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Scuola: pubblicata la Direttiva del ministro Fioroni che contiene le linee di intervento politico, gestionale e amministrativo per l’anno 2006

Gli obiettivi prioritari contenuti nella Direttiva intervengono su diversi campi di azione del Ministero e delineano il programma di azione del Ministro Fioroni. Alcuni obiettivi non ci convincono. Su altri occorre maggiore nettezza

23/08/2006
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Pubblichiamo la Direttiva Generale sull’Azione Amministrativa e sulla Gestione per l’anno 2006, emanata dal Ministro della Pubblica Istruzione, on. Fioroni, e registrata dalla Corte dei Conti in data 1 Agosto 2006, contenente le linee generali che individuano obiettivi, priorità, piani e programmi dell’azione e della gestione amministrativa per l’anno 2006.

Tale Direttiva rappresenta il documento politico e gestionale con cui il nuovo Ministro integra e modifica l’analoga Direttiva emessa dal precedente Ministro in data 30 gennaio 2006, considerando anche le modifiche già apportate nella fase iniziale del suo mandato e la novità introdotta negli assetti istituzionali e organizzativi a seguito dello scorporo del Ministero dell’università e della ricerca scientifica.

I destinatari della Direttiva sono i due Capi dipartimento (per l’istruzione e per la programmazione ministeriale; per la gestione del bilancio, per le risorse umane, per l’informazione), i dieci Direttori generali centrali e i diciotto Direttori generali periferici.

Essa si articola in 3 sezioni: la prima contiene gli obiettivi prioritari dell’Area dell’Istruzione; la seconda contiene gli obiettivi prioritari dell’Area della Programmazione, del Bilancio, delle Risorse umane, dell’Innovazione Tecnologica e della Comunicazione; la terza contiene gli obiettivi dell’Area dei Controlli e del Monitoraggio.

I riferimenti indicati per gli obiettivi delineati sono, oltre alle norme generali e alla legislazione di settore, il programma politico esposto in Parlamento dal Ministro Fioroni il 29 giugno, il documento di Lisbona, il DPEF, le leggi finanziarie e di bilancio, le iniziative legislative in itinere.

Di seguito interveniamo in modo sintetico sui principali obiettivi.

Gli obiettivi prioritari dell’Area dell’Istruzione sono 41 e riprendono i punti del programma politico enunciato da Fioroni in Parlamento.

L' obiettivo A2 affronta il tema del precariato nella scuola.
Si parla di una sua graduale riduzione ed eliminazione attraverso interventi sugli organici.
Per quanto ci riguarda occorre essere molto più netti su questo tema: bisogna ricostituire l’organico funzionale, definire con urgenza un piano pluriennale di assunzioni che non può che proporsi l’obiettivo di copertura di tutti i posti vacanti e non del solo turn-over con l’assunzione in tempi brevissimi di 150.000 precari docenti ed ata. La Finanziaria per il 2007 deve indicare scelte nette al riguardo.

Gli obiettivi A3, A4 e A5 indicano la consultazione delle scuole sui temi significativi che riguardano le riforme, la generalizzazione della scuola dell’infanzia e la realizzazione e lo sviluppo del tempo pieno e del tempo prolungato. Inoltre si richiama il curricolo integrato nel quale devono trovare spazio laboratori e attività ludico espressive, artistiche e motorie.
Per quanto ci riguarda condividiamo gli obiettivi indicati, è necessario però che essi diventino oggetto di appositi stanziamenti in Legge Finanziaria, che su alcuni di essi le indicazioni alle scuole per il nuovo anno scolastico siano molto esplicite (ci riferiamo al superamento dello “spezzatino” di morattiana memoria).

