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La Stampa di Torino: Venerdì 25 l'inaugurazione: con il ministro Zecchino anche i lavoratori. Per l'anno accademico protesta davanti a Prodi

Venerdì 25 l'inaugurazione: con il ministro Zecchino anche i lavoratori.

15/02/2000
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LA STAMPA di Torino (15.2.2000)

I dipendenti dell'università saranno in forze, con fischietti e striscioni. Verranno da Milano, Firenze e Genova, dall'ateneo del Piemonte Orientale, e da altre sedi universitarie del Paese. La manifestazione di protesta si svolgerà venerdì 25 in occasione della cerimonia d'inaugurazione dell'anno accademico del Politecnico, cui interverranno, mai come quest'anno, figure istituzionali di grande prestigio: non soltanto il ministro dell'Università e ricerca scientifica Ortensio Zecchino. Anche il presidente della Commissione europea Romano Prodi.
Dopo le manifestazioni alla inaugurazioni di Firenze e Genova, con ripetute interruzioni di quelle cerimonie da parte dei lavoratori, la protesta al Politecnico promette d'essere particolarmente partecipata anche perché il rettore Rodolfo Zich è il solo rappresentante della Crui (la Conferenza dei rettori) al tavolo romano delle trattative, in corso con i sindacati, per il rinnovo del contratto di lavoro dei comparti università e ricerca, scaduto dal '97. Il Politecnico coglierà l'occasione del 25 per inaugurare la nuova aula magna, della quale si sono appena conclusi i restauri: di fronte, in cortile, è convocata l'assemblea dello Snur-Cgil. "Stiamo coinvolgendo anche Cisl, Uil e Rsu - spiega Barbara Villa, segretario regionale Snur-Cgil - , e stiamo organizzando assemblee in tutto il Piemonte in vista della protesta al Politecnico. Abbiamo chiesto ai lettori, data la presenza di ospiti stranieri alla cerimonia, di tradurre gli striscioni nelle principali lingue europee. Non vogliamo "rovinare la festa" a Zich, non è un fatto personale. Ma la situazione dei lavoratori è ormai insostenibile: le trattative sono ferme da settimane per l'eccessiva distanza tra le parti". Per Barbara Villa "le nostre controparti vogliono introdurre lavoro interinale, in affitto, e altre forme di flessibilità, svuotando il contratto nazionale. Inoltre si vuole potenziare, cosa giusta, la contrattazione a livello locale: ma ciò non può avvenire senza fissare regole precise nella negoziazione decentrata, come vuole invece la Crui. Siamo il solo comparto del pubblico impiego il cui contratto non è stato rinnovato: il governo deve ristabilire le condizioni perché la comunità universitaria possa affrontare con serenità le tante trasformazioni in atto". Il rettore Zich giudica "non corretto approfittare delle cerimonie per manifestare: anche perché ci siamo adoperati parecchio per chiudere il contratto, cercando pure di portare risorse aggiuntive". Zich sottolinea, volantini alla mano, che "Le segreterie nazionali hanno riconosciuto il mutato clima della trattativa. Il contratto potrebbe chiudersi prima del 25: mercoledì e giovedì sarò a Roma per una non-stop. Ma questi problemi non hanno a che fare con il cortile del Politecnico: forse bisogna cercarli nella contraddizione tra le politiche del comparto della sanità e dell'università, cosa che porta gli stessi sindacati ad avere difficoltà a coniugare le due linee". [g. fav]