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La FLC CGIL contro le ipotesi di proroga al mandato dei Rettori

Domenico Pantaleo scrive al Ministro Profumo per chiedere il rispetto dei limiti posti dalla Legge 240/2010.

04/04/2012
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Tra le ragioni per le quali la nostra organizzazione sindacale ha fortemente avversato la Legge 240/2010 – cosiddetta “Gelmini” – vi era il carattere marcatamente autoritario che essa attribuiva ai processi di governo degli Atenei ridisegnando ruolo e funzioni del Rettore, del nuovo Direttore Generale e del Consiglio di Amministrazione. Un aspetto positivo era invece quello di aver segnato finalmente in maniera chiara e credevamo inequivoca un limite netto alla durata della mandato rettorale. Ed invece, sembra farsi avanti una interpretazione inaccettabile della legge secondo cui i Rettori il cui mandato naturale sarebbe scaduto nel 2011, e già prorogati di un anno dalla legge 240/10, qualora lo Statuto approvato dai loro Atenei dovesse essere emendato in accordo ai rilievi ministeriali potrebbero godere di un ulteriore anno di permanenza in carica. In buona sostanza un “incentivo” ad accettare tacitamente le richieste del ministero.

Riteniamo questa interpretazione inaccettabile e crediamo sia invece necessario, in un contesto di estrema confusione normativa e regolamentare, che non si apra una stagione di deroghe ai limiti posti dalla legge sulla base di interventi discrezionali e occasionali. Troviamo infine quanto meno singolare che si richiamino gli Atenei ad interpretazioni “rigide”, talvolta anche al di là del dettato normativo, della Legge 240/2010 nella stesura degli Statuti quando si tratta di ridurre le forme di controllo della comunità accademica contro i nuovi organi, in particolare il Consiglio di Amministrazione, e si valuti di derogare alla Legge con estrema leggerezza quando ciò conviene alla conservazione di cariche e mandati ormai in scadenza.

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Roma, 3 aprile 2012

Al Ministro dell'Istruzione,
Università e Ricerca
Prof. Francesco Profumo

Gentile Ministro,

come Lei ben sa la FLC CGIL ha fortemente avversato l’emanazione della Legge 240/2010, ritenendola, in estrema sintesi, una controriforma del sistema universitario figlia di una visione centralistica ed autoritaria.

Come era facile prevedere la Legge 240/2010, farraginosa e spesso contraddittoria al suo interno, sta già producendo i suoi effetti negativi rendendo spesso complicato il governo degli Atenei. A ciò, per onore del vero,  non ha giovato neanche il comportamento del Ministero di impugnazione di molti Statuti, particolarmente sulle norme che prevedevano l’elettività del Consiglio di Amministrazione. In questo quadro complicato e complesso si sta inserendo la questione della proroga del mandato degli attuali Rettori. Su una norma c’era condivisione da parte della Organizzazione che rappresento, che il mandato di rettore non fosse un incarico “a vita”.

La CGIL condivideva la necessità di porre fine a questa anomala situazione istituzionale per cui nella stessa carica si potesse rimanere, come è successo, anche per oltre quindici anni. Per noi era preferibile un mandato decisamente più breve dei sei anni previsti, rinnovabile una sola volta, ma comunque la Legge in oggetto sembrava mettere al riparo da questa anomalia. Viceversa, un interpretazione cavillosa di una legge scritta male, rischia ora di riprodurre  il fenomeno sopradescritto. Per ottenere un’ulteriore proroga, oltre a quella già prevista dall’articolo 2, comma 9 della citata legge, si specula sul termine “adozione dello statuto” facendolo risalire all’emanazione dello statuto medesimo in Gazzetta Ufficiale. In tal modo si sostiene, per gli Atenei che hanno pubblicato lo Statuto dopo la fine dell’a.a. 2010/2011, di avere diritto alla proroga del mandato fino alla fine dell’anno accademico 2012/2013, realizzando così una proroga complessiva di ben due anni.

Tutto ciò avviene mentre si rinnovano Consigli di Amministrazione e Senati Accademici, e così un rettore “scaduto e prorogato” condiziona pesantemente i futuri assetti dell’Ateneo. Senza considerare che questa interpretazione penalizza, se così si può dire, quegli Atenei che invece hanno approvato e pubblicato in Gazzetta rapidamente i propri statuti. L’ennesimo caso di Atenei a due velocità dove chi va più lento ha però il premio della proroga. In questa situazione non sono da escludersi lunghi e paralizzanti ricorsi alla magistratura amministrativa.

Apprendiamo dagli organi di stampa che il suo Ministero avallerebbe l’interpretazione dell’ulteriore proroga dei mandati. Nell’esternare tutta la nostra preoccupazione, Le chiediamo viceversa un pubblico intervento chiarificatore che ripristini il confronto democratico nella vita degli Atenei italiani ridando al personale universitario ed alle rappresentanze studentesche la possibilità di eleggere al più presto il proprio Rettore.

Cordiali saluti

Il Segretario Generale FLC CGIL
Domenico Pantaleo