Gli obiettivi A7, A8 e A9
sono dedicati alla scuola secondaria superiore, al mantenimento, al monitoraggio e alla riqualificazione dei percorsi attuali, sia quelli sperimentali triennali che quelli tecnici professionali, umanistici e artistici, compresi i percorsi in alternanza scuola lavoro. L’obiettivo A7 di valorizzazione e modernizzazione dell’impianto culturale e didattico degli istituti tecnici e professionali deve preludere ad un impegno più specifico verso gli istituti professionali che hanno subito tagli e abbandono in questi annidando luogo ad una vera e propria emergenza. Per raggiungere questo obiettivo è necessario abbandonare il proposito morattiano di trasferimento degli istituti professionali alle regioni.

Non è chiaro se l’obiettivo A9 riguarda l’alternanza scuola lavoro secondo il modello morattiano, che a nostro avviso deve essere abbandonato a favore di una impostazione che vede nell’alternanza una delle tante modalità didattiche di cui dispongono le scuole autonome. Sul tema abbiamo espresso le nostre critiche in occasione di un recente incontro con il sottosegretario Bastico, durante il quale abbiamo richiamato l’attenzione sull’esigenza di ripristinare i finanziamenti della terza area degli istituti professionali.

Gli obiettivi A10 e A11 si propongono azioni a sostegno dei giovani nel mezzogiorno d’Italia e degli adulti, potenziando e ampliando le iniziative.
Per quanto ci riguarda pensiamo che ci sia bisogno in quest’area di un forte coordinamento e investimento. Coordinamento dei soggetti che a vario titolo offrono formazione per gli adulti e investimento finanziario, a partire dagli organici attribuiti ai CTP che in questi anni non sono mai stati implementati in ragione delle richieste effettive.
E’ indispensabile che si apra un confronto rapidissimo con i sindacati e con gli Enti Locali per individuare congiuntamente interventi e priorità.

L’ obiettivo A13 si propone di definire gli obiettivi formativi di tutto il sistema educativo, i livelli essenziali delle prestazioni, gli standard di riferimento e i criteri di valutazione del sistema istruzione e delle singole istituzioni scolastiche. Si propone cioè di dar vita ai Regolamenti previsti dal DPR 275/99 sugli obiettivi del sistema scolastico e formativo e sui criteri di valutazione.
Per quanto ci riguarda è evidente che la realizzazione di tale obiettivo avrà tempi lunghi e dovrà essere oggetto di confronto e coinvolgimento delle scuole.
Nel frattempo non è accettabile che non si assuma da parte del Ministero, con riferimento all’imminente inizio dell’anno scolastico, una posizione di netta discontinuità sul versante delle Indicazioni Nazionali allegate in via sperimentale al D.lgs 59/04. Stiamo parlando di testi criticati dalla comunità scientifica, contestati dalle scuole, inviati alle stesse senza alcuna osservanza degli stessi percorsi di legittimazione previsti dalla Legge 53.
Le Indicazioni non possono che essere affidate alle autonome scelte delle scuole, e non imposte prescrittivamente, con la chiara consapevolezza che le scuole nella loro autonomia possono scegliere di riferirsi ai programmi di insegnamento precedentemente in uso.

