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Valutazione politica o valutazione professionale ?"

E’ stata recentemente pubblicata la notizia secondo la quale 5 dirigenti scolastici della provincia di Torino sarebbero stati minacciati di ripercussioni sulla valutazione del loro servizio a causa di una lettera, in cui si esprimeva apprezzamento circa l’operato del locale assessore alla pubblica istruzione

21/02/2003
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CGIL CISL UIL - Piemonte
Coordinamento Unitario Dirigenti Scolastici

Torino, 20 febbraio 2003

E’ stata recentemente pubblicata (suscitando legittimo scalpore) da giornali cittadini e nazionali la notizia secondo la quale 5 dirigenti scolastici della provincia di Torino (specificatamente impegnati in scuole ubicate nel comune di Grugliasco) sarebbero stati minacciati di ripercussioni sulla valutazione del loro servizio a causa di una lettera, collettivamente firmata e resa nota all’epoca delle elezioni amministrative del 2002, in cui si esprimeva apprezzamento circa l’operato del locale assessore alla pubblica istruzione, candidato nella tornata di elezioni cittadine.

Come coordinamento CGIL CISL UIL dei dirigenti scolastici del Piemonte sentiamo la necessità - e l'impegno morale - di esprimere la nostra solidarietà ed il nostro appoggio ai colleghi coinvolti in questa amara vicenda.

Al di là della realistica applicabilità di quanto minacciato, resta il fatto evidente di un linciaggio morale nei riguardi di colleghi che avevano semplicemente fatto uso delle libertà (di espressione, di opinione, di valutazione dell'azione amministrativa) che stanno alla base della vita politica della collettività e del diritto di ogni cittadino.

Peraltro, l'Amministrazione scolastica medesima aveva avviato immediatamente, all'epoca in cui la lettera era uscita, le procedure per l'accertamento di eventuali responsabilità disciplinarmente sanzionabili, concludendo che non sussistevano i motivi per un intervento censorio.

Lasciano perplessi le affermazioni, attribuite dagli organi di stampa al Sottosegretario On.le Aprea, relative a possibili intenzioni sanzionatorie da parte dell'Amministrazione, non solo perché prive dei necessari presupposti giuridici, ma anche perché la fase di negoziazione nazionale relativa alla valutazione dell’azione amministrativa dei dirigenti scolastici è ancora in fase di avvio.

Si confida che da ogni parte si voglia ricondurre al suo legittimo, reale ambito l'atto contestato ai colleghi dirigenti, ma resta il fatto che clamori del genere sulla figura e le responsabilità del dirigente scolastico minano un clima, introducono apprensioni e sospetti pesanti, incrinano quella fiducia sulla quale si basa il rapporto fra chi dirige una scuola e chi governa quell'Amministrazione da cui dipendono il lavoro e l'impegno del dirigente.

Manifestando la nostra solidarietà ai colleghi loro malgrado coinvolti, ribadiamo la nostra ferma convinzione nel fatto che il Dirigente scolastico, funzionario pubblico, è tale non perché rinuncia alla propria cittadinanza, ma perché la vive con convinzione, equilibrio e discernimento, nella quotidiana testimonianza del proprio compito.