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L’università sia uno spazio libero e plurale

Sui preoccupanti segnali di controllo e censura che si moltiplicano negli atenei italiani.

07/03/2022
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Pubblichiamo di seguito la lettera che il Segretario generale della FLC CGIL Francesco Sinopoli ha scritto alla prof.ssa Maria Cristina Messa, Ministra dell’Università e della Ricerca e al prof. Antonio Vicino, Presidente CUN (Consiglio Universitario Nazionale).


Gentile Ministra,
Gentile Presidente,

In questi giorni si è diffusa la notizia che la Libera Università Internazionale degli Studi Sociali Guido Carli [LUISS] avrebbe pubblicamente richiamato un proprio docente, con un comunicato in cui si sottolinea che “soprattutto chi ha responsabilità di centri di eccellenza come l’Osservatorio sulla Sicurezza Internazionale, debba attenersi al rigore scientifico dei fatti e dell’evidenza storica, senza lasciar spazio a pareri di carattere personale che possano inficiare valore, patrimonio di conoscenza e reputazione dell’intero ateneo”. Questo perché, nel corso di interviste e interventi in trasmissioni televisive, chiamato in qualità di esperto, il prof. Alessandro Orsini avrebbe espresso valutazioni e osservazioni sulla questione Ucraina evidentemente non in linea con quanto ritenuto opportuno dalla direzione dell’Ateneo.

Vorremo qui ricordare che in Italia esiste non solo la libertà di opinione per tutti i suoi cittadini, conquistata con la Resistenza e la Costituzione, ma che proprio nell’alveo di quella battaglia, contro l’imposizione nelle università di un pensiero unico di regime, si è stabilito con l’articolo 33 che l’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento. Un articolo, cioè, che garantisce ai docenti universitari piena libertà di pensiero, ricerca e divulgazione, proprio in virtù dell’autonoma determinazione non solo delle proprie opinioni ma anche delle proprie attività di studio, anche nel quadro di un indipendente definizione dei parametri scientifici all’interno delle proprie comunità e correnti di ricerca, al di là di ogni supervisione e di ogni specifica contingenza politica.

Un principio che, ricordiamo anche alla LUISS, vale per tutti i docenti universitari di questo paese, negli atenei statali e non statali, pubblici e privati, nel quadro di un unico inquadramento della docenza, con accesso tramite concorso pubblico, proprio per garantire all’interno di qualunque università tale libertà e tale parametro essenziale di qualità della ricerca e dell’insegnamento.

Al di là di ogni nostra valutazione sulla guerra in generale e contro l’invasione russa dell’Ucraina (che abbiamo espresso in altri sedi, oltre che nella partecipazione alle mobilitazioni per la pace di queste settimane), proprio mentre siamo al fianco di chi oggi in Russia viene censurato, perseguito o arrestato perché esprime le proprie opinioni contro la guerra in corso, ci sembra allora importante intervenire oggi a difesa e tutela di questa libertà di opinione e di ricerca, anche dopo l’increscioso episodio capitato allo scrittore Paolo Nori all’Università degli Studi di Milano Bicocca. Per questo, come organizzazione sindacale, oltre che esprimere la massima solidarietà nei confronti del docente interessato, sollecitiamo la Ministra Messa e il Consiglio Universitario Nazionale, che hanno compiti di supervisione e tutela sull’intero sistema universitario italiano, a richiamare tutti i Rettori e le direzione delle Università, statali e non statali, a garantire piena libertà di opinione, ricerca e insegnamento, nell’ambito dei principi costituzionali e anche di una comunità scientifica che per sua stessa definizione dovrebbe esser internazionale, libera e plurale.

Cogliendo l’occasione per esprimere cordiali saluti
Il Segretario generale FLC CGIL
Francesco Sinopoli