Gli obiettivi A19, A20, A21, A22, A23, A24, A25, A26, A27 si riferiscono alla necessità di promuovere azioni positive per favorire il protagonismo, la partecipazione, il successo scolastico dei giovani. In particolare l’obiettivo A19 intende affrontare la lotta alla dispersione scolastica con azioni formative di decondizionamento sociale, fra le quali trova posto l’obiettivo di innalzare l’obbligo scolastico.
Per quanto ci riguarda l’innalzamento dell’obbligo scolastico rappresenta la priorità di una fase che. da un lato, deve vedere bloccate subito per l’avvio dell’anno scolastico, per essere cancellate rapidamente, le norme della Legge Moratti e, dall’altro, deve vedere l’approvazione di alcuni provvedimenti-obiettivo in grado di cambiare positivamente ed in modo condiviso l’asse della scuola italiana.
L’obbligo scolastico, per noi, rappresenta il nodo strategico che distingue il progetto del centro destra impostato ad un dualismo di percorso che divide precocemente assumendo le divisioni di partenza, dal progetto di scuola inclusiva, di tutti e per tutti, che realizza il diritto di cittadinanza: esso va quindi immediatamente ripristinato ed elevato a 16 anni di età.
Per FLC un biennio obbligatorio, unitario, realizzato nella scuola sarà la sfida del prossimo futuro su cui si dovranno concentrare le energie migliori della scuola. La percorribilità di “percorsi misti tra formazione e lavoro” è questione che appartiene al successivo triennio.
Fra le azioni indicate dagli altri obiettivi vi sono poi quelle di orientamento, la promozione di occasioni di partecipazione sociale, di iniziative di cooperazione e di volontariato, la diffusione di pratiche motorie e sportive, l’apertura delle scuole di pomeriggio, l’integrazione degli alunni stranieri, il sostegno agli alunni diversamente abili, il supporto agli alunni in ospedale.
Si tratta di argomenti rilevanti. Anche qui serviranno scelte nette sul versante delle risorse e del sostegno alla professionalità del personale della scuola.
Sull’apertura al pomeriggio abbiamo già avuto modo di indicare il nostro orientamento: preliminarmente occorre precisare che parliamo di una espansione della scuola, non di attività modello doposcuola.
Ma sul tema della dispersione e delle iniziative ipotizzate dal Ministro torneremo presto con una riflessione più approfondita a partire dalla necessità di azioni coerenti su tutti i fronti. Non dovrebbe sfuggire a nessuno, ad esempio, che classi numerose, come accade in particolare nella secondaria, favoriscono la dispersione in modo consistente e che non si può non intervenire su questo punto con rapidità.

L’ obiettivo A28 si propone di concludere le operazioni relative al corso-concorso dei nuovi Dirigenti Scolastici.
Per tale obiettivo rivendichiamo, oltre la celerità nel portare a termine le operazioni, anche l’esigenza di sanare la situazione dei concorrenti non ammessi al periodo di formazione.

Riguardo poi all’ obiettivo A29, che assume la necessità di avviare un nuovo bando di concorso per 1200 posti, riteniamo tale quantità sottostimata rispetto ai circa 1500 posti reali vacanti dal prossimo settembre, a cui vanno aggiunti i posti degli ultrsessantasettenni che non possono rimanere in servizio. Il concorso va avviato già dal prossimo mese di settembre.

L’ obiettivo A14 si propone di intensificare ed estendere la formazione del personale della scuola nel campo metodologico/didattico.
Per quanto ci riguarda riteniamo ampiamente maturata la necessità di fare un punto ed una verifica sulla formazione in servizio. Punto che non può essere disgiunto da una lettura della fase, contrassegnata da pensionamenti e da un aumento consistente della precarizzazione, con l’esigenza di assumere decisioni sulla formazione iniziale e sulla formazione in servizio.
La riduzione delle risorse per la formazione gestita dalle scuole, decisa con il cd “Decreto Bersani” va in una direzione opposta a quella sostenuta da questo obiettivo.
La Finanziaria per il 2007 deve correggere il Decreto dando alle scuole le risorse necessarie.

Gli obiettivi A15, A16, A17, A18 sono dedicati all’autonomia scolastica e ai suoi protagonisti. Viene richiamata una dimensione dell’autonomia scolastica che non sia autoreferente né appiattita sulla dimensione del localismo, si fa riferimento alla contitolarità e alla corresponsabilità educativa dei docenti e la valorizzazione della componente familiare “nel rispetto delle competenze”.
Per quanto ci riguarda valuteremo le scelte conseguenti agli obiettivi indicati.
Fin da ora esprimiamo il nostro dissenso sull’obiettivo A17 che si propone di favorire scelte autonome nell’adozione di strumenti di valutazione degli alunni, richiamando a tal proposito la nota prot. 5596 del 12 giugno 2006 e riporta l’orologio al tempo morattiano della scheda fai da te. Come argomentiamo con una specifica scheda, riportata nel nostro sito, siamo contrari alla proliferazione degli strumenti di valutazione in un negativo fai da te, già contestato precedentemente dalle scuole e dalla FLC.
Un intervento del Ministro, come per altro è stato da noi ripetutamente chiesto, è necessario. In assenza di questo, o della chiarezza dovuta, conformeremo non solo il nostro dissenso ma anche tutte le azioni intraprese negli anni scorsi.

