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Scuola, obbligo vaccinale: emanata la circolare ministeriale sulla nuova piattaforma di verifica

Rimangono punti non chiariti e una grave carenza di indicazioni, in modo particolare sull’utilizzo in altri compiti del personale non obbligato a vaccinarsi e sugli obblighi del personale assente per malattia. Il Ministero dell’Istruzione si assuma la responsabilità di dare indicazioni chiari e puntuali alle scuole. Il fai da te danneggia la salute e la sicurezza di studenti e lavoratori.

14/12/2021
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Martedì 14 dicembre 2021, il giorno prima dell’entrata in vigore della legge sull’obbligo vaccinale, il Ministero dell’Istruzione ha pubblicato la nota 1337/21 che annuncia l’arrivo della nuova piattaforma di verifica: essa permetterà di vedere dal sistema la posizione dei lavoratori rispetto alla vaccinazione.

Restano tuttavia ancora alcune questioni non chiarite, come ad esempio le procedure per il personale che non può vaccinarsi per motivi di salute e il loro utilizzo in altri compiti che stando al tenore della legge ha decorrenza immediata. In assenza di specifici chiarimenti e indicazioni operative, resta valida la soluzione già adottata, tramite intesa nazionale e in applicazione della norma, che prevede per il personale docente e ATA che si trovi in tale condizione l’utilizzazione in altri compiti. Naturalmente resta la possibilità di ricorrere a lavoro a distanza laddove il tipo di prestazione lavorativa lo consente. Infatti, per coloro che non possono vaccinarsi e contemporaneamente non possono rimanere a contatto con gli alunni, si attiverà il contratto sulle utilizzazioni in altri compiti prevedendo la possibilità di diverso impiego in situazione protetta. Ma non è finita qui, I vuoti e le contraddizioni delle disposizioni ministeriali sono un fardello pesante caricato sulle spalle delle scuole. È il caso ad esempio contraddizioni contenute nella circolare dipartimentale del 9 dicembre scorso laddove si omette di specificare come trattare il personale collocato in malattia e di conseguenza esonerato dal prestare l’attività lavorativa al pari di coloro che si trovano in congedo parentale o altre situazioni di esonero dal servizio su cui invece la stessa nota si sofferma.

Tali vuoti di indicazioni sono molto gravi e mettono ancora una volta in difficoltà le scuole alle prese con problematiche assai complesse e che debbono invece basarsi su solide certezze operative, tanto più in una situazione in cui non si sono previste quelle risorse aggiuntive che avrebbero potuto risolvere tutte quelle criticità che la pandemia ha fatto via via emergere nel corso di questa nuova procedura.