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Stabilizzazione precari: il 26 novembre il nostro commento sull'attesa sentenza della Corte di Giustizia Europea

La Corte si pronuncerà sui reiterati contratti a termine del personale della scuola, la FLC CGIL sarà presente con i suoi avvocati

19/11/2014
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Il 26 novembre 2014 la Corte di Giustizia europea, darà lettura della sentenza riguardante il precariato scolastico. Il nostro auspicio è che la Corte possa confermare le conclusioni già espresse dall’avvocato generale Maciej Szpunar, secondo il quale il sistema scolastico italiano risulta illegittimo nella parte in cui ha reiterato per diversi anni con contratti a termine le assunzioni del personale docente ed ATA. E' un dato di fatto: il Miur ha fatto ricorso negli anni ai contratti a termine, quindi temporanei, mentre le esigenze di personale erano permanenti e durevoli. Un vero e proprio abuso che lo stesso Avvocato Generale afferma censurabile e che dovrebbe essere impedito a norma delle stesse disposizioni comunitarie e nazionali (direttiva comunitaria 1999/70/Ce  recepita dal nostro ordinamento giuridico)

Una tesi coerente con quanto da sempre la FLC ha sostenuto che ha portato nelle piazze e nei tribunali le ragioni di migliaia di precari dei settori della conoscenza fino a approdare alla Corte di Giustizia Europea. 

In occasione della tanto attesa sentenza, la FLC CGIL Nazionale ha organizzato nella medesima giornata del 26 novembre, una conferenza stampa con il Segretario Generale Domenico Pantaleo e l’avv. Prof. Vittorio Angiolini anche lui facente parte del collegio difensivo che ci ha rappresentato dinanzi la Corte di Giustizia. Sarà l'occasione per fare una prima valutazione sulle conseguenze e sulle speranze che la decisione della giustizia europea potrebbe aprire per migliaia di precari delle Pubbliche Amministrazioni.

L'impegno massiccio profuso dalla FLC CGIL e da parte di tutte le proprie strutture territoriali per presentare migliaia di ricorsi in tutto il territorio nazionale fino ad arrivare in Corte di Giustizia, ha già prodotto i suoi primi effetti: 150 mila assunzioni come risulta con evidenza dalle linee guida contenute nel Piano “La Buona Scuola”.