L’ obiettivo A31 si propone di predisporre le linee di indirizzo per la nuova fase contrattuale, scaduta ormai da molti mesi e di dare soluzione al problema dei docenti inidonei.
La Finanziaria sarà dirimente su entrambi gli argomenti. Per quanto ci riguarda i rinnovi contrattuali vanno garantiti e non è sufficiente la sola inflazione programmata mentre sui docenti inidonei da anni sosteniamo che le norme che preludono al loro licenziamento devono essere cancellate con una Legge.

L’ obiettivo A32 si propone di adeguare e attuare il piano edilizio scolastico (conveniamo al riguardo con il Ministro circa il fatto che la sicurezza degli edifici rappresenti una priorità da assumere e non solo da citare) mentre gli obiettivi A36, A37, A38, A39,A40, A41 si propongono varie azioni a sostegno di una dimensione europea dell’educazione e delle iniziative di cooperazione internazionale.

Gli obiettivi A33 e A35 riguardano l’attività amministrativa-contabile e quella finanziaria e di bilancio. A questo proposito andrebbe portato a compimento un altro importante aspetto dell’autonomia scolastica, quello che prevede di attribuire alle scuole un fondo ordinario non canalizzato su specifici capitoli di spesa. Mancano però i parametri su cui determinare tale fondo e questo ha di fatto bloccato il processo.
Molto fumoso l’obiettivo A35, non cita la scuola fra i soggetti chiamati in causa, tuttavia a questo proposito pensiamo che il monitoraggio dei flussi di spesa delle scuole vada sicuramente fatto, per evidenziare la lentezza dei tempi di accreditamento dei fondi alle scuole, fermi nella contabilità speciale dei CSA. Nel passato questo ha autorizzato l’ex ministro Tremonti a rastrellare i soldi non spesi e ha impedito alle scuole di far crescere una cultura programmatoria.

L’ obiettivo A34 si riferisce all’applicazione della legge 62/’00 nella scuola paritaria.
Per quanto ci riguarda siamo già intervenuti sul Ministro chiedendo controlli sulle domande di parità, sul possesso e mantenimento dei requisiti. Abbiamo chiesto inoltre di cancellare la Circolare del febbraio scorso che estende i contratti di collaborazione aggirando i vincoli di Legge e consentendo alle scuole private di attingere a piene mani a lavoro non garantito.
Al riguardo abbiamo letto delle intenzioni del Ministro di dare finanziamenti alle paritarie che sarebbero stati ridotti dal precedente Governo. Non siamo d’accordo: in una fase di tagli delle risorse esiste una priorità nell’azione del Governo che è dettata dalla Costituzione: la scuola pubblica.
Gli obiettivi prioritari relativi alla seconda area riguardano le attività di supporto alle decisioni del Ministero, ai processi di valutazione della scuola, gli interventi nell’organizzazione e gestione del personale dell’Amministrazione, di programmazione finanziaria e di bilancio, nel campo della comunicazione e dell’innovazione tecnologica.

L’ obiettivo B2 riguarda i processi di valutazione del sistema scuola. Come argomentiamo in una scheda apposita che pubblichiamo in altra sezione del sito si affermano obiettivi di carattere generale che non giustificano le recenti decisioni dell’Invalsi di procedere alla rilevazione nelle scuole anche per l’anno 2006-’07. Su queste decisioni dell’Invalsi chiediamo al Ministro di intervenire bloccando ogni rilevazione decisa dall’Istituto per l’anno 2006-’07.

La Direttiva rappresenta un documento corposo sul quale torneremo ancora ed in modo più approfondito sui diversi obiettivi avendo sempre cura, come è nostro costume, di indicare il nostro punto di vista.

Roma, 21 agosto 2006