si cerca solo di attenuare l'impatto molto negativo di tanti licenziamenti senza risolvere veramente, per la logica meramente numerica che la sottende, la necessaria articolazione delle figure professionali che invece va finalizzata ad un efficiente modello organizzativo dell'unità dei servizi.

I parametri, allegati al regolamento, non permetteranno di garantire i servizi essenziali, in particolare nelle scuole del primo ciclo e con tanti plessi. E' bene ricordare che questa ulteriore riduzione si inserisce in un trend drammatico di tagli che dura da ben sette anni, provocando licenziamenti e aumenti drammatici dei carichi di lavoro anche perché alle scuole sono state scaricate tutte le pastoie burocratiche di competenza di altri livelli dell'amministrazione scolastica.

Le proposte della FLC

L'unità dei servizi generali e amministrativi va potenziata per rispondere più adeguatamente al progetto didattico nella scuola dell'autonomia e per valorizzare il lavoro dei Dsga, degli amministrativi, dei tecnici e dei collaboratori. Per raggiungere questo obiettivo è necessario determinare organici stabili e in rapporto al Pof avendo chiare le finalità e il modello organizzativo dell'unità dei servizi. L'inserimento di professionalità più elevate ed articolate, quindi, deve muovere dalla considerazione che è necessario avere chiare le finalità dell'organizzazione del lavoro e la missione dell'unità dei servizi: essere a disposizione dell'utenza e non dell'amministrazione.

Questo in coerenza con le proposte dalle FLC per liberare le scuole dalle molestie burocratiche e per "Uscire dalla crisi, investendo nella conoscenza".

La scuola deve poter contare su un organico di "partenza" per garantire uno standard di qualità nell'erogazione del servizio.
A questa dotazione ne va aggiunta una integrativa che deve tenere conto della tipologia (istituto comprensivo, alberghiero, industriale, liceo, ecc.) e di alcuni indicatori di complessità. Vedi ad esempio: il numero delle sedi, la frequenza di un significativo numero di alunni con disabilità e immigrati, il numero dei laboratori, l'azienda agraria, la lavorazione per conto terzi, l'attivazione di progetti di durata pluriennale, l'attivazione di corsi IFTS, ecc.

Alcune esemplificazioni per determinare la quota integrativa

Per gli assistenti amministrativi bisogna tenere conto degli addetti (più persone, più alunni, più pratiche sia del personale che degli alunni, più progetti, ecc…).
Per i collaboratori scolastici va individuato un parametro aggiuntivo legato agli spazi, al numero di alunni con disabilità.
Per gli assistenti tecnici va previsto un posto d'organico nelle scuole del primo ciclo, dal momento che la presenza di reti informatiche e dei relativi dispositivi nelle scuole e l'impiego diffuso dei laboratori (multimediali, linguistici, di informatica) nelle attività didattiche, hanno determinato le condizioni per estendere questa figura in tutti gli ordini di scuola. Inoltre, va superata l'attuale modalità di determinazione dell'organico (delibera giunta esecutiva) a favore di parametri nazionali trasparenti e oggettivi.

Il ruolo dell' assistente tecnico, finalizzato anche a favorire la partecipazione attiva e in sicurezza degli studenti al lavoro sperimentale, va rafforzato attraverso l'affermazione del principio di "titolarità"; non garantisce solamente l'efficienza e la funzionalità del laboratorio, ma svolge un ruolo attivo e di supporto alla funzione docente, contribuendo a determinare il successo formativo degli alunni.

Figure più articolate, vanno inserite nelle realtà scolastiche più complesse, per dare coerenza alla pratica del lavoro quotidiano che già vede l'organizzazione del lavoro all'interno dell'unità dei servizi basata sulla responsabilizzazione rispetto a diversi settori di lavoro (area amministrativa, finanziaria, di magazzino, di relazione con il pubblico, elaborazione dati, di coordinamento amministrativo dei progetti, di laboratorio, ufficio tecnico, o tutti quelli nei quali ciascuna scuola autonoma sceglie di strutturarsi).

Inoltre, l'assunzione diretta di responsabilità da parte di diverse figure permette al direttore dei servizi di dedicarsi maggiormente al suo specifico ruolo: migliorare l'erogazione del servizio, e lavorare ad obiettivi importanti come un vero piano di informatizzazione, l'adozione di convenzioni con altri enti che garantiscano una reale ricaduta su tutta l'istituzione scolastica.

Il collaboratore scolastico ha un ruolo importante nell'innovazione (la scuola dell'autonomia è innovazione) per quanto riguarda la vivibilità dell'ambiente e la qualità delle relazioni con gli alunni, con i docenti e con i genitori. E' necessaria una maggiore qualificazione del collaboratore scolastico per consolidare questo profilo all'interno dell'unità dei servizi. Questo va valorizzato in relazione alle funzioni di supporto alla segreteria, assistenza agli alunni con disabilità, d'intervento di primo soccorso e di prevenzione del bullismo: si potrebbero prevedere dei collaboratori specializzati in tale ambito, formati adeguatamente.

Su questi temi (organici, professionalità e modello organizzativo dell'unità dei servizi) apriremo, attraverso una vasta campagna di assemblee, un ampio confronto con la categoria per elaborare proposte che possano portarci da un lato a costruire rivendicazioni condivise, e dall'altro a fondare una pratica basata sul riconoscimento delle professionalità, la regolazione dei rapporti fra le figure e, soprattutto, sulla gestione trasparente e funzionale del lavoro dell'unita dei servizi delle scuole dell'autonomia.

Queste rivendicazioni confermano le buone ragioni della FLC Cgil nel portare avanti le azioni di mobilitazione e di lotta a sostegno del lavoro, della qualità dei servizi pubblici e contro la politica scolastica del governo che licenzia migliaia di persone.

Roma, 27 febbraio 2009