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Scioperare il 20 maggio anche contro la chiamata diretta

In campo la sequenza contrattuale e le inaccettabili proposte del MIUR. Una ragione di più per difendere il nostro lavoro e bocciare la cattiva politica sulla scuola.

18/05/2016
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Alle soglie dello sciopero generale della scuola proclamato da FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola e SNALS Confsal, venerdi 20 maggio per rivendicare il rinnovo contrattuale fermo da sette anni, l’emergenza dell’organico ATA, il riconoscimento dei diritti alla stabilizzazione del personale precario, la valorizzazione della professionalità docente contro le autoritarie norme della legge 107/15 e altre situazioni di contesto che hanno mortificato l’istruzione pubblica nel nostro paese, una ragione di più si aggiunge al clima di protesta che caratterizza questa mobilitazione unitaria: la netta contrarietà alla proposta ministeriale della cosiddetta “chiamata diretta”.

Nella discussione in atto sulla sequenza contrattuale che dovrà regolare la mobilità dei docenti dagli ambiti territoriali alle scuole, il tavolo oppone la posizione del MIUR che centralizza il potere di scelta nelle mani del dirigente a quella dei sindacati che richiamano procedure trasparenti, oggettive e semplificate, in linea con le scadenze che devono assicurare il regolare avvio dell’anno scolastico e gli incarichi al personale.

Il confronto è aperto e sarà anche l’esito dello sciopero a incidere sulle prossime decisioni: partecipare e chiudere gli Istituti è un atto di responsabilità personale, contro quanto di inaccettabile pone la legge 107/15 che gerarchizza le relazioni, esalta l’individualismo, rende invisibile il lavoro di non-insegnamento, penalizzando diritti, libertà, spirito collegiale e cooperazione.

Riteniamo che questo sia un momento decisivo per invertire, con l’impegno e con le piazze, la deriva che sta trascinando la nostra idea di scuola verso un destino fallimentare sul piano della democrazia e della praticabilità.

Un atto di coraggio, quindi… per difendere il nostro lavoro e bocciare la cattiva politica che sta ispirando questi tempi difficili.