Contro la regionalizzazione del sistema di istruzione fima anche tu

Home » Scuola » Scuola. programma nazionale “Scuole aperte”

Scuola. programma nazionale “Scuole aperte”

Il ministero ha predisposto le note operative per lo sviluppo del programma “Scuole aperte”, il monitoraggio e la valutazione.

20/11/2007
Decrease text sizeIncrease  text size

Non più tardi della settimana scorsa siamo intervenuti sul nostro sito per ricordare che le scuole sono ancora in attesa di disposizioni utili all’avvio del progetto “Scuole aperte” contenuto nel comma 627 della legge finanziaria 2007.

Nel contempo abbiamo esposto tutte le criticità che tale provvedimento evidenziava a partire da quanto contenuto nella nota del 29 agosto 2007.

Oggi non possiamo che confermare tale valutazione alla luce delle note operative che la Direzione Generale per lo studente sta per inviare alle scuole, note operative di cui è stata data bozza alle organizzazioni sindacali nella giornata di oggi.

La nota del 29 agosto sul programma nazionale “Scuole aperte” conteneva un finanziamento complessivo di 64 milioni ripartiti secondo due destinazioni principali: 30 milioni per attività di recupero, per prevenire ripetenze e abbandoni e 34 milioni per laboratori scientifici e una serie di micro obiettivi connessi con vari apprendimenti disciplinari.

Le note operative in preparazione ora riguardano la seconda destinazione, quella riconducibile ai 34 milioni, che verranno ripartiti fra i diversi Uffici Scolastici Regionali sulla base della popolazione scolastica, in seguito le scuole predisporranno progetti di utilizzazione secondo quanto già precisato nella nota del 29 agosto, i progetti verranno valutati da un nucleo di valutazione regionale e i finanziamenti attribuiti direttamente alle scuole.

La nota operativa contiene le macro aree di intervento dei progetti, i criteri di selezione e alcune indicazioni tecniche, distinte per ciascun ambito e contenute in schede allegate alla nota.

La FLC Cgil ha richiamato l’attenzione sulla esigenza di rispetto e valorizzazione dell’autonomia scolastica, diventata sempre più terminale esecutivo di un’amministrazione che tende a conservare le proprie prerogative direzionali e centralistiche, a discapito della progettualità della scuola, andando ben oltre le priorità politiche ed educative che la legge e il ministero è autorizzato a fissare.

La legge finanziaria chiedeva al ministero di fissare criteri e parametri per la distribuzione delle risorse finanziarie e non di esautorare il Collegio dei docenti dai suoi poteri in merito alla progettazione didattica. Se le indicazioni tecniche verranno inviate alle scuole insieme alle note operative, alle scuole non rimarrà che eseguire quanto progettato altrove da commissioni ministeriali.

Roma, 20 novembre 2007