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Aumento stipendio docenti universitari 1,71%

Pubblicato il DPCM che registra l’adeguamento ISTAT per i settori non contrattualizzati del Pubblico impiego

14/12/2020
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Dal primo gennaio 2020, lo stipendio dei docenti universitari (inquadrati negli atenei Statali e non Statali) e di conseguenza dei ricercatori a tempo determinato, vede un aumento pari all’1,7% (arriverà nelle buste paga nei prossimi mesi, con relativi arretrati). Questo è infatti il risultato del cosiddetto adeguamento ISTAT, il meccanismo di rivalutazione degli stipendi del personale non contrattualizzato al costo della vita [art. 24 comma 1 della legge 448/1998], che si basi sugli aumenti contrattuali effettivi ottenuti nell’anno precedente dall’insieme del pubblico impiego.

Questo adeguamento, come avevamo segnalato come FLC più di un anno fa, è il risultato degli aumenti contrattuali risultanti dalla tornata 2016/2018, che nel 2019 erano stati registrati solo parzialmente in quanto gli aumenti erano previsti solo dal primo aprile 2018 (impattando quindi su quell’anno solo parzialmente). All’aumento dello 0,11% dal primo gennaio 2018 (per gli arretrati previsti dei CCNL 2016/2018) e a quello del 2,28% dal primo gennaio 2019, si aggiunge quindi un ulteriore 1,71% dal primo gennaio 2020 (conseguente al differenziale rispetto agli aumenti contrattuali medi del 3,48% nel pubblico impiego, le indennità di vacanza contrattuale e i particolari incrementi di alcune categorie del pubblico).

Il DPCM che definisce tali aumenti è stato recentemente emanato [con qualche mese di ritardo rispetto il solito] e quindi sarà recepito negli Atenei nei primi mesi del 2021, prevedendo ovviamente i relativi arretrati dal primo gennaio del 2020.

Gli adeguamenti stipendiali sul 2020 non si fermeranno però qui. I contratti del pubblico impiego, infatti, sono scaduti nel 2018. Da quasi due anni è aperta una vertenza sindacale con il Governo per il loro rinnovo, in particolare proprio in relazione agli importi complessivi degli aumenti stipendiali. Questa vertenza ha sinora slittato l’avvio della trattiva, ma diversamente dalla tornata 2016/2018 (che segnava la riconquista della contrattazione dopo anni di blocco), nelle leggi di bilancio 2019 e 2020 sono già previsti degli importi per distribuire i prossimi aumenti sull’intero triennio di vigenza, evitando così che si schiacciano unicamente sull’ultimo anno del contratto. Quando si arriverà a siglare i nuovi contratti pubblici 2019/2021, ci auguriamo nel corso dei prossimi mesi [approvata la Legge di bilancio 2021], per tutto il personale contrattualizzato saranno quindi previsti aumenti anche per il 2019 e per il 2020, oltre che per il 2021 (in ogni caso per oltre l’1% ogni anno): per il meccanismo degli adeguamenti ISTAT, tali aumenti per il personale non contrattualizzato saranno registrati a partire dal DPCM del 2021, ma incideranno sugli stipendi dei docenti universitari sia del 2020 sia del 2021, mandando poi a regime questi nuovi adeguamenti contrattuali dal 2022. Ovviamente, daremo prontamente notizia delle vicende contrattuali e delle relative conseguenze anche per i non contrattualizzati.