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Prodotto un Disegno di Legge sui Policlinici

Da oltre un mese la FLC attende una convocazione sul problema dei Policlinici universitari da parte del MIUR.

02/02/2007
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Da oltre un mese la FLC attende una convocazione sul problema dei Policlinici universitari da parte del MIUR.Si sapeva che era in corso di predisposizione un atto normativo, dai contenuti ignoti, in un rapporto diretto tra MIUR e Ministero della Salute. Nella giornata di ieri, improvvisamente, siamo stati convocati al MIUR per la sera stessa, insieme con Cisl e Uil, per essere informati circa i contenuti di detto atto, ormai definito tra i due Ministeri, e che sarebbe stato portato domani (oggi, venerdì) all'approvazione del Consiglio dei Ministri.All'incontro le OO.SS. hanno protestato per il metodo adottato: dopo settimane di silenzio, nell'infuriare delle polemiche giornalistiche, il Governo convoca le OO.SS. la sera prima per approvare un decreto su una materia scottante e complicatissima la mattina successiva. Semplicemente inaccettabile.

Nel merito, il MIUR ha illustrato i contenuti del decreto, in estrema sintesi così articolati:

1) Un articolo concernente il trasferimento dei beni demaniali all'Università, che deve metterli a disposizione delle aziende universitarie ospedaliere. In che modo, con quale calcolo patrimoniale non è chiaro, nè si comprende se tale disponibilità d'uso entra nel conteggio complessivo delle risorse.

2) Un articolo che rende esecutivo per decreto (?) il contenuto del D.Lgs. 517/99, relativamente alla costituzione immediata delle aziende ivi previste. In caso di inadempienza in tempi stretti, l'azienda viene commissariata e il commissario scelto da Regione e Governo, senza parere dell'Università. Abbiamo fatto notare che conviene allora commissariarlesubito, visto che alle Regioni basta non fare nulla per 4 mesi per potere poi disporre dei Policlinici a loro piacere.

3) Un articolo che stabilisce una ricognizione di tutto il personale non contrattualizzato, ai fini dell'individuazione del comparto contrattuale di destinazione e della ripartizione dei relativi oneri. In sostanza, la possibilità per le Regioni di scegliere tra il personale dei Policlinici la parte più interessante e "strategica", e di rimandare il resto al mittente, o magari direttamente in mobilità.

Su questi contenuti le OO.SS. hanno dichiarato non solo una totale contrarietà di metodo e di merito, ma l'apertura di una conflittualità aspra; oltre al metodo e all'assenza di un confronto preventivo, nessuna delle questioni da noi sollevate, e che appaiono condizionanti per il presente e il futuro dei Policlinici viene presa in considerazione: appalti ed esternalizzazioni, convenzioni con la sanità privata, precariato, finanziamenti ed edilizia. Si affida alla Regione il governo del sistema; si affida ad un futuro incerto la sorte del personale non docente, di cui si deciderà in base alle convenienze.

Il MIUR, preso atto della reazione delle OO.SS. ha dichiarato che sarebbe stata effettuata un'ulteriore riflessione sui punti esposti prima del Consiglio dei Ministri.In tarda mattinata abbiamo appreso informalmente, che sarebbero state introdotte importanti modifiche nel senso da noi richiesto:

1)Il decreto è diventato un disegno di legge, dunque sottoposto all'iter parlamentare e al necessario confronto.

2)L'eventuale commissario delle aziende in caso di inadempienza è scelto di comune accordo tra Regione e Università, sottraendo alle Regioni la discrezionalità sui Policlinici.

3) L'articolo sul personale è caduto.

Per il momento, quindi, quella che rischiava di essere un'emergenza pericolosa si è stemperata. La questione del futuro dei Policlinici, tuttavia, è del tutto aperta, e quanto accaduto non ci rassicura per niente. Occorre mantenere alta la tensione e produrre uno sforzo di discussione e convocazione di iniziative.

Mercoledì 7, in una conferenza-stampa, le OO.SS. Cgil, Cisl e Uil annunceranno ufficialmente il lancio della campagna nazionale sui Policlinici, che ha al centro la volontà di ridare certezza e qualità del servizio all'intero sistema, e di assicurare le condizioni istituzionali e materiali, a partire da quelle finanziarie, affinchè i Policlinici offrano alla cittadinanza prestazioni assistenziali di alto livello, insieme assicurando la buona formazione del personale medico e sanitario. Una vertenza che dovrà essere sostenuta dalla partecipazione dei lavoratori alle iniziative che si renderanno necessarie.

Davanti alle tante parole in libertà delle polemiche di queste settimane intendiamo offrire dati e fatti, e proporre la nostra ipotesi per arrivare all'equilibrata soluzione di un nodo storicamente intricato del nostro sistema di formazione e assistenza.

Roma, 2 febbraio